Harvard had no comment

“Impareranno?” cont. “Harvard non aveva commenti” per il Guardian, ma Harvard sta commentando l’ultimo scandalo sessuale da una settimana.

L’anno scorso in maggio, lo Harvard Crimson rivelava le molestie e le ritorsioni che studentesse e docenti avevano subito da parte degli antropologi John Comaroff, Theodore Bestor e Gary Urton. Dopo la conclusione di una prima indagine, in agosto l’università metteva Comaroff in “congedo” retribuito.

Il 20 gennaio scorso, dopo una seconda indagine, la preside della Facoltà di arti e scienze Claudine Gay lo sospendeva senza stipendio fino al prossimo anno accademico. L’indomani Comaroff si proclamava innocente e, tramite i suoi avvocati, faceva sapere che la preside aveva convocato un tribunale deciso a condannarlo (“kangaroo court“).

Veniva sanzionato per un unico caso di molestia “verbale”, confermato dalla prima indagine e già riferito in agosto – e in altri termini – dalla Chronicle of Higher Education. Aveva consigliato la prudenza a una studentessa lesbica che voleva andare in Sudafrica dove lei e la sua compagna rischiavano di essere stuprate – in modi di cui dovevano essere informate nei particolari, e consapevoli…

Quanto bastava a 38 baroni e baronesse di Harvard, solitamente contrari a molestie sessuali e discriminazioni di genere in altri contesti, per indignarsi della gravissima ingiustizia. Il 3 febbraio pubblicavano una lettera di protesta, indirizzata alla preside, contro la sospensione “dell’eccellente collega”, la cui unica colpa era di aver sempre espresso nei confronti degli studenti una premura che i firmatari esprimono anch’essi.

Solita procedura e se ne riparla tra 40 anni? Forse, ma giovedì scorso sono iniziate le novità. La preside rispondeva ai “cari colleghi” – in privato ma la risposta è arrivata al Crimson:

  • Il comportamento messo in discussione non è quello che avete descritto.

Ieri 73 docenti invitavano pubblicamente baroni e baronesse a un fact-checking prima di accusare di falsità le studentesse, la preside e la “kangaroo court”.

Alcuni baroni e baronesse (“Kincaid” è la scrittrice Jamaica Kincaid; Gates è Henri Louis Gates Jr) dicevano al Boston Globe di voler ritirare la propria firma da quella lettera. A fine giornata 35 su 38 ritrattavano la lettera, e due baronesse scrivevano al Crimson di esser state fraintese: sono dalla parte delle studentesse…

Si erano accorti – troppo tardi – di aver partecipato alle rappresaglie che Harvard “sta a guardare” nella causa che tre studentesse le intentano

  • [Comaroff] baciava e palpeggiava le studentesse senza il loro consenso, faceva avance indesiderate… Quando lo denunciavano a Harvard e cercavano di avvertire le proprie pari, Harvard stava a guardare mentre lui si vendicava chiudendo opportunità di carriera e accertandosi che quelle studentesse avrebbero avuto “problemi a trovare un lavoro.”

Ieri la portavoce di Harvard che “non aveva commenti” ha commentato:

  • L’Università Harvard contesta le accuse… che non sono in alcun modo una rappresentazione equa o accurata dei passi ponderati presi dall’Università in risposta alle preoccupazioni avanzate, alle sue valutazioni approfondite e ai risultati di dette valutazioni.

In Italia è ancora troppo rischioso denunciare i baroni molestatori?

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