Pipeline rotto e catena spezzata

Se leggete For better science, sapete già che il Sars-Cov- 2 ha causato una pandemia di malascienza. Se pensate che Leonid Schneider esageri, potreste leggere l’articolo di Helen Pearson uscito oggi su Nature:

How COVID broke the evidence pipeline. The pandemic stress-tested the way the world produces evidence — and revealed all the flaws.

Nella ricerca biomed, il pipeline perdeva da un ventennio, ma non c’era mai stato un simile spreco di tempo, denaro e soprattutto di volontari messi a rischio in trial raffazzonati, pur di confermare pregiudizi, analogie basate sul nulla (il covid è tuttora una malattia “nuova”) o le fantasie di un governante. Da un anno l’inefficacia di vari farmaci è dimostrata in trial fatti bene un anno fa, ma i fautori dell’idrossiclorochina, per esempio, ne fanno tuttora, male come prima.

Semmai Leonid sottovaluta i danni.

I ricercatori seri hanno reagito, creato siti che valutano “in tempo reale” l’affidabilità dei risultati che emergono dai trial, ma

Anche se gli scienziati riassumono e confezionano al meglio l’evidenza, non c’è alcuna garanzia che venga ascoltata e usata. La pandemia ha mostrato quanto sia difficile cambiare il parere di politici mossi dall’ideologia e gli scettici ostinati dei vaccini o contrastare la disinformazione su Twitter.

E su Facebook.

Con un po’ di ottimismo, Karla Soares-Weiser – direttrice editoriale della Cochrane Library – crede davvero che i ricercatori (seri, ça va sans dire?) hanno imparato la lezione e che “usciremo più forti da questa crisi”.

Più che una crisi, è stato un “disastro evitabile”, scrive l’Independent Panel for Pandemic Preparedness and Response. Ha esaminato l’attività e le comunicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità dal gennaio 2020, e pubblica oggi le sue conclusioni e raccomandazioni in Covid-19: Make it the last pandemic (magari…). Dalla sintesi:

Il Panel ha trovato anelli deboli in ogni punto della catena di preparazione e risposta. La preparazione era incoerente e sotto-finanziata. Il sistema di allarme troppo lento e mite. L’Oms non aveva i mezzi sufficienti. La risposta ha acuito le iniquità. La leadership politica globale era assente.

Un disastro su tutti i fronti, a cominciare dalle violazioni dei diritti umani. Meno male, c’erano “punti di forza”. Il personale sanitario ha fatto miracoli; alcuni paesi hanno avuto successo “ascoltando la scienza”; i vaccini sono stati sviluppati con una rapidità mai vista prima; la collaborazione “open data e open science” è stata cruciale, nel caso della condivisione dei genomi del virus e dei test diagnostici basati su una piattaforma comune.

Tra le azioni da intraprendere adesso:

L’Organizzazione mondiale del commercio e l’Oms dovrebbero chiamare i principali paesi e produttori di vaccini a concordare licenze e trasferimenti di tecnologia volontari. Se queste azioni non avvengono entro i prossimi tre mesi, dovrebbe entrare immediatamente in vigore una rinuncia (waiver) ai diritti di proprietà intellettuale riconosciuti con l’Accordo Trips.

Ogni paese dove avviene un’epidemia deve permettere agli esperti dell’Oms di accedere subito alle località dei focolai. Mi aspetto proteste del governo cinese che non tollera critiche.

Ci sono altre raccomandazioni nell’articolo di Amy Maxmen su Nature e in quello di Kai Kupferschmidt che su Science, nota che erano già state fatte dopo l’epidemia di Ebola…

Hanno le stesse probabilità di essere realizzate salvo rivolta mondiale dei cittadini, secondo me. Il vertice sulla salute globale si tiene la prossima settimana, vorrei tanto essere smentita.

*

Ho sentito male o alla Camera Mario Draghi ha appena risposto che il rispetto dei diritti umani dev’essere “al centro delle politiche sull’immigrazione”?

***

Malascienza locale

Dal Mattino di Padova, via Medbunker

Paolo Rossaro, 68 anni, medico di famiglia di Polverara, nel 2017 è stato condannato in Cassazione a un anno e mezzo di reclusione (con sospensione condizionale della pena) per l’omicidio colposo di Cristian Trevisan, 35 anni di Poiana Maggiore (Vicenza) deceduto il 24 dicembre 2007 per un linfoma di Hodgkin curato con vitamina C e integratori invece che chemioterapia.

Il medico – nel senso che pratica la Nuova medicina antisemita di Geerd Hamer – aveva fatto ricorso contro la sua radiazione, avvenuta con calma dopo la sentenza della Cassazione. L’Ordine dei medici l’ha appena riconfermata.

Idolo degli anti-vax che stanno moltiplicando gli attestati di solidarietà,

era anche punto di riferimento dei genitori di Eleonora Bottaro, la studentessa di Bagnoli nella Bassa padovana uccisa nel 2016 da una leucemia linfoblastica acuta dopo avere rifiutato la chemioterapia alla vigilia della maggiore età. I genitori, accusati di omicidio colposo nei confronti della figlia, [sono stati] da poco condannati a due anni di carcere.

Quanti altri pazienti ha danneggiato in 14 anni?

Sul Foglio, Enrico Bucci invita a non schernire le credenze degli indiani “che si cospargono di sterco per proteggersi dal covid”,

salvo però difendere pratiche altrettanto esoteriche che pratichiamo nei nostri paesi occidentali, promuovendole magari nelle farmacie, negli studi medici, nelle università e financo autorizzandole con appositi atti regolatori.

[…] la realtà è che in altra forma […] stiamo semplicemente mettendo in atto le credenze in altre favole esoteriche, alimentandone il mercato e sempre più avventurandoci nella società dell’opinione disinformata.

Però è un mercato redditizio, Enrico, e i mercanti hanno i mezzi per querelare chi osa menzionarli

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