Tonga e altri disastri

Per la prima volta dall’inizio della pandemia, ci sono stati casi di covid nell’arcipelago: sono risultati positivi due dei portuali che scaricano e smistano i soccorsi internazionali.

Per due giorni poi dipenderà dai risultati del tracciamento, l’arcipelago è in lockdown. Possono uscire di casa solo le persone che forniscono servizi essenziali.

Il governo ha confermato che l’eruzione dell’Hunga Tonga-Hunga Ha’apai non ha causato altre morti, ma anche la stima delle Nazioni Unite. Lo tsunami ha colpito circa l’84% della popolazione, distrutto interi villaggi, le ceneri coprono le isole e hanno inquinato le fonti d’acqua potabile.

Nel mio piccolo, posso confermare che le associazioni locali sostenute da Action Aid stanno fornendo servizi essenziali.

E ringraziare per le donazioni.

E chiederne per Action Aid-Afghanistan dove le sanzioni, l’inflazione (omissis) e l’inverno stanno aggravando la tragedia iniziata con l’esodo di agosto verso le città.

E per il Malawi dopo la tempesta tropicale Ana che si è abbattuta su buona parte della costa sud-orientale dell’Africa la settimana scorsa. (Sbaglio, o i media non ne hanno parlato?)

Fra le attività di Action Aid-Italia in Malawi, c’era già quella di aiutare molta gente a uscire dal disastro causato in gran parte dal ciclone Idai. Ana ha distrutto altre case, ambulatori, scuole, strade, coltivazioni e le poche infrastrutture rimaste, soprattutto nel distretto di Nsanje, dove stavamo per costruire un secondo blocco per 1200 bambini nella scuola elementare di Chikunkha (grazie ai soldi raccolti qui).

“Not in my name”

Oggi è il quinto anniversario del Memorandum con il quale l’Italia finanzia “la Libia” perché violi i diritti umani e lucri sul traffico dei migranti che non lascia morire in mare.

Se avete tempo, per favore leggereste l’appello dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione e di decine di Ong che ne chiedono l’abrogazione?

E se siete d’accordo, potreste firmarlo e dire ad altri di farlo?

2 pensieri riguardo “Tonga e altri disastri

  1. Sta purtroppo arrivando un altro ciclone in quella zona, denominato “Batsirai”.
    È previsto che arrivi circa il 5 in Madagascar per poi proseguire verso il Mozambico del Sud e oltre.
    Le previsioni su forza dei venti e precipitazioni non sono buone, soprattutto perché l’area è molto fragile.

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    1. Sì, a ridosso di una brutta siccità sta creando alluvioni-lampo che portano via il poco che era rimasto dopo Ana. Non ricordo tanti danni in così poco tempo, un’amica che lavora in un’altra Ong diceva “solo in Haiti”. Credo che abbia ragione.

      Scusi, avevo cliccato “invia” prima di finire.

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