Salvate il cerbiatto Bambi

Alla Camera, sono tutti animalisti? Con 421 voti a favore e nessun contrario, i deputati hanno eliminato la tutela di pratiche “esoteriche” inserita nella proposta di legge sull’agricoltura bio, approvata dal Senato.

Ora che il Ddl torna al Senato, secondo me Elena Cattaneo – chissà se s’aspettava una maggioranza bulgara contro il “pensiero magico“! – dovrebbe lasciar perdere il corno di vacca primipara che sopravvive anche senza. Al suo posto, insisterei sul fatto che i seguaci di Rudolf Steiner fanno stragi di cervi e cerbiatti per prelevarne la vescica, riempirla di fiorellini, interrarla e sotterrarla in base a congiunzioni astrali.

Oltretutto possono continuare ad ammazzarli insieme a farfalle, uccelli e altri animali i cui pezzi finiscono in prodotti biodinamici. Non in nome della Repubblica italiana, tutto lì.

Sul resto, basterà citare gli argomenti di Giorgio Parisi:

  • “Inserire la Biodinamica nella legge che regola il settore ha due significati negativi. Il primo culturale, l’altro economico”. Riconoscendola, infatti, “il Parlamento afferma la validità di metodi previsti da Steiner come l’uso di letame maturato nelle corna di vacca, oppure di fiori di Achillea sepolti per mesi nella vescica di cervo maschio”.

Un pensiero per Topolino scuoiato quando Venere è nello Scorpione, no?

  • Parisi rilevava inoltre che il marchio ‘Biodinamica’ “è di proprietà di una società multinazionale con fine di lucro, la Demeter Int., che con il riconoscimento legislativo acquisisce un vantaggio competitivo rilevante rispetto ai tanti agricoltori che con serietà, onestà e sacrificio si sforzano di rispettare i disciplinari dell’agricoltura biologica”.

A proposito

Che fine hanno fatto i difensori della bibliografia scientifica vantata da Demeter e degli “ottimi scienziati”

  • che senza pregiudizi hanno condotto ricerche sull’agricoltura biodinamica e biologica e pubblicato i risultati su riviste internazionali, anche di altissimo impatto (PLOS ONE, Nature).

E le querele annunciate contro chi osava dubitarne?

Agg. 11/02 – articoli più seri di Micaela Capellini sul “giro d’affari” e di Enrico Bucci sul nuovo testo del Ddl e sull’incompatibilità tra biodinamica e metodo scientifico.

***

Altre notizie da festeggiare

E’ uscito il rapporto dell’Aifa con l’analisi degli effetti avversi segnalati dopo una vaccinazione contro il covid in un anno. Moltissimi lievi, pochi “gravi” di cui breve febbre a 38,5 °C, ricoveri rari. Quanto ai decessi (pp. 22-26), nei 758 casi segnalati l’età media era di 79 anni ed erano più frequenti per i vaccini “classici” meno utilizzati (Johnson & Johnson e Astra Zeneca)

  • Complessivamente, sui 580 [decessi] valutati sono risultati correlabili 22 (3,8%, circa 0,2 casi ogni milione di dosi somministrate).

I vaccini a mRna sembrano i più sicuri inventati finora.

Da Climalteranti, Stefano Caserini spiega perché e per chi ha scritto Sex and the Climate. E i suoi progetti:

  • Oltra a scrivere la versione in lingua inglese, un obiettivo futuro è di scriverci una rassegna scientifica sul tema, da mandare ad una rivista del settore, per dare un contributo al prossimo rapporto IPCC. Da solo non ce la farò mai, per cui sto cercando collaboratori. Dubito che mi divertirò quanto a scrivere questo libro, ma assicuro che questo è uno degli aspetti più interessanti e originali della scienza del clima.

Ci sono volontarə?

Il vecchio tokamak Joint European Torus, un prototipo di ITER, ha battuto il nuovo record americano e il proprio del 1997 per la durata dell’energia prodotta con la fusione di deuterio-trizio, scrive Elizabeth Gibney su Nature: 59 megajoule per 5 secondi, dopo mesi di sforzi e anni di upgrade…

13 pensieri riguardo “Salvate il cerbiatto Bambi

  1. Buongiorno sig. Coyaud, ho letto il suo articolo. Saprebbe indicarmi delle inchieste o ‘letteratura’ sulla strage di cervi perpetrata dal marchio Demetra? Dove è possibile trovare queste informazioni?La ringrazio fin d’ora.
    Samuele

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    1. Senz’altro, non appena la multinazionale Demeter non terrà più segreto il numero degli animali uccisi ogni anno per produrre i “preparati” (scusi, ho cliccato “invio” senza volerlo) che certifica.

