Raccolta differenziata

Prima le donne e i bambini. Minimo storico delle nascite dall’Unità d’Italia a oggi, l’Istat ha confermato le stime di novembre e prevede che nel 2021 ci sarà un altro calo demografico “da pandemia” sovrapposto a quello in corso da mezzo secolo.

Riguarda le donne e non hai niente da dire? chiede M.-C.?

Di originale, niente. Se ne chiacchiera di nuovo (davanti) al bar sotto casa, e forse in tutti i paesi ricchi e con registrazioni aggiornate, il che esclude i tre quarti dell’Africa subsahariana. La denatalità è avvenuta in Europa, in USA, in Cina, perfino dove ci sono politiche nataliste (e misogine) come la Polonia e parte dell’America Latina. L’India avrebbe invece un baby boom stando a un unico sondaggio un po’ dilettantesco. D’altronde si stima che nel paese una nascita su cinque non venga registrata, anche le statistiche nazionali sono da prendere con le pinze.

Durante i lockdown la violenza contro le donne aumenta, hanno ancora meno accesso agli anticoncezionali… quante di quelle nascite sono indesiderate? insiste M.-C. che a volte mi prende per un bibliografomat. (Be’, se si dice bancomat…)

Non ho idea, dubito che ci sia già qualcosa in letteratura, comunque do un’occhiata.

In open access trovo un paper del Lancet Global Health, ma riguarda il periodo 2015-2019. C’è stato un progresso. Nel mondo, le gravidanze indesiderate erano state “soltanto” 121 milioni/anno – 64 per 1000 donne tra i 15 e 49 anni rispetto a 79 per 1000 nel quinquennio precedente. Di cui 73,3 milioni/anno terminate con un aborto concentrate nei paesi poveri dai governanti misogini, of course.

Refrain:

Nei paesi dove l’aborto era limitato, la proporzione di gravidanze indesiderate terminate con un aborto era aumentata rispetto a quella del 1990–94, e i tassi di gravidanze indesiderate erano più elevati che nei paesi dove l’aborto era ampiamente legale.

Non mettete via i kleenex.

Poi le pennute

Calo demografico anche nei rapaci. In copertina di Science c’è una magnifica aquila testabianca (Haliaeetus leucocephalus). Da predatrice in cima alla catena alimentare, è vittima di una nuova neurotossina prodotta dai cianobatteri Aetokthonos hydrillicola che infettano l’Hydrilla verticillata, una pianta acquatica invasiva mangiata da insetti, uccelli e pesci i quali sono mangiati a loro volta dall’aquila.

La neurotossina è nuova nel senso che s’è identificata pochi anni fa. Per farla, i cianobatteri usano bromuri che trovano o che l’idrilla assorbe dal fondale dei laghi, ma nelle acque dolci sono rarissimi. Ci arrivano probabilmente da centrali termiche a carbone, fracking, ritardanti di fiammo bromurati e… dal diquat dibromuro, un erbicida usato proprio per eliminare l’idrilla.

Ma l’aquila testabianca è il totem degli USA, si è mobilitato l’esercito.

In un lago artificiale tra Georgia e North Carolina, il genio militare ha immesso delle carpe sterili e non commestibili, che hanno fatto fuori l’idrilla e da allora nei paraggi non ci censiscono più aquile morte o paralizzate. Chissà se il genio riuscirà a fare altrettanto in tutti gli stati dell’Unione prima che sia troppo tardi.

Il paper “Hunting the eagle killer“, che bel titolo!, e il commento sono open access.

Nelle lettere, decine di ricercatori lamentano “il brusco declino del condor andino” ucciso con carcasse avvelenate o con il fucile, nonostante sia il totem di Bolivia, Ecuador, Colombia e Cile.

Qui non va molto meglio: “i rapaci della UE” a cominciare dall’aquila imperiale sono uccisi dal carbofurano, un insetticida molto tossico vietato dal 2007, probabilmente contrabbandato da paesi non UE come Ucraina, Moldova e Turchia.

Scorrettezze la domenica, no?

(Dopo consultazione, “scorrettezze” sta per misconduct e per il contrario di “integrità” che dovrebbe evitare querela all’oca)

A quanto pare, la casa editrice delle signore Verduci prima spenna i polli dicendo loro che hanno superato la peer-review, e poi se sono cinesi chiede loro di procurarsi una verifica da un nettascienza. Altrimenti pubblicazione ciccia.

Cheshire, un* brillante studente di Elisabeth Bik, ha infatti ricevuto questa supplica:

Immagine

Ai direttori e redattori della rivista – in prevalenza baroni dell’Università cattolica del Sacro Cuore – forse andrebbe spiegato che spetta a loro trovare revisori competenti, e non agli autori degli articoli comprare, oltre alla pubblicazione, un certificato di correttezza.

E alle signore Verduci che dirigono l’azienda ereditata dal padre, forse andrebbe suggerito di cambiare mestiere.

Deprimente? Da Leonid Schneider trovate notizie “scientifiche” ben più orripilanti.

Come tiramisù, l’Economist ha dedicato la copertina (indovinate l’album che l’ha ispirata?), un editoriale e l’inserto trimestrale scienza e tecnologia alle più belle ricerche su Sars Cov-2 e Covid 19.

Credo che i non abbonati abbiano diritto a 5 articoli gratis/mese. Per chi ce la fa e lo trova in edicola, secondo me questo numero merita di essere comprato – pour encourager les autres.

5 pensieri riguardo “Raccolta differenziata

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