Aux armes, citoyens

Il nuovo libro di Elena Cattaneo è intitolato “Armati di scienza” (Cortina Editore). E’ un incitamento che l’autrice rivolge a chi la legge e, immagino, a se stessa prima di affrontare una nuova battaglia contro la malascienza in Senato o sulla stampa. E’ anche la descrizione di cittadini ai quali spesso ha dato lei “le armi” del metodo e dell’etica scientifica,

e perfino di giornalisti che per una volta non sono la vil razza dannata. Il libro infatti è dedicato

A Rossella Panarese e Pietro Greco che hanno raccontato la scienza con cuore, studio e rigore.

Come lei. Ma chi la conosce di persona o ha letto i suoi articoli sui quotidiani sa già che in più ci mette energia, determinazione, altruismo, un talento invidiabile per l’organizzazione…

Cribbio, due figli, studenti e dottorandi, la direzione di un grande laboratorio di ricerca a Milano, due giorni alla settimana in trasferta a Roma in mezzo a un ciclo frenetico di incontri e conferenze in Italia e all’estero.

Non le basta, si batte pure contro le discriminazioni e milita in un’Ong dell’America latina creata da e per i malati di corea di Huntington. Ma come fa, così minuta a partire da sola per la Colombia, un epicentro della malattia, “con due valigie alte quasi quanto me” e più pesanti di lei?

Mentre viaggia studia e scrive. Scrive da protagonista e da testimone di lotte in corso per “la libertà di ricerca, di scelta, di movimento”. Contro la disinformazione sulla tossicità del glifosato o i finanziamenti assegnati violando le regole. Contro i “ciarlatani”, spacciatori di pseudocure con cellule staminali, agricoltori biodinamici, omeopati secondo i quali l’inesistente oscillococcinum previene l’influenza.

Per una scienza più onesta, per il rispetto della dignità dei pazienti, per la loro partecipazione agli studi di base che li riguardano (vengono nel suo laboratorio, un po’ imparano, un po’ insegnano a temperare la speranza con la pazienza), per la trasparenza nella ricerca come nella politica.

“Denunciare è giusto. Di frustrazione si muore”, scrive, e leggendola, la sentiamo spesso mormorare “non è giusto”, con un senso morale a prova di intimidazioni, insulti, diffamazioni. Sa che arriveranno, ma parte lancia in resta senza macchia e senza paura.

Guerriera gentile, appagata e felice ogni tanto. Nelle valigie con la documentazione sulla malattia di Huntingdon da distribuire al congresso di Baranquilla, “un po’ scientifico, un po’ medico, molto umanitario”,

avevo infilato dentifrici e spazzolini, oltre a barattoli di Nutella, giochi, materiale scolastico, vestiti

per i bambini del progetto Abrazos, tutti con parenti malati, stigmatizzati, emarginati, e una madre o una nonna che non può permettersi

un tubetto di dentifricio [che] costa tre milioni e mezzo di bolivar.

Indignata quasi sempre, perfino quando pensiamo che abbia vinto. Ricorda che il patteggiamento di Davide Vannoni e complici della truffa Stamina non ha “ristabilito la verità scientifica sulla metodologia” come credeva il procuratore Guariniello. Per di più

La chiusura sul nascere di quel procedimento… ha un limite: ha impedito che i cittadini potessero ripercorrere dalla voce dei protagonisti l’abnormalità e la gravità dei fatti e dei reati che sono stati commessi.

Sottovaluta la propria voce da antagonista, trovo. In quegli anni mi veniva da parafrasare la domanda di Lincoln a Harriett Beecher Stowe, “così è lei la piccola signora che ha scatenato tutto l’ambaradan?”

Fuori dai partiti e dalle trame parlamentari, fa “rete” – come nella ricerca – e insieme difende la propria libertà. Non fa parte delle “Associazioni” – allude al Patto trasversale per la scienza e iniziative simili. Vogliono limitare anch’esse “i rischi di un’informazione fuori controllo”, ma le trova inefficaci, buone intenzioni rimaste sulla carta. Mi sembra una generalizzazione immeritata.

Il capitolo conclusivo “Nuovo Coronavirus, tra ricerca, nuove conoscenze e infodemia” mostra come si usano le armi del metodo e dell’etica – per Elena sono la stessa cosa – in una quotidianità angosciante, incerta. C’è un utile “Vademecum per leggere uno studio scientifico” e due pagine intitolate “Il Covid e le false correlazioni”, con esempi di malascienza da ingrandire, stampare e appendere all’ingresso di ogni redazione..

Aggiorn. 21/05 – Nei commenti il dott. Franchini segnala un articolo di oggi sul Fatto Q. La proposta di legge sull’agricoltura biologica e biodinamica è stata approvata ieri al Senato quasi all’unanimità, unico voto contrario quello di Elena Cattaneo. Motivazione a pp. 20-23, estratti sull’Huffington Post con “applausi” della trentina di senatori che ha approvato due suoi emendamenti, e votato lo stesso a favore di una legge che non tiene conto. Non tutto è perduto, la legge torna alla Camera e delega la riforma del settore al governo.

Sul Foglio interviene Enrico Bucci, contrario pure lui alla stregoneria omeo-astrologica:

Speriamo che alla Camera si possa porre rimedio, ma a questo punto chi si interessa di ricerca scientifica non può che prendere atto che, con una lodevole eccezione, le nostre istituzioni sono infestate dalla pseudoscienza, ben alleata con il mercato.

Buongiorno” sbalordito di Mattia Feltri su La Stampa, h/t Annarita Di Giorgio; come Viola Rita su Wired e gran parte dei quotidiani.

6 pensieri riguardo “Aux armes, citoyens

  1. Grande Elena! Tra le molte sue denunce, oltre a quella più recente sul cornoletame biodinamico e cioè magia-esoterismo applicata all’agricoltura, ricordo il suo intervento di qualche anno fa al Senato in difesa delle biotecnologie applicate all’agricoltura. Si vorrebbe far passare il primo e si continua a rifiutare il secondo. Facciamoci del male!
    Ce ne fossero di senatori e di scienziati come Elena.

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  2. Chissà perchè, alla scienza piacciono così tanto le armi.
    Non vorrei dirlo, ma quasi quasi preferisco i ciarlatani.
    Forse fanno meno danni.
    Ma forse si tratta soltanto di “certa scienza”.
    Come si fa a scrivere in mezza riga? Bah.

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    1. E’ un’analogia, Arnoldo, così come si usa dire le armi della logica – o della ragione, della critica ecc. – in contrapposizione alla logica delle armi.

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  3. Grazie per la segnalazione, Sylvie. Io sono stato sedotto dalla Senatrice Cattaneo dopo aver letto su D di Repubblica del 21 luglio 2018 “Il biologico? Sì, fa bene. Ma solo a chi lo produce”. Da allora l’ho sempre seguita, sperando di non essermi perso niente di suo.

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