Crisi energetica

Per stare sotto i 30 °C in casa, da ieri ogni tanto accendo il condizionatore e mi sento in colpa. “Me too,” risponde M.-C. dalla sua campagna in Normandia, però si sente fortunata.

Mai un giugno così caldo in Bretagna. Mai un bolletta così cara nel paese delle centrali nucleari. (Flamanville è nel suo dipartimento). Torniamo a parlare di elezioni. “Hai visto che il 70% dei 18-35enni dice di non aver votato al primo turno?” Sì, ho visto, e il 48% della gente di sinistra, addirittura il 51% fra i simpatizzanti della France insoumise.

Eppure “secondo i giornali i giovani hanno plebiscitato la Nupes e Mélenchon.” Come se lo spiega? “Mistero della statistica, se non lo spieghi tu…”

A Lodi al primo turno, hanno “plebiscitato” un economista ventenne con l’appoggio della lista 110 & Lodi. Se ha tempo, Stefano Caserini sarà di nuovo consigliere? “Possiamo fare ministro per la Transizione?” scherza Paolo De Luca.

Coincidenza, su Nature Felix Creuzig suggerisce come contrastare la crisi energetica, economica e climatica riducendo la domanda di combustibili fossili per i trasporti, l’edilizia e la produzione alimentare:

  • Alcune misure si possono applicare subito, per es. vietando le automobili nel centro città. Altre, come quelle per ammodernare la filiera alimentare, richiederanno più tempo. I benefici dell’adozione di nuove tecnologie [esistenti] e del retrofit si sommeranno un anno dopo l’altro.

Dovrebbe essere previsto dal Pnrr, nel frattempo la parola d’ordine è resistere (ter). Spengo il condizionatore.

Coincidenza bis, questo week-end ho sentito Michele Salvan – brillante laureato in agronomia alla Statale, del comitato scientifico delle Oche a radiopop e, post servizio civile in un paese africano e assegnista, dottorando in entomologia all’università di Torino.

Per ora fa ricerca sul campo nelle risaie del Piemonte: identifica le specie nocive e quelle utili. E’ un lavoro che il FlightSensor della Farm Sense farebbe meglio degli esseri umani grazie agli algoritmi della “computing entomology”, una forma di Intelligenza Artificiale. Fonte: The Economist.

Però serve quella umana di Michele e degli agricoltori “sostenibili” per progettare come tenere lontani gli insetti nocivi risparmiando al massimo sugli insetticidi, mai abbastanza specifici, e per non allontanare quelli utili.

Strano come si addensano le coincidenze. Una lettura non solo si collega all’altra ma anche alle persone che conosco e a quello che stanno facendo.

The Book of Minds – sottotitolo “Come capire noi stessi e gli altri esseri, dagli animali [api comprese] agli alieni” passando dall’Intelligenza Artificiale – di Philip Ball esce la prossima settimana, nel frattempo ha pubblicato un antipasto sul Guardian. (Quando era più giovane, Philip mi aveva invitata a fare un giro su Second Life…)

***

Ogni tanto do un’occhiata su PubPeer. Oggi i paper problematici del prof. di farmacologia Francesco Squadrito e famiglia sono diventati 108. Cara università di Messina, non le sembra il caso di fare una verifica?

*

Da quando ho spento il condizionatore, ho aumentato il consumo d’acqua a uso interno ed esterno.

Come si risolve la siccità in Val padana, in Iran, Iraq, India, Kenya (link ad Action Aid che ha bisogno di aiuto), Etiopia, Somalia… e nel 40% degli USA?

Agg. 15/06: cf. Angelo Romano per Valigia blu, “Come nutrire un pianeta sempre più caldo, affamato e messo in pericolo da guerre e pandemie?”

3 pensieri riguardo “Crisi energetica

  1. Quest’anno, viste le ultime bollette della luce, ho installato zanzariere a tutte le finestre. Grazie al cielo, se c’è aria, si riesce a campare. Il condizionatore acceso soltanto un paio di notti, per ora. Quello a cui ho veramente rinunciato è il forno. Ero abituata cucinarci spesso, purtroppo. Comunque, nonstante le privazioni e le attenzioni, non sono riuscita a risparmiare molto. I costi restano elevatissimi.

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    1. E’ vero, restano elevati anche se alterno le insalate di riso e pasta per cucinare ancora meno…

      Negli anni ’80 dicevamo che la crisi climatica avrebbe aggravato tutte le altre e ci accusavano di allarmismo. Per quello che vedo io, è l’esperienza delle Ong locali e internazionali da circa 20 anni. Adesso è peggio, i governi che finanziavano di più le agenzie dell’Onu (a cominciare dal World Food Programme) hanno tagliato gli aiuti umanitari per finanziare la guerra in Ucraina – e creare nuove crisi umanitarie.

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