      Quale “metodo scientifico” steineriano giustifica la composizione del calcestruzzo biodinamico e le sue presunte proprietà?

      “fu un entusiasta lettore e seguace di Haeckel e di formazione tecnica scientifica”
      Steiner era laureato in lettere e filosofia.
      In Storia della creazione, Haeckel sosteneva che la “evoluzione razziale” porta a una razza germanica superiore, che i “selvaggi” non appartengono alla specie umana ma vanno classificati fra gli “animali” ecc. Ne è entusiasta anche lei?

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      1. Buongiorno signora Coyaud. Grazie per la risposta. Su Demeter l’interesse era vero e non finto, ho notato la risposta brusca, ma capisco che troll e altro sesso infastidiscano, non penso che Demeter debba per forza essere un marchio di santità perché ‘steineriano’, mi immaginavo che citasse dei dati o dei sospetti, magari i numeri della produzione, una qualche inchiesta, perciò le ho chiesto, sarebbe una bruttiasima prova per un’azienda che coltiva certi ideali. Circa Steiner:
        1. Formazione scientifica. Studiò agli istituti tecnici, il padre era ferroviere e tale inclinazione gli valse più tardi la curatela delle opere scientifiche di Goethe. Io non ho mai sostenuto fosse laureato in chimica,matematica o scienze. Lui stesse dimostra di amare il metodo scientifico e conoscerlo, per poterlo paragonare all’approccio goethiano, per esempio. Di più, Steiner non fu mai antiscientifico e antiscientista, bensì chiamò Scienza dello Spirito il suo campo di ricerca proprio per mettere in guardia da misticismi i suoi ‘seguaci’, termine inappropriato, ma passi. Il fatto è che Steiner non era kantiano e credeva che il mentale o la psiché fosse reale, come lo credevano Platone o Aristotele, ma questa è un’altra storia e capisco che lo iato per un materialista diventa inaccettabile e porti a un totale rifiuto.

        Steiner non ho mai lavorato alla composizione del calcestruzzo che credo sia un’applicazione di alcune sue teorie, di fatto Steiner dedicò forse un ciclo o sue di conferenze all’agricoltura e poco altro, da cui si possono dedurre dinamizzazioni et similia.

        Se ho scritto ‘seguace’ di Haeckel ho sbagliato! Non fu seguace perché non lo considero’ mai un maestro, né sposò tour court le sue teorie, semplicemente dimostrò di ammirare la sua visione evoluzionistica, in ciò facendo vedere che nulla aveva a che vedere econ creazionismo e/o fissiamo, ne aveva già parlato commentando Goethe e aveva sposato l’evoluzione come una realtà cosmica (mi scuso per la parola un po’ poetica e che potrebbe indulgere a sentimentalismo). Anche qui era in buona compagnia con le ragioni seminali di Agostino e degli stoici ecc. Mentre si distaccava da.posizioni religiose preconcette e fideistiche.

        Ultimo: perché dovrei essere entusiasta di teorie razziali? Booh. Forse mi ritiene un seguace acritico di qualcosa, ma glielo perdono, capisco la necessità di scremare i fastidiosi, spero di non esserlo stato e anzi, grazie del suo tempo.

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      2. @ Samuele Anese

        capisco che troll e altro sesso infastidiscano

        Affermazione che mi insinua il sospetto che lei sia un troll.
        In che senso l'”altro sesso” dovrebbe infastidire?

        Per quanto la nostra ospite sia fieramente femminista e mal tolleri chi insulta le (altre) donne, frequentando da anni il suo salotto virtuale posso garantirle che mai ho mai avuto l’impressione di essere fonte di fastidio a causa del mio genere.

        Formazione scientifica. Studiò agli istituti tecnici

        Non la definirei propriamente una “formazione scientifica”. Al piu’ una non eccelsa formazione “tecnica”. E’ c’e’ una certa qual differenza oggi come, presumo, allora.

        il padre era ferroviere e tale inclinazione gli valse più tardi la curatela delle opere scientifiche di Goethe

        E il fatto che il padre fosse ferroviere dovrebbe implicare un’inclinazione scientifica? O dovrebbe implicarlo la curatela della opere scientifiche di Goethe?
        Considerando anche che quest’ultimo era principalmente noto come letterato e filosofo e che, come “scienziato”, aveva sostanzialmente rinnegato il metodo galileiano?

        Lui stesse dimostra di amare il metodo scientifico e conoscerlo

        L’avra’ forse anche amato e conosciuto, ma non mi sembra che l’abbia praticato.

