Oh, prof. Rovelli…

Rossa come un peperone, l’oca si sta talmente montando la testa da dover girar per casa carponi. Oggi sul Corriere, Carlo Rovelli ha scritto

Il caso Coyaud e quei rischi (giudiziari) se critichi i ciarlatani

a proposito di un altro rinvio a giudizio – come succede a tanti debunker – per aver cercato di difendere i pazienti da medicine “alternative” avvolte in gergo scientifico a mo’ d’uovo di Pasqua in carta dorata.

L’oca sa già cosa obietteranno i fautori di omeopatia, cristalloterapia, naturopatia (omissis) e altre pratiche “complementari”, “integrative”, “olistiche”, più costose della medicina tout court e dall’efficacia mai dimostrata.

Cosa ne sa un fisico teorico di medicina? chiederanno. Si occupi delle sue cipolle come si dice in Sorbona! E giù lettere al direttore e insulti sui social. Invece son proprio cipolle del prof. Rovelli:

Per fare un esempio nel campo di mia competenza più specifica, la fisica quantistica, i miei colleghi ed io siamo tutti disgustati dalla crescente diffusione dell’uso ciarlatanesco di tante cure mediche «quantistiche». Ma molti preferiscono tacere. Non parlo in astratto. L’occasione di questo pezzo è il recente rinvio a giudizio di […] Sylvie Coyaud. Prima di scrivere questo articolo ho esitato, per timore di finire anch’io citato per diffamazione.

“[…]” altrimenti da paonazza l’oca diventa cianotica e sviene prima di ricordare dov’ha messo la boccetta dei sali. Se non le spiace, prof. Rovelli, gira i complimenti agli scienziati e alle scienziate che da quasi quarant’anni le correggono gli svarioni con santa pazienza.

E la ringrazia a nome di debunker, fact-checker, watchdog e altri intrepidi che saranno felici di averla a loro fianco, dalla parte delle persone più vulnerabili e disperate.

Aggiornamento

Grazie ad amic* e collegh* delle telefonate e mail di solidarietà, all’Huffington Post ai proff. Stefano Ruffo e Raffaella Rumiati della SISSA che partecipano “alla discussione” con un comunicato all’Ansa, presto, i sali… Ai twitteranti che hanno rilanciato l’articolo di Carlo Rovelli. Qualcuno vorrebbe sapere chi avrei diffamato, anch’io se capitasse a un* di loro, ma

a) la mia avvocata prega chi l’avesse indovinato di non farne il nome, per favore non fatela arrabbiare;

b) avreste l’embarras du choix. Ho in corso tre processi e oltre mezza dozzina di querele minacciate o già depositate.

c) il mio caso è stato un spunto. Ben prima del mio rinvio a giudizio, Carlo Rovelli aveva parlato delle medicine quantistiche in una paginetta di Helgoland (il suo libro più riuscito e “maturo” finora, trovo).

24 pensieri riguardo “Oh, prof. Rovelli…

  1. Ho un po’ di esperienza in quest’ambito e ho maturato la convinzione che il vero problema, in questo caso come in tanti altri, non siano i ciarlatani, ma gli indifferenti.
    Sinceramente solidale.

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      1. Io ho provato nel mio ristretto cerchio di conoscenze a mettere in guardia contro l’uso a sproposito di certi termini “quantistici” e chi ne abusa, ma è come nuotare controcorrente con un braccio legato dietro la schiena. Chi non vuol recepire non recepisce.

        Nonostante tutto, firmerei perché ci fossero più prof. Rovelli (e Sylvie Coyaud).

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  2. Nel mio minuscolo cantuccio posso solo aggiungere il mio nome a coloro che sostengono la cara Oca Sapiens. Ce ne fosse uno stormo intero…

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      1. Mmmm, “voi fisici”?? Ehehe, non sono nulla del genere, anzi, gli esami di fisica sono lo scoglio su cui sono naufragato a ingegneria. Sono un semplice appassionato di scienza.
        C’è un mio omonimo fisico?

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  3. L’articolo, purtroppo, è a pagamento e non si legge. Quindi, non so a cosa si stia riferendo di preciso. Comunque, le faccio i miei auguri, più che certo che vincerà. Ma perché non divulga tutti i dettagli sulle querele? Io quando quel poveraccio mi denunciò lo spiattellai ai quattro venti.

