L’origine dell’uomo

Nel 1871 usciva L’origine dell’uomo e la selezione sessuale di Darwin – titolo inglese The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex. C’è chi è ancora scandalizzato dall’idea di discendere da altri primati e chi lo è dalle idee razziste e misogine di Darwin e dei suoi compatrioti ai tempi in cui l’Impero britannico si estendeva su tutti i continenti meno l’Antartide.

Augustìn Fuentes, un antropologo di Princeton, lo ricorda nell’editoriale di Science:

Oggi si insegna agli studenti che Darwin è il “padre della teoria dell’evoluzione”, uno scienziato geniale. Andrebbe anche insegnato loro che era un inglese con pregiudizi insultanti e infondati che gli facevano travisare i dati e le sue esperienze. visione dei dati e dell’esperienza. Razzisti, sessisti e suprematisti bianchi, alcuni dei quali accademici, usano concetti e affermazioni “convalidate” dalla loro presenza nell’Origine per supportare credenze sbagliate, molte delle quali accettate acriticamente dal pubblico.

Preach, bro.

Delta dell’Okavango, foto di Pavel Spindler per Wikicommons

Su Nature il 28 ottobre 2019, come “origine dell’uomo moderno” un paper suggeriva il delta dell’Okavango, in Botswana. Ma parecchi ricercatori tra cui la bravissima paleogenetista Sarah Tishkoff, notavano che gli autori avevano tratto conclusioni non proprio giustificate dai loro dati. Adesso “la” Tishkoff e altre star internazionali come Adam Rutherford e Guido Barbujani, in compagnia di ex studenti e dottorandi non ancora altrettanto famosi, motivano il proprio scetticismo in “Human origins in Southern African palaeo-wetlands? Strong claims from weak evidence“, sul Journal of Anthropological Science.

Ottima spiegazione di Stefano Dalla Casa su Oggi Scienza.

Mi dispiace, è il posto più simile all’Eden che ci sia sul pianeta…

O’s digest

Sempre su Science, segnalo due “Perspectives” e un paper:

The growing challenge of vegetation change di Jonathan Overpeck e David Breshears, non in open access purtroppo. Commentano il paper di Ondrej Mottl e molti altri sui cambiamenti della vegetazione (della biodiversità) durante il tardo Olocene (tra 4,6 e 2,9 mila anni fa). Sono stati più rapidi di quelli dovuti al clima con la fine dell’ultimo periodo glaciale perché li spingevamo noi…

Emerging H5N8 avian influenza viruses di Weifeng Shi e George Gao. Quei virus emergono di continuo, le loro mutazioni veloci ne fanno una minaccia non solo per il pollame. Morale: occorre educare gli allevatori e il pubblico anche sull’importanza di “maggiori misure di protezione personale” durante la stagione dell’influenza, dello stare lontani da uccelli selvatici, evitare di cacciarli e di mangiarli.

A proposito. Nel caso rimanesse qualche dubbio sulle mascherine, è di nuovo misurata in Face masks effectively limit the probability of SARS-CoV-2 transmission. La fig. 4 ne riassume l’efficacia contro starnuti (A), tosse (B), conversazione (C) e respirazione (D).

Un nuovo alfacoronavirus dei cani (il Sars-Cov 2 è un betacoronavirus, come quelli della Sars e del Mers) è stato isolato per la prima volta in un paziente ricoverato per polmonite in Malesia, stando a questo paper. Don’t panic yet, scrivono gli autori, mentre invitano alla vigilanza:

Se sarà confermato che è un patogeno, potrebbe rappresentare l’ottavo coronavirus noto per causare malattie unicamente negli esseri umani.

Letture on demand

(Amiche e conoscenti me ne chiedono meno, sarà un effetto collaterale delle vaccinazioni?) Continuano a uscire dati sulla sicurezza dei vaccini anti-covid e perfino sulla difficoltà di far capire i rischi agli esitanti. Non faccio in tempo a leggere tutto. Quando vedrò novità che mi sembrano interessanti, le segnalerò.

Lo Sputnik V non è usato in Italia, comunque Christoffer van Tulleken riassume bene sul British Medical Journal i dubbi sui risultati dei trial, sollevati da Enrico Bucci. Notare la solita disinvoltura del Lancet che non chiede ai ricercatori russi di pubblicare i dati grezzi, lasciando che violino le sue linee guida senza neppure una “expression of concern”. Alla faccia della trasparenza…

Negli studi sulle sequele delle “infezione acute” come questo del BMJ, la percentuale dei pazienti varia da un paese all’altro, ma i dati sono sempre brutti, e di più per le donne e i bambini…

Novità interessante anche se è solo un preprint e per di più il campione comprende solo 1309 medici e infermieri in Alsazia. In attesa di conferma, gli anticorpi per la proteina spike sembrano proteggere contro una reinfezione da Sars-Cov 2 fino a 13 mesi. Con parecchie differenze tra uomini e donne, e con meno efficacia contro la variante sudafricana.

Pro memoria

Da For better science trovate gli orrori biomed documentati ogni settimana da Leonid Schneider.

***

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato con Action Aid e altre Ong al “twitter storm” per rilanciare l’appello al presidente dell’assemblea generale dell’Onu per

adottare una risoluzione che chieda a Israele di non attaccare i civili, garantire assistenza umanitaria, un immediato cessate il fuoco e la fine del blocco di Gaza.

La tregua decisa questa notte dal governo israeliano e Hamas durerà solo tre giorni, ma anche se è difficile sperarlo potrebbe essere un inizio…

2 pensieri riguardo “L’origine dell’uomo

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