        Steiner non fu mai antiscientifico e antiscientista, bensì chiamò Scienza dello Spirito il suo campo di ricerca

        Quando leggo cose come “Il fegato tra tutti gli organi del corpo umano è quello più relativamente indipendente. Pertanto, in linea generale, le malattie del fegato possono essere combattute usando il pomodoro. Ora possiamo iniziare a capire le connessioni tra piante e animali. Supponiamo, ad esempio, che una persona soffra di cancro. Il cancro, fin dall’inizio, rende certe regioni del corpo indipendenti dall’organismo umano o animale. Quindi ad un paziente di cancro si dovrebbe proibire di mangiare pomodori” mi sembra che l’utilizzo del termine Scienza, in “Scienza dello Spirito”, sia del tutto fuori luogo.
        Forse non fu “antiscientifico”. Ma certo neppure “scientifico”.

        Steiner non era kantiano e credeva che il mentale o la psiché fosse reale, come lo credevano Platone o Aristotele, ma questa è un’altra storia e capisco che lo iato per un materialista diventa inaccettabile e porti a un totale rifiuto.

        No… il problema non e’ credere (o non credere) nel mentale o nella psiché (non dovrebbe esserci una ‘y’?) o in Babbo Natale o nell’influenza di non ben precisate forze cosmiche. Il problema e’ il metodo. Il problema e’ la verifica.
        Quando leggo quello che disse, riguardo all’agricoltura e all’influenza delle forze cosmiche, trovo il principio di autorita’, la conoscenza rivelata. Non il metodo sperimentale che ci ha insegnato Galileo.
        Vedo una regressione della, se non il rinnegare la, scienza.
        Regressione che trovo ancora piu’ evidente nei suoi discepoli, nei quali non vedo ammirazione critica verso un maestro, ma venerazione nei confronti di un guru.

        una realtà cosmica (mi scuso per la parola un po’ poetica e che potrebbe indulgere a sentimentalismo)

        Da vecchio appassionato di astronomia, non ci vedo nulla di male nella parola “cosmica” in sé. Anzi.
        E’ l’uso che ne viene fatto nelle lezioni di Steiner sull’agricoltura che non corrisponde per nulla (ma proprio per nulla) in quello che dell’astronomia moderna, da Galileo in poi, mi ha appassionato.

        Anche qui era in buona compagnia con le ragioni seminali di Agostino e degli stoici ecc

        Che non mi sembra fossero seguaci del metodo sperimentale galileiano e della scienza moderna.
        Forse in buona compagnia, ma in senso filosofico. Non direi proprio, in senso scientifico.

        Mentre si distaccava da.posizioni religiose preconcette e fideistiche.

        Sul religioso non mi pronuncio.
        Di fideistico (nel senso di accettare le affermazioni di un guru come verita’ rivelate) e preconcetto trovo molto nelle parole di Steiner e nell’atteggiamento dei suoi seguaci.

        perché dovrei essere entusiasta di teorie razziali?

        Be’… mi sembra (sbaglio?) che lei sia un ammiratore di Steiner… a quanto mi risulta scrisse che “Gli ebrei in quanto tali sono sopravvissuti a se stessi da molto tempo. Non hanno diritto di esistere nella vita moderna delle nazioni. Che siano ugualmente sopravvissuti è un errore da parte della storia del mondo, di cui c’erano da aspettarsi le conseguenze”.
        Mi pare che la domanda (“Ne è entusiasta anche lei?”) sia alquanto ragionevole.