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    1. Lorenzo Iorio,
      grazie degli auguri. Strano, io lo leggo, eppure non sono abbonata al Corriere, ha provato con Firefox?
      Spiego perché né Carlo Rovelli né io divulghiamo i dettagli nell’aggiornamento in fondo al post.

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      1. E poi anche col secondo…

        Ci riprovo col vecchio metodo del copia-incolla.

        Dicevo: ho un vago sospetto ma lo tengo per me per non far arrabbiare la sua avvocata.

        Ma la solidarietà posso esternarla pubblicamente: questi processi sono medaglie.

        Purtroppo, però, Rovelli ha ragione da vendere e il problema è più generale: il sistema (leggi, procedure, ecc.) è tale per cui i ciarlatani hanno gioco facile nell’intimorire chi li contrasta. E non vedo una via d’uscita pratica.

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      2. E.K.Hornbeck,
        mi sa che il sistema è tarato sui politici, che possono in questo modo zittire le voci in quanto ognuno teme di incappare in querele.
        Ne approfittano i ciarlatani.
        Contro l’omeopatioa ci sono altre strade. Una è quella di suggerire di fabbricarsi il farmaco da se partendo da una boccetta “originale”, usando acqua distillata e magari zucchero.
        Un’atra sarebbe di pubblicizzare l’autofabbricazione di farmaci senza neanche partire dalla boccetta “originale” e appiccicando poi l’etichetta che si vuole.
        Io credo che vada aggredito l’aspetto economico. Chiunque può farsi da se il proprio preparato omeopatico: perché comprarlo?

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  4. Le vie d’uscita ci sarebbero, le strade nella direzione giusta sono tracciate. Andrebbero percorse con decisione. Un esempio: esiste il reato di lite temeraria, ma forse andrebbe sanzionato con maggiore vigore in particolare quando si è accertato che l’azione legale intrapresa era fondata su atti e/o affermazioni false e la cui falsità era nota già in partenza alla parte ricorrente.

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  5. Ben vengano gli interventi come quello di Rovelli: che però, mi pare, in qualcosa sbaglia.
    Difende “una società in cui chi inventa cure miracolose sia libero di sbandierarle e venderle agli allocchi.” No: gli “allocchi”, anche se – purtroppo – non sono una specie in via di estinzione, vanno difesi, anche tramite la legge! Ci sono norme contro la pubblicità ingannevole? O, ancora peggio in questi casi, contro l’abuso di professione medica o spaccio di farmaci farlocchi? Forse non sono regole abbastanza severe/applicate. In questo contesto, è scorretto affermare che “non posso denunciare un ciarlatano perché dice ciarlatanerie”. Posso (devo) eccome!
    Comunque complimenti e auguri alla nostra Sylvie!
    P.s. – Nota ai limiti della legalità (Sylvie, se vuoi cancellala): per leggere articoli di certi (non tutti) siti a pagamento, basta copiare il link da sito aperto in Chrome e aprirlo in Firefox.
    [Nota per Sylvie: non si potrebbe avere i commenti posti sotto ogni post, come nel vecchio sito? Molto + comodo…]

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    1. Ciao Giovanni, grazie! I commenti sono sotto ogni post – sembrano a se stanti perché sono scritti troppo grande e non ho ancora capito come ridurli.

      gli “allocchi”…, vanno difesi, anche tramite la legge!

      In teoria. Ma come dice Rovelli, molto spesso la legge avvalla i miracoli, si schiera con ci lucra, a volte condanna addirittura le vittime a risarcire chi le ha ingannate. O l’omicidio colposo cade in prescrizione per decorrenza dei termini, insieme alla condanna.

      Le norme sulla pubblicità ingannevole non sono applicate o la multa è una frazione minima del fatturato, così l’ingannatore la paga e ripropone la merce sotto un altro nome. Le querele palesemente intimidatorie non sono sanzionate, i processi vanno avanti per anni – sempre che l’accusato di diffamazione possa permettersi una difesa competente. Nel frattempo l’effetto è una censura preventiva delle critiche e il lucro prosegue indisturbato.

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  6. Sono stato assente al mondo per un paio di settimane e quando son riemerso ho aperto il suo “vecchio” blog per mettermi in pari…non trovandolo. Dopo qualche secondo di panico l’ho cercata e l’ho ritrovata qui: sollievo, leggerla è gioia per la mente! E dopo questo inutile preambolo, aggiungo solo che la sostengo come sempre e come dovrebbe esser ovvio per qualunque testa pensante.

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