Theranos docet

Reazione a caldo su Nature: “I ricercatori condividono le lezioni per la scienza.” Lezione n. 1: “Il caso Theranos sottolinea l’importanza della peer-review per gli imprenditori biotech, dicono gli scienziati.”

CEO blog: Theranos - Falling for the “snake oil salesman” | alva
Slogan: “Redefining Healthcare

Ma va? Dopo due anni di ciofeche peer-reviewed sul covid? Certa gente è di un ottimismo disarmante.

Ieri Elizabeth Holmes è stata giudicata colpevole di aver defraudato investitori come

  • Rupert Murdoch e la famiglia dell’ex segretaria all’educazione Betsy DeVos

grazie a una tecnologia immaginata nel primo anno d’università e mai pubblicata – in quanto segreto industriale – che consentiva al “test Edison”, un sistema miniaturizzato, di compiere fino a 200 analisi con poche gocce di sangue, in diluizioni quasi omeopatiche.

Il “quasi” non avrebbe dovuto suggerire un po’ di scetticismo e la comunità scientifica a esprimerlo pubblicamente?

Ma nel consiglio di amministrazione di Theranos c’erano politici famosi: Henry Kissinger, George Shultz, William Perry, il generale James “Mad Dog” Mattis. Quindi le diagnosi della start-up miliardaria sono rimaste credibili dal 2013 al 2015, fino alle domande scomode del biochimico Eleftherios Diamandis e all’inchiesta di John Carreyrou per il Wall Street Journal.

Agg. 06/01: E i consulenti scientifici erano di università prestigiose (h/t Leonid Schneider)

Certo, nel 2014 la Food & Drug Administration pretendeva la documentazione necessaria a un dispositivo di classe II, ma Theranos aveva ottimi avvocati per i quali si trattava di un dispositivo di classe I che non aveva bisogno di un’autorizzazione speciale.

Il consiglio d’amministrazione latitava e la comunità biomed dormiva.

Così come dormiva durante la peer-review di risultati che annunciavano addirittura farmaci efficaci per malattie fin qui incurabili. Basti pensare al simufilam contro l’Alzheimer promesso da paper “problematici” dei ricercatori che hanno fondato Cassava Sciences, segnalati da Elisabeth Bik su PubPeer.

Quando era iniziato il processo Theranos, Diamandis et al. ne avevano tratto e pubblicato 10 lezioni: nessuna riguardava le pubblicazioni sottoposte a peer-review e, come oggi su Nature, nessuna era destinata ai pazienti-consumatori.

D’altronde per ora Holmes sarebbe colpevole di aver raggirato soltanto una manciata di miliardari. Ma a settembre una corte d’appello ha autorizzato la class action contro Walgreens, la catena di farmacie che ha venduto analisi contraffatte a decine di migliaia di clienti.

Agg. 06/01 – zoomxx segnala un bell’articolo di Matteo Bordone, uscito nel 2016 sull’Internazionale. Da completare con il post di Derek Lowe su “On the pipeline”, un blog di Science, anche perché nei commenti qualcuno parla dei pazienti danneggiati. Finalmente…

4 pensieri riguardo “Theranos docet

  1. “Google ventures nel 2013 aveva esaminato la Theranos, cercando di ottenere informazioni sulla tecnologia, e si rese conto che l’azienda era sfuggente sull’argomento. Mandarono quindi qualcuno da Walgreens in Arizona a farsi delle analisi. Non fu riempito solo un nanotainer con una goccia, ma anche diverse fiale di sangue prelevato con il metodo tradizionale. Google ventures intuì che qualcosa non tornava e decise di non investire. Perché quella dei finanziatori delle startup è una competizione identica a quella delle startup stesse: tutti sorridono, gestiscono centinaia di milioni di dollari con l’informalità di una felpa con il cappuccio, parlano di sogni, ma in fondo sperano che gli avversari scommettano su qualcosa di sbagliato. Si è saputo solo a fine 2015 che qualcuno due anni prima aveva previsto il disastro e si era tenuto alla larga dalla ragazza con il dolcevita nero. ”

    Ascesa e declino di Elizabeth Holmes, che voleva rivoluzionare la medicina di Matteo Bordone
    https://www.internazionale.it/reportage/matteo-bordone/2016/11/06/elizabeth-holmes-medicina

    Diciamo che non tutti si sono fatti infinocchiare, c’è gente che prima di investire ha fatto qualche indagine e non si è lasciata ammaliare dalle belle parole.

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