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      3. Grazie Sylvie, qualche correzione l’avevo caricata in seguito, per esempio ‘sesso’, che doveva essere ‘spesso’, forse la troverà più tardi, purtroppo ho scritto col cellulare.
        Circa la formazione scientifica, io la ritengo tale nel caso una persona abbia avuto modo di conoscere, apprezzare, esercitarsi nell’uso dei metodi scientifici: matematica, fisica, chimica, biologia ecc. Steiner studiò a un istituto tecnico e poi si iscrisse a ingegneria, il padre lo voleva come lui nel settore, infine scelse la letteratura e Goethe, appunto. Gli affidarono la curatela delle opere scientifiche perché poteva contestualizzare il pensiero scientifico del poeta comparandolo, appunto, al metodo galileiano, ma doveva perlomeno padroneggiare un po’ le epistemologie e lo si evince dalla lettura delle opere. Si dedicò alle hard sciences? No. Per nulla, nessuno può affermarlo è mai contestò dati e i risultati della scienza, semmai la visione unilaterale della filosofia su essa costruita. Per il resto non praticò la matematizzazione delle sue esperienze spirituali, ma spiegò come ripercorrere gli esperimenti interiori, se vogliamo chaiamrli tali. Non so se questo possa rientrare nel metodo delle ‘sensate esperienze-certe dilostrazioni-, direi che come lo intende uno scienziato no. D’altra parte siamo in un territorio che Popper aveva stigmatizzato come infalsificabile già con la psicanalisi, ma è lo stesso ‘oggetto'(soggetto) che non permette le stesse prove cruciali. Detto questo, liberi di ritenere la sua formazione scientifica insoddisfacente e improvata e non credere a me, naturalmente. Mi vergogno ad aver pensato anche di aver provato a metterle la pulce nell’orecchio.
        Circa le conferenze su fegato e pomodoro, non la conosco, ne hanno stenografate decine, Steiner non fece altro che ridisegnare una ‘geografia’ di corpo non solo fisica, il famoso corpo eterico o vitale, quello su cui gli orientali hanno costruito millenni di medicina ecc. , ma lo fece utilizzando una terminologia occidentale, dove pote’ e provando a conciliare le acquisizioni anatomiche e biologiche del suo tempo con una visione spirituae, perciò agli organi fisici-minerali se ne aggiungono di invisibilità all’apparato sensorio ordinario. La domanda è capire cos’è la vita senza ridurla ai suoi componenti, un po’ la questione delle proprietà emergenti ecc. E quindi avanzare delle supposizioni che fungano da ipotesi di ricerca. Steiner non ambi’ ad altro, infatti parlava volentieri ad esperti, non da esperto, ma da ‘veggente’, chiedendo di ricucire lo iato a suo tempo ormai invalso fra uomo/natura, spirito/materia ecc. È secondo tale.logica che vanno letti certi passi, le virtù delle piante, in questo caso, il parallelo fra colori-organi-pianeti, che fu anche alla radice della scienza moderna, Paolo Rossi insegna bene nei suoi studi, in quel Rinascimento magico/scientifico. Aggiungo che poi, estrapolare passi da un autore non significa voler capirlo, per farlo ci vuole un minimo di amor di comprensione, almeno bisognerebbe provare ad entrare in quell’orizzonte di pensiero, altrimenti l’interesse è altro: approvare o condannare. Vale anche così per il passo sugli ebrei, l’opera di Steiner è sterminata, il passo non lo conosco o forse l’ho letto citato da Staudenmaier, comunque sono stenografie, spesso tradotte male, da conferenze, quindi andrebbe verificata bene la scelta lessicale dei traduttori. Steiner ebbe sempre posizioni pacifiste e tendenzialmente anarchiche, fu amico di Mackay ecc. Quindi darmi del razzista presumendo che conosca e approvi questo passo della sua opera è un po’ disonesto, o forse lo scopo è un altro: lo sa che il suo idolo ha detto…E vedere come reagisco. Se approvo dimostrò di essere fideista e confermare la sua visione sui ‘seguaci’, se non approvo, minimizzo o scantonklo allora l’imbarazzo parla da solo. Le dirò, da ‘seguace’, come dice lei, ma io direi da ammirato lettore e studioso,interpreterei quanto detto sugli ebrei come senz’altro ragionevole a partire da una filosofia storica che si interroga sulla missione dei singoli popoli. Non sono forse gli ebrei il popolo da sempre piùegato al sangue, quindi alla razza ,al punto tale da non essersi mai confusi con nessuno, non è questa una forma di atavismo? Non credo sia irragionevole pensarlo Ciò giustifica una Shoah o forme di discriminazione? Direi di no. Ciò in parte spiega il loro essere stati spesso l’estraneo, appartato, esiliato pronto a fungere da capro espiatorio, mi sembra di sì. Quindi in parte la loro tragedia deriva da un certo atavismo che li ha preservati come nazione millenaria, penso sia difficile da negare. Lì Steiner mi è sembrato realista. Certo dopo la Shoah quel passo suona come una sinistra condanna. In realtà, purtroppa, mi sembra che ci avesse visto giusto e non perché se lo auspicasse . Sembrava quasi annunciare una fatalità incombente. Ma detto questo la domanda è: fu antisemita in vita? Lo fu la società antroposofica? Lo furono i suoi seguaci? Non mi sembra che fu una spiccata caratteristica di chi segue Steiner coltivare sentimenti antisemiti e razzisti. Semmai buonismo, fideismo, antiscientismo acritico, creduloneria, saccenza, poco amore per il rigore metodologico e lo studio ecc. Su questo non posso che concordare con lei.

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      4. @ Samuele Anese
        Non sono forse gli ebrei il popolo da sempre più [l]egato al sangue, quindi alla razza e,al punto tale da non essersi mai confusi con nessuno, non è questa una forma di atavismo?
        Legati al sangue di chi?
        In base a quale “atavismo” lei stabilisce l’appartenenza alla “razza” ebraica?

        Non mi sembra che fu una spiccata caratteristica di chi segue Steiner coltivare sentimenti antisemiti e razzisti.
        Forse potrebbe informarsi meglio sulla "etnografia razziale" insegnata nelle scuole Waldorf nella UE e in USA?

