Pistole e petardi, cont.

Stamattina sono stata rimproverata perché a) dico che solo i complottisti sostengono che il Sars-Cov-2 sia sfuggito da un laboratorio; b) ho ignorato la brava ricercatrice che lo aveva dimostrato; c) perfino il New York Times dice che adesso tutti dovranno rimangiarsi le accuse di complottismo (riassunto mio).

Foto Dschwen, Creative Commons

Dovrei avere un’opinione anch’io, perché sto zitta?

Un’opinione ce l’ho, sempre la stessa: a volte è molto difficile stabilire l’origine di una zoonosi. Il virus Ebola, per dire, è presente nei pipistrelli, negli scimpanzé e forse in altri mammiferi, ma ancora non si sa quale animale lo abbia trasmesso agli esseri umani nelle epidemie ricorrenti dagli anni Settanta in poi.

E’ ancora più difficile quando una zoonosi inizia in Cina perché il governo fa di tutto per nasconderlo. Il coronavirus della Sars è presente in pipistrelli, zibetti ecc. ma l’animale fonte dello spillover è tuttora incerto. Invece è certo che quello della Mers sia trasmesso dai dromedari.

a)

Non ho né detto né pensato che i complottisti siano gli unici a sospettare una “uscita dal laboratorio”, poi detta per brevità “lab leak”. Ne sono avvenute prima, non c’è verso di escluderle. Men che meno quando un laboratorio è privo delle misure di sicurezza necessarie e di personale specializzato, stando a preoccupazioni dello State Dept. statunitense risalenti al 2015, ripetute nel 2018 e pubblicate dal Washington Post il 14 aprile 2020.

Siamo tutti rimasti frustrati dal rapporto della “commissione mista” governo cinese-Oms che non rispondeva a domande ovvie. A cominciare dal povero dott. Tedros che aveva negoziato le condizioni dell’indagine dal maggio 2020 al febbraio 2021…

Sorpresa kolossale: il governo cinese non è stato trasparente.

b)

Ieri davo del complottista a Birger Sørensen, Angus Dalgleish e Andres Susrud, tre uomini in effetti, e a nessun altro.

In marzo su Environmental Chemistry Letters (come su BioEssays con meno co-autori, rif. fact-checking dell’instancabile Juanne Pilinota 1), Rossana Segreto et al. hanno pubblicato una tesi analoga, argomentata con una bibliografia impressionante, anche per la quantità di autocitazioni. Uno dei problemi è che a volte i paper autocitati fanno ipotesi contradditorie. In breve,

  • alcuni tratti della proteina spike sono un’esclusiva del Sars-Cov-2 (tesi contraddetta da paper altrui su rivista più affidabile);
  • sono impossibili in natura;
  • “topi umanizzati sono stati usati in laboratorio per sviluppare il Sars-Cov-2”;
  • quei topi sono all’origine del contagio.

Dalla catena di ipotesi, deducono che

Mentre un’origine naturale è ancora possibile e la ricerca di un ospite potenziale in natura deve continuare, l’ammontare di tratti genetici peculiari identificati nel genoma del SARS-CoV-2 non esclude una possibile origine in ricerche gain-of-function che andrebbe quindi discussa in un dibattito scientifico pubblico.

Nella realtà, da oltre un anno c’è un dibattito tra i fautori di un’origine naturale e quelli di un lab leak involontario, da cellule coltivate in vitro per esempio. Non c’è sulla creazione deliberata di un Sars-Cov-2 più infettivo, perché spetta a chi la ritiene probabile dimostrare che c’è stata una ricerca gain-of-function, che questa ha funzionato nei topi – tra l’altro non sono buoni modelli per le infezioni dell’apparato respiratorio umano – e che quei topi sono all’origine della pandemia.

Agg. 05/06 – il ragionamento più convincete che ho letto finora è quello di Christian Drosten, l’esperto n. 1 di betacoronavirus e zoonosi, intervistato da Republik.

Un altro dei problemi, è che i fautori del lab leak (h/t un retweet di Marco Cattaneo) comprendono parecchi antivax, anti-mascherine, anti-lockdown e anti-buon senso in generale. Tra questi i co-autori di Rossana Segreto che fanno parte del “gruppo Twitter” Drastic (Decentralized Radical Autonomous Search Team Investigating COVID-19) che si auto-ringraziano in fondo ai propri articoli.

Un altro ancora è che, come nel caso del riscaldamento globale, per ora l’evidenza che ho visto sta da una parte: quella che ritiene più probabile un’origine naturale del Sars-Cov-2.

Dall’altra, ci sono interpretazioni e ipotesi avanzate da autori di cui mi fido poco, per esempio dal giornalista Nicholas Wade, autore di un libro in difesa del “razzismo scientifico”.

c)

L’opinione pubblicata dal New York Times è quella di Bret Stephens che nega il riscaldamento globale, il razzismo in USA e quasi ogni fatto sul quale opina.

Ieri accusava in blocco i media di soffrire di “group think”. Si sarebbero schierati tutti quanti a favore di un’origine naturale del virus. Come se dal 30 marzo – data della conferenza stampa dell’Oms sul famoso rapporto -tutti, New York Times compreso, pubblicano articoli su un possibile lab leak.

Nota 1

Gli dia un aumento, dott. Mentana!

6 pensieri riguardo “Pistole e petardi, cont.

  1. Non avendo specifiche competenze non entro in merito alla questione se il Sars-Cov-2 sia di origine naturale o lab-leak. Il Sars-Cov-1 però è sicuramente originato (almeno questo mi risulta) da uno dei tanti wet market presenti in Cina. Li hanno chiusi per sei mesi e poi li hanno riaperti. A quanto mi dice un collega veterinario (che si occupa specificatamente di zoonosi) gli wet market cinesi non verranno chiusi nemmeno stavolta per ragioni economico-sociali. La raccolta, allevamento, cattura di animali di varie specie e la loro esposizione promiscua in condizioni catastrofiche dal punto di vista sanitario, prima della vendita, costituisce una importante fonte di reddito per milioni di persone che vivono ai margini delle megalopoli cinesi. Anche di questo purtroppo non si parla e non si fa abbastanza per impedire che queste bombe ad orologeria scoppino di nuovo.

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    1. Adesso in Cina i wet markets sono vietati; dall’anno scorso è vietato allevare e vendere “specie esotiche”, ma questo non elimina né il mercato nero locale né il contrabbando, che sfuggono ai controlli. Se non ho capito male, la nuova legge prevede che gli allevamenti di specie esotiche da carne si trasformino in allevