Eventi torinesi

Oggi è stato spostato dall’Aula magna del Politecnico allo Sporting Dora ex Michelin il convegno “Poli-Covid 22” che si apre domani e chiude venerdì. Il PoliTo ha disdetto il patrocinio e l’ospitalità poiché certi relatori invitati dal comitato scientifico non erano “all’altezza dei fini” del convegno medesimo. Questo stando a relatori dell’Istituto Superiore di SanitàContinua a leggere “Eventi torinesi”

Sul Naviglio e in mezzo al ponte

Venerdì a Cassinetta di Lugagnano – il comune più piccolo dall’area metropolitana milanese dov’è vietato consumare suolo da quasi 30 anni, in quest’autunno estivo il risultato è incantevole. Giardini, parchi, ville “nobiliari”, una sontuosa che un giorno, spero, verrà aperta dal FAI ai visitatori… A Cassinetta, dicevo, docenti della Statale, della Bicocca e dell’università diContinua a leggere “Sul Naviglio e in mezzo al ponte”

Verso Sharm el-Sheik

Gli ultimi sette anni sono stati i più caldi registrati dall’inizio dell’Ottocento, eppure la COP 27 che inizia il 6 novembre non pare interessare i media. Neppure gli sforzi eroici di John Kerry per tentare di ricostruire la “leadership” USA-Cina che aveva trasformato il vertice un po’ riottoso di Glasgow in un successo inaspettato.

“Un’eredità tossica”

Post per chi clicca sui link. E’ uscito il numero speciale di Nature “Racism. Overturning science’s toxic legacy“, un inizio di “decolonizzazione” della scienza a cura di quattro coraggios* editor ner*: Melissa Nobles, Chad Womack, Ambroise Wonkam e Elizabeth Wathuti.

Piantare alberi non ci salverà, cont.

Ma le termiti ci saranno grate. Tre anni fa su Science, Jean-François Bastin et al. stimavano che un trilione di alberi piantati su 1,7 miliardi di ettari assorbirebbero tanta CO2 da salvarci dalla crisi climatica. Poche settimane dopo il loro paper era criticato, sempre su Science, per mancanza di realismo.

La peer-review secondo Matteo

Nel 1968 Robert K. Merton pubblicava “The Matthew Effect in Science“. A suo avviso, il versetto “Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha” veniva

Sadi Carnot

Figlio del “grande Carnot”, il matematico che ha “salvato la Rivoluzione”, è morto nel 1832 di colera a 36 anni. Dieci anni prima aveva iniziato a scrivere l’unico saggio della sua vita sui tre principi della termodinamica: Réflexions sur la puissance motrice du feu et sur les machines propres à développer cette puissance.