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      5. @ Samuele Anese

        Circa la formazione scientifica, io la ritengo tale nel caso una persona abbia avuto modo di conoscere, apprezzare, esercitarsi nell’uso dei metodi scientifici: matematica, fisica, chimica, biologia ecc.

        Dipende da cosa si intende per “conoscere, apprezzare ed esercitarsi”.
        Un conto e’ conoscere, appezzare ed utilizzare le leggi di scientifiche (e matematiche, che non sono esattamente “scienza” ma che sono le fondamenta su cui le scienze costruiscono i loro edifici).
        Un conto e’ capire come quelle leggi si ricavano e (nei casi migliori) fare attivita’ di ricerca per ricavarne di nuove.
        Semplificando in maniera brutale (e pur ammettendo possibili eccezioni) nel primo caso abbiamo dei tecnici, nel secondo degli scienziati.
        Avendo preso due lauree in campo scientifico, in base all’esperienza personale ho ricavato la netta impressione che gli studenti avvantaggiati erano quelli provenienti dal liceo scientifico, in quanto gia’ capaci di ragionare sul come e perche’ e con discrete conoscenze pratiche pregresse. Seguivano quelli del liceo classico, che avevano scarsissime competenze pratiche ma che disponevano di una forma mentis molto flessibile e in grado di adattarsi alle nuove sfide. Quelli che faticavano di piu’ erano proprio gli studenti provenienti dagli istituti tecnici, pur avendo una piu’ che discreta conoscenza pratica, perche’ abituati a usare le formule senza avere l’abitudine a ragionare su come si ricavano.

        Steiner studiò a un istituto tecnico e poi si iscrisse a ingegneria, il padre lo voleva come lui nel settore, infine scelse la letteratura e Goethe, appunto.

        Sta descrivendo la tipica figura tecnica che, a un certo punto, ha cambiato strada diventando altro. Completamente altro.

        Gli affidarono la curatela delle opere scientifiche perché poteva contestualizzare il pensiero scientifico del poeta comparandolo, appunto, al metodo galileiano, ma doveva perlomeno padroneggiare un po’ le epistemologie e lo si evince dalla lettura delle opere.

        Visti i risultati, direi piu’ perche’ condivideva le critiche di Goethe al metodo scientifico galileiano. Quanto conoscesse quest’ultimo me lo puo’ forse dire lei; che lo condividesse, mi sembra da escludere, alla luce di quanto le ho riportato.

        Si dedicò alle hard sciences? No. Per nulla,

        Finalmente siamo d’accordo su qualcosa.

        mai contestò dati e i risultati della scienza, semmai la visione unilaterale della filosofia su essa costruita.

        Ma la scienza non e’ dati e risultati. Quelli sono il prodotto finale. Di scarsa rilevanza, a livello filosofico.
        La scienza e’ essenzialmente *metodo*.
        Quando lei ci dice che contestava la “visione unilaterale della filosofia su essa costruita”, lei ci conferma che contestava la scienza moderna.

        Per il resto non praticò la matematizzazione delle sue esperienze spirituali,

        Appunto. No matematica, no scienza.
        Lei ci conferma che quanto portato avanti da Steiner aveva una sezione d’urto con la scienza pari a zero.

        ma spiegò come ripercorrere gli esperimenti interiori, se vogliamo chaiamrli tali. Non so se questo possa rientrare nel metodo delle ‘sensate esperienze-certe dilostrazioni-, direi che come lo intende uno scienziato no.

        Un’altra volta siamo d’accordo. Direi anch’io di no; proprio per nulla.

        D’altra parte siamo in un territorio che Popper aveva stigmatizzato come infalsificabile già con la psicanalisi, ma è lo stesso ‘oggetto'(soggetto) che non permette le stesse prove cruciali.

        Ottimo.
        No falsificabilita’, no scienza.
        Siamo d’accordo ancora una volta.
        Quindi la “scienza dello spirito” non ha nulla a che fare con la scienza.
        Con questo non dico che non abbia valore (ad altri puo’ interessare, piu’ che legittimamente) ma non interessa a uno scientista come me.

        Detto questo, liberi di ritenere la sua formazione scientifica insoddisfacente e improvata e non credere a me, naturalmente. Mi vergogno ad aver pensato anche di aver provato a metterle la pulce nell’orecchio.

        Piu’ che altro, si e’ illuso che fosse una pulce che ci interessasse.

        Circa le conferenze su fegato e pomodoro, non la conosco,

        Il che dimostra che lei critica chi si forma leggendo gli articoli di Bressanini pur non avendo letto (o avendo letto superficialmente) quegli articoli.

        ne hanno stenografate decine […] all’apparato sensorio ordinario.

        Tutto questo direi confermi l’estraneita’ di Steiner dal mondo scientifico.

