Dalla parte delle zebre

O’s digest su clima e affini. Il 1 gennaio 2015, usciva “The Serengeti strategy“, un’ipotesi di Michael Mann. Quando un consenso scientifico dà fastidio, scriveva, i suoi critici “lo presentano come se tutto il sapere accumulato da una disciplina dipendesse dal lavoro di un singolo scienziato“.

Prima gli italiani, dicevano

Avvertenza: segue sfogo. Al soldo del principe saudita che manda i suoi sicari a uccidere un giornalista e sequestra i parenti finché non gli versano un riscatto miliardario, un senatore chiama “reddito di criminalità” il reddito di cittadinanza.

Lies, d*** lies, and statistics

Citazione abusata, ma quando ci vuole ci vuole… Fra le critiche all’annuncio acchiappa-click di Mark Carney uscite finora, la più perfida, trovo, è quella del Financial Times. Titolo: COP26: Carney’s $130tn climate pledge is too big to be credible Incipit Più alta la cifra stimata, più bassa la sua affidabilità. Lo dimostrano gli oltre $130Continua a leggere “Lies, d*** lies, and statistics”

Predatrici e mezzane

Quando le lontre marine scavano per decenni nei prati di zostere del Pacifico settentrionale e le strappano per procurarsi granchi o vongole, le zostere fioriscono di più e si riproducono sessualmente invece di clonarsi.

Annali della peste

Ieri scrivevo della lezione danese mentre usciva “Coronavirus: lessons learned to date“, il rapporto molto meno compiaciuto delle commissioni per la sanità e l’assistenza (care) sociale, e per la scienza e la tecnologia della Camera dei Comuni.