Un Pd sconcertante

Il palladio è un catalizzatore quasi miracoloso, come accoppia lui gli atomi di carbonio non c’è nessuno. Indispensabile nella produzione di farmaci, ha due grossi difetti: costa gli occhi della testa ed è molto tossico.

Va strappato dalle molecole – con tutti ‘sti elettroni nel guscio di valenza s’attacca peggio d’una zecca – e trattato da rifiuto pericoloso. Costa un occhio pure quello.

Le ricerche per trovare organometalli e processi alternativi abbondano e falliscono, ma ogni tanto un paper sembra spiegare come sostituirlo. L’ultimo, uscito su Nature Catalysis il 18 gennaio 2021, è stato ritrattato come i precedenti e per lo stesso motivo: contaminazione.

Arianna Remmel che riassume il giallo su Nature, inizia con il ritratto del protagonista:

  • E’ difficile trovare sulla Terra un posto privo di palladio. Il metallo bianco argentato è una parte cruciale della marmitta nei 1,4 miliardi di automobili che nel mondo ne sputano granelli nell’atmosfera. Le miniere e altre fonti aggiungono all’inquinamento. Risultato: tracce di palladio saltano fuori anche nei luoghi più remoti del mondo, dall’Antartide alla calotta glaciale della Groenlandia.

Un inquinante onnipresente nei lab, come il nostro Dna o le micro-plastiche, quello delle miniere è emesso innanzitutto in Russia che ne estrae circa il 40% e in Sudafrica (il 39% circa).

Nei lab di farmacologia, cercano di stanarlo perfino nei reagenti garantiti 100,000% Pd-free. Lei Xu e i suoi colleghi avevano cercato il pelo in ogni uovo, ripetuto ogni passaggio con e senza Pd per accertare che la reazione funzionava ugualmente senza. Dopo tre anni di sforzi,

  • I loro esperimenti mostravano che nel catalizzatore o nella miscela di reazione, c’era meno di 1 parte per miliardo di palladio e di qualsiasi metallo potenzialmente reattivo.

Perfino gli scettici erano entusiasti. Nel lab di Robin Bedford a Bristol come a Budapest e a Pittsburgh, i fisici organici hanno subito provato a

  • replicare il lavoro seguendo i metodi del paper, i risultati erano sempre riproducibili – finché il catalizzatore presumibilmente cruciale per le ammine era fatto senza palladio. Da quel momento la reazione smetteva di funzionare.

Nella miscela di Xu et al., il Pd s’era imboscato:

  • quello rimasto nella sintesi del catalizzatore di ammine aveva formato un complesso metallico capace di evadere in modo sconcertante (“uncanny”) i loro sforzi di purificazione.

Era una specie di Pd capace di mimetizzarsi:

  • Questo complesso ha una polarità simile a quello del catalizzatore e i due non vengono separati nel protocollo di cromatografia usato dai ricercatori cinesi.

Nel gel vedevano solo il segnale delle ammine. E quella perfida specie era sfuggita perfino alla tecnica che rappresenta il gold standard della spettrometria. Per “separare l’intrusa”, i ricercatori cinesi avrebbero dovuto usare acido nitrico super-concentrato a temperatura elevata, come voleva fare Zoltán Novák nel suo lab di Budapest.

Inquinanti tossici a parte, forse non sarebbe bastato. Per la prova provata della contaminazione, c’è voluto

  • un nuovo sistema di rilevamento, sviluppato nel lab [di Kazunori Koide], Comprende un sensore molecolare che diventa fluorescente quando reagisce con del palladio disciolto.

Grazie alla reazione fulminea dei chimici organici che si coordinavano su Twitter e della rivista che ha pubblicato una prima avvertenza (“Matters arising”) in febbraio 2021, il paper di Xu et al. è stato citato come valido una volta sola. Da Bien Tan et al. dell’università di scienza e tecnologia di Wuhan, che hanno dovuto ritrattare il proprio paper su Chemical Science, dopo esser stati avvisati dalla redazione della rivista.

Tan non aveva visto le critiche perché “non usa Twitter”.

  • “Quel lavoro ci è costato un sacco di tempo e di soldi,” dice.

Sarà, ma almeno ha dimostrato che serve

  • riviste che non temono ritorsioni da parte del paese che compra più inserti pubblicitari;
  • leggere i “Matters arising”;
  • usare i social censurati dal Pcc;
  • un sistema più sofisticato per rilevare il palladio nei farmaci,
  • e magari nell’aria, nell’acqua piovana e in quella potabile visto che il palladio si usa per disinquinarla

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