        La domanda è capire cos’è la vita senza ridurla ai suoi componenti, un po’ la questione delle proprietà emergenti ecc. E quindi avanzare delle supposizioni che fungano da ipotesi di ricerca.

        Ottimo: questo e’ un obiettivo piu’ che ragionevole in campo scientifico.
        Ma richiede matematizzazione e ragionamenti su esperimenti che possano falsificare quanto si sta ipotizzando.
        Lei stesso ci dice che Steiner non fece nulla di tutto questo.

        È secondo tale.logica che vanno letti certi passi

        Logica che nulla ha a che fare con la scienza.

        il parallelo fra colori-organi-pianeti, che fu anche alla radice della scienza moderna, Paolo Rossi insegna bene nei suoi studi, in quel Rinascimento magico/scientifico.

        Appunto: nel Rinascimento.
        Steiner non e’ uomo del Rinascimento.
        Se nel Rinascimento avrebbe potuto essere un’avanguardia della cultura scientifica, nel XX secolo era un reazionario.

        Aggiungo che poi, estrapolare passi da un autore non significa voler capirlo

        Infatti: permette di stabilire se e’ il caso di investire del tempo a capirlo o meno.
        Il tempo e’ limitato e, prima di morire, avrei tanti (ma davvero tanti) libri che vorrei leggere. Quelli di Steiner non sono in elenco.

        Vale anche così per il passo sugli ebrei, l’opera di Steiner è sterminata, il passo non lo conosco o forse l’ho letto citato da Staudenmaier […]

        A me queste sembrano scuse di un avvocato difensore che si rende conto che ci sono prove schiaccianti contro il proprio assistito.
        Ma magari sbaglio.

        Quindi darmi del razzista presumendo che conosca e approvi questo passo della sua opera è un po’ disonesto

        E’ molto piu’ disonesto affermare che le abbiamo dato del razzista.
        Rilegga meglio e vedra’ che le abbiamo *chiesto*, non affermato.

        io direi da ammirato lettore e studioso,interpreterei quanto detto sugli ebrei come senz’altro ragionevole a partire da una filosofia storica che si interroga sulla missione dei singoli popoli.

        Missione dei singoli popoli?
        Mi sembra un concetto molto scivoloso. Che puo’ anche non essere razzista alla radice (e magari anche basato sulle migliori intenzioni) ma che puo’ facilmente essere frainteso o anche consapevolmente traviato per diventare la giustificazione per le peggiori discriminazioni razziali.

        Non sono forse gli ebrei il popolo da sempre piùegato al sangue, quindi alla razza ,al punto tale da non essersi mai confusi con nessuno, non è questa una forma di atavismo?

        Credo che lei confonda cultura e razza.
        Non mi sembra che gli ebrei abbiano mai avuto problemi a mescolare il sangue.
        E’ la propria cultura che hanno difeso strenuamente.

        Lì Steiner mi è sembrato realista.

        Uhmmm… se intendeva “razza” nel senso che gli diamo noi, la frase che le ho riportato e’ inequivocabile e semplicemente atroce. E non solo col senno del poi.
        Se intendeva nel senso di cultura, comunque, quella frase indica una profonda mancanza di rispetto nei confronti di un popolo che mi sembra abbia tutto il diritto di decidere, autonomamente, se e come continuare a esistere.
        Ma, anche volendolo intendere in quel senso, il rischio che ragionamenti di quel genere possano essere utilizzati per giustificare l’ingiustificabile e’ semplicemente (per quanto col senno del poi) agghiacciante.

        Semmai buonismo, fideismo, antiscientismo acritico, creduloneria, saccenza, poco amore per il rigore metodologico e lo studio ecc. Su questo non posso che concordare con lei.

        Va bene, ma che non diventi un’abitudine.

