La scienza è sempre stata politica

Su Sky News, la prof. di epidemiologa teorica all’università di Oxford Sunetra Gupta dice che “non è logico obbligare a vaccinarsi per proteggere gli altri perché il vaccino non previene durevolmente la trasmissione del virus.”

Science and politics – News, Research and Analysis – The Conversation –  page 1
Quando il Potus correggeva il bollettino meteo

Non è vero.

In Gran Bretagna dove la vaccinazione è iniziata a dicembre, il vaccino riduce tuttora dell’83% l’infezione con la variante Delta e il 17% dei vaccinati positivi vaccinati – sintomatici e non – ha una carica virale inferiore rispetto a quella dei positivi non vaccinati – idem.

Da co-autrice della Great Barrington Declaration, Sunetra Dupta trova logico eliminare ogni forma prevenzione, isolando dalla società anziani e “fragili”, fino al raggiungimento di un’immunità di gregge naturale. E come l’American Institute for Economic Research e i suoi finanziatori, per conto dei quali ha scritto quella dichiarazione, Sky News di Rupert Murdoch predica il Vangelo del meno stato, più libero mercato.

E’ un esempio fra i molti scelti mesi fa da Philip Ball in “Science Is Political, and We Must Deal with It“. Il saggio sarebbe da tradurre integralmente, ma l’editore del Journal of Physical Chemistry-Letters non apprezzerebbe.

Inizia così

Per molti scienziati l’idea di una “scienza apolitica” è attraente, quasi assiomatica per così dire. Invece della contingenza e della contestualità delle scienze umane o politiche e sociali – pensiamo per esempio al livello di consenso sulle virtù della democrazia – si ritiene che le scienze “dure” arrivino a un sapere affidabile e in un certo senso “vero” qualunque sia l’ambiente politico dal quale sorge. Le leggi di Newton funzionavano altrettanto bene nella meccanica non-relativista seicentesca che in quella odierna.

Inoltre scienza e politica non vanno d’accordo. Stalin preferisce Lysenko a Vavilov sospettato di darwinismo; i nazisti denunciano la “scienza ebraica” della relatività; il governo Bush vuol censurare i climatologi e quello Trump fa di peggio.

Ma un’opposizione motivata all’interferenza dello stato non va confusa con la bufala [canard] della scienza che dovrebbe o può essere “libera dalla politica”. E’ stata intrinsecamente invischiata nella politica almeno da quando nel Novum Organum (1620) Francis Bacon arguiva che le conoscenze scientifiche, ammassate sistematicamente, potevano alimentare il motore del potere statale. […] Se Bacon aveva ragione nel dire che il sapere è potere, non è il caso di aspettarsi che la ricerca di conoscenza sia monda di interessi personali né che possa ignorare domande su quali voci detengono quel sapere e quali sono impotenti.

Le idee scientifiche possono di per sé essere politiche. Il Dialogo sui massimi sistemi è

saturo di contesti filosofici, religiosi e politici del suo tempo. In una prospettiva più attuale, la strategia pandemica “dell’immunità di gregge”, detta anche “protezione mirata”, non sembra più un argomento spassionato basato sull’epidemiologia e la virologia, difeso com’è da un think-tank liberista e di destra che sostiene argomenti anti-vaccinazione.

Science Has Always Been Political.


In effetti la storia dovrebbe insegnarci a diffidare di chi dice che la scienza è e dev’essere “apolitica”. Proprio perché il mondo universitario tedesco insisteva nel rimanere “apolitico, scoraggiava i professori dal protestare contro le espulsioni dei “non Ariani” dal proprio dipartimento…

La maggioranza ha scelto il silenzio e la politica della torre d’avorio,

Discussion, Not Denial.

Allora cosa facciamo? How do we deal with it? Robert Merton voleva rimediare con la nozione di “scienza pura” che forse sarebbe piaciuta a Heisenberg, ma

“la realtà storica è che gli scienziati hanno sempre avuto patroni con motivazioni proprie e che solo di rado erano coinvolti nella ricerca del sapere di per sé,” dice Naomi Oreskes. “L’idea della scienza come di un’attività value-neutral è un mito.”

Non solo è palesemente falsa (come la storia continua a dimostrarci) ma è anche una pessima strategia per ottenere la fiducia del pubblico. Perché dovreste credere chi dice di non immettere valori nel proprio lavoro, di svolgerlo senza la benché minima traccia ideologia, pregiudizio e preconcetto sociale? E perché vorreste che fosse così? E di gran lunga preferibile tirar fuori i nostri valori, piuttosto di fingere o esigere che la comunità scientifica sia impegnata in un’impresa rarefatta, libera da ogni influenza sociale, politica e ideologica.

Philip ha anche scritto un bell’articolo sulla scoperta del ritratto di grands bourgeois sotto quello del chimico Lavoisier e della moglie.

2 pensieri riguardo “La scienza è sempre stata politica

    1. Dai, Paolo, lo sai anche tu:
      1- i Verdi governano il mondo intero da soli e con il pugno di ferro;
      2 – noncielodicono ma Scientific Reports in realtà si chiama Nature;
      3 – la Danimarca e l’Italia devono coprire di pannelli solari la stessa percentuale del proprio suolo per procurarsi la stessa quantità di energia elettrica, stando alla stessa latitudine e procurandosi entrambe il 56% dall’eolico
      4- i modelli tecno-economici IAM sono perfetti qualunque cosa ci metti dentro (vedi 3)
      5 – il ministro Cingolani ha sempre ragione (vedi 1) –

      Ecc.

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