Una lobby, due nomi

Fino a ieri il Global Warming Policy Forum, una sorta di Istituto Bruno Leoni fondato da nobili milionari inglesi, aveva il compito di dimostrare scientificamente che il Global Cooling era iniziato nel 1999.

I numeri che l’anti-ambientalismo ideologico fa finta di non vedere

Economisti del Fondo monetario internazionale pubblicano una ricerca sui costi dei combustibili fossili, per indispettire l’Istituto Bruno Leoni e altri difensori del libero mercato per i poveri e del socialismo per BigOil & Coal.

Xi, ambientalista all’estero

All’assemblea generale dell’Onu l’altro ieri, il leader supremo ha promesso che la Cina “non costruirà più centrali a carbone all’estero”. Mi sembrava un’ottima notizia. Su The Conversation avevo letto “China finances most coal plants built today” di Jeff Nesbit, e l’avevo pure citato.

Il nostro “progetto”

Sono una génocidaire anch’io. Un Hitler-Stalin-Pol Pot che lotta per la giustizia sociale e ambientale, riduce i consumi di energia e non solo, e sostiene Ong dei paesi poveri che aiutano i poveri a organizzarsi per uscire dalla miseria. Levandogli il pane di bocca:

Carbon budget & capture

Si avvicina la Cop 26 e “la scienza” cerca di farsi sentire. Tre giorni fa il British Medical Journal ha pubblicato un editoriale firmato e ripreso da oltre 220 riviste, quasi tutte bio-med. Chiede “un’azione urgente per limitare gli aumenti della temperatura globale, fermare la distruzione della biodiversità e tutelare la salute”.

Se gli inquinatori pagassero

(M’è passata un po’ l’ansia, grazie a Sudipta Kumar di Action Aid-Afghanistan. Anche se le notizie sono brutte, non averne era peggio.) Su Nature, esce un paper di Johannes Bednar, Oliver Geden, Myles Allen – dello IIASA e di Oxford – e altri economisti del clima che non conosco. Mostra bene quanto sia ingenuo credere,Continua a leggere “Se gli inquinatori pagassero”