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  2. Ho abbozzato molte cose e non ne ho approfondita alcuna. Circa la biodinamica di stato comunque ho i miei seri dubbi, forse li avrebbe pure avuti Steiner, ma se la biodinamica si risolvesse in un biologico con un corno di silicio sepolto, sinceramente non vedo il problema, se non il voler tracciare una trincea ideologica di principio: non un passo in più.
    Se poi il lobbysmo biodinamico vuole contrabbandare per studi scientifici ‘studi’ che sa bene la comunità scientifica non può ritenere tali o non hanno nulla di decisivo e solo suggestioni ecc. Sinceramente meritano le pernacchie, per me fanno un cattivo servizio alla verità e forse anche a Steiner. Ancora peggio se fanno cricca e oliano le macchine statali burocratiche. Comunque Steiner vituperò sempre la scarsa autonomia di chi lo seguiva e pendeva dalle sue labbra e sapeva che questo accadeva per il contenuto dei suoi saperi che lui descriveva come esperienze che andavano a loro volta esperite da volenterosi sperimentatori. Per me è un vero dramma che persone colte e raffinate non provino almeno a rendersi ragione dal tentativo steineriano, cogliendone, se il resto gli repelle, almeno la coerenza interna, che c’è e pervade l’intera opera. Forse è il suo ‘invadere il campo’ che urta le corde dello specialista. Io in questo ci vedo invece qualcosa che ci riporta alla splendida sapienza greca, ampia, transdisciplinare, improntata a Kosmos interiore ed esteriore. Ma poi, in fondo,il suddetto non ha mai venduto pozioni di lunga vita, non ha coltivato facili complottismi, ha denunciato numerose contraddizioni economiche, sociali del proprio tempo, con lungimiranza e profondità, si è impegnato con dedizione e nobiltà alla sua causa, perché la sua figura è così invisa a coloro che hanno le chiavi (lei è una divulgatrice scientifica che spazia in materie irte di matematismi, proibite ai più, con raffinata e consumatissima competenza)? E chi ha formazione scientifica si limita a estrapolarne passaggi controversi e celiare. Lo trovo avvilente, anche se forse ha in sé un bene, perché porta a rendere ragione più a fondo l’epistemologia di chi prova a difenderlo e smaschera qualche businessman dello spirito.
    Infine per quanto riguarda ‘psyche’ è giusta la ‘y’ che traslittera la lettera greca corrispondente 🙂 Mia Sciatteria ‘in digitandi’.

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    1. @ Samuele Anese

      se la biodinamica si risolvesse in un biologico con un corno di silicio sepolto, sinceramente non vedo il problema, se non il voler tracciare una trincea ideologica di principio: non un passo in più.

      Scusi, ma io il problema lo vedo.
      Eccome se lo vedo.
      Fortunatamente l’ha visto anche una discreta fetta della comunita’ scientifica, compreso il recente premio Nobel Parisi.
      Fortunatamente l’ha visto, gia’ nel precedente mandato, il presidente della Repubblica. E questo e’ uno dei motivi (non l’unico… alcune ipotesi alternative mi avevano causato i sudori freddi) per cui ho esultato quando e’ stato rieletto.

      Se la biodimanica non e’ altro che biologico con un’aggiunta di esoterismo astrologico, e ammesso che si voglia finanziare il biologico (sull’utilita’ della cosa ho ulteriori dubbi, vista l’ideologizzazione anti-scientifica che troppe volte percepisco tra i sostenitori del biologico), allora si finanzi la biodinamica in quanto biologico. Non in quanto biodinamica.
      I soldi andranno comunque agli agricoltori biodinamici ma senza la vergogna di una legge della Repubblica che esplicitamente cita (e, in un certo qual senso, riconosce e da dignita’) la componente astrologico/esoterica aggiuntiva.

      Se poi il lobbysmo biodinamico vuole contrabbandare per studi scientifici ‘studi’ che sa bene la comunità scientifica non può ritenere tali o non hanno nulla di decisivo e solo suggestioni ecc.

      Non so se lo sanno bene, ma e’ esattamente quello che cercano di fare.

      Per me è un vero dramma che persone colte e raffinate non provino almeno a rendersi ragione dal tentativo steineriano, cogliendone, se il resto gli repelle, almeno la coerenza interna, che c’è e pervade l’intera opera.

      Se la coerenza interna porta a fare *affermazioni* non provate (e senza porsi il problema di provarle) come “Catturate un topo abbastanza giovane e spellatelo in modo da recuperare la pelle. Ora avete la pelle (ci sono sempre abbastanza topi, ma devono essere topi di campo se volete fare questo esperimento). La pelle del topo però deve essere ottenuta quando Venere è nel segno dello Scorpione”, scusi tanto ma temo che dovra’ rassegnarsi al dramma.

      Ma poi, in fondo,il suddetto non ha mai venduto pozioni di lunga vita,

      I suoi seguaci, pero’, mi sembra facciano qualcosa di molto simile.

      Infine per quanto riguarda ‘psyche’ è giusta la ‘y’ che traslittera la lettera greca corrispondente 🙂 Mia Sciatteria ‘in digitandi’.

      Ve be’… succede… e’ che in quella forma era un ibrido tra la psyché greca e la psiche italiana… veniva fuori il dubbio su quale intendesse.

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  3. Infine sull’agricoltura. Non ho mai letto tale ciclo di conferenze, se non dalle celie sue, di Bressanini ed emuli. Le conferenze di Steiner spesso hanno natura operativa, in questo caso fu certamente così, perciò non poteva tracciare nuovamente le basi epistemologiche delle sue affermazioni o rendere ragioni delle influenze astrologiche confrontandosi con le contraddizioni fra cosmo tolemaico e copernicano. Inoltre, che io sappia, non ebbe modo di seguire troppo gli sviluppi della biodinamica. Perciò ci rimangono, a mio avviso, poco più che suggestioni totalmente contro il senso comune, come posso credere che un corno con un po’ di letame abbia ripercussioni su un ettaro di terreno. Basterebbe considerare solo la composizione chimica di tali elementi, al netto della loro struttura molecolare, atomica ecc. le loro moli ecc. Mi vietano di pensarlo, anzi, mi tocca proprio pensare che quello che faccio non abbia nulla a che vedere con una fertilizzazione tradizionale – Almeno il sovescio si trattava di interramento di fitomasse – e abbia più a che fare con un omeopati, ma qui non funzionerebbe nemmeno l’effetto placebo cosciente. Allora perché disse quelle cose? Era fantasioso? Inventava? Procedeva per bizzarre associazioni? Leggendo Steiner direi di no. Altrimenti dovrei pensare a una fantasia sfrenata in un uomo che dimostrò nella sua vita altro: equilibrio, profondità di giudizio, senso del lavoro ecc Io penso invece che tali accostamenti gli derivassero da un’esperienza interiore voluta, un’indagine della natura dietro il velo di Maya, come la chiamava Schopenhauer, in quella dimensione delle forze che mostra la sua parte fisico sensoriale nelle reazioni chimiche, organiche ecc. La dimensione delle.leghi o della razionalità del reale. Da questa indagine possono ricavarsi accostamenti ordinariamente impensati. Dire che queste suggestioni bastino per comporre un metodo agricolo maturo, un sistema di ipotesi-esperimento- verifica del risultato in qualche modo presentabile o comunicandole senza ricorrere ad appelli fideistici o che lo mettono al riparo da ciarlataneria, non potrei in alcun modo affermarlo ed è per questo che la leggo, ed è per questo che sarei pronto a sentirmi raccontare come ammazzano cervi in serie quelli di Demeter.

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    1. @ Samuele Anese

      Infine sull’agricoltura. Non ho mai letto tale ciclo di conferenze, se non dalle celie sue, di Bressanini ed emuli.

      “Celie” un accidente.
      Sono corrette quelle citazioni?
      Se si’, sono estremamente indicative della mentalita’ di Steiner e dei suoi seguaci. Altrimenti dimostri lei che non sono corrette.

      rendere ragioni delle influenze astrologiche confrontandosi con le contraddizioni fra cosmo tolemaico e copernicano

      Il problema e’ (mi sembra evidente dalle sue parole) che lui credeva in queste influenze astrologiche.
      E le dava per accertate senza porsi il problema di una verifica sperimentale.

      Allora perché disse quelle cose? Era fantasioso? Inventava? Procedeva per bizzarre associazioni?

      O forse ci credeva davvero?
      Perche’, in alternativa, stava imbrogliando gli ascoltatori.

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  4. Un ultima aggiunta. Per esempio sull’astrologia, sulla quale tenne qualche conferenza, Steiner spiego’ molte volte la differenza fra sistema siderale e tradizionale, dimostrando di padroneggiare la questione della precessione degli equinozi. È poca roba, dirà lei, per accreditare qualcuno come ‘scientifico’ e ha ragione, ma è solo un esempio fra altri,che attesta un’attitudine ricorrente, cioè quella dei confrontarsi con le acquisizioni scientifiche del suo tempo e servirsene per sviluppare e mettere in movimento i saperi tradizionali e spingerli a confrontarsi con la scienza ‘positivista’. Infatti l’astrologia che svilupparono i pochi zelanti lettori di quelle conferenze tiene conto della reale posizione degli astri nella fascia dell’eclittica. Almeno non incappano nei primi strali di scrematura e riscaldamento che tirano loro addosso gli astronomi accademici arcetriani.
    Detto ciò, Steiner considerava il cielo una mappa delle volontà delle gerarchie cosmiche, perciò offriva comunque ampi spunti di riprovazione e giustificati innalzamenti di barriere alla dilagante mentalità magica che ne trasudava, qui anche più minacciosa perché in nauseante amalgama pseudoscientifico.

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    1. @ Samuele Anese

      Steiner spiego’ molte volte la differenza fra sistema siderale e tradizionale, dimostrando di padroneggiare la questione della precessione degli equinozi. È poca roba, dirà lei, per accreditare qualcuno come ‘scientifico’ e ha ragione

      Piu’ che “poca roba”, si tratta di roba tecnica. Che non permette di distinguere un astronomo da un astrologo, visto che entrambi fanno uso di un substrato tecnico comune.

      Detto ciò, Steiner considerava il cielo una mappa delle volontà delle gerarchie cosmiche,

      Ma anche fonte di energie con effetti concreti sulla realta’ che ci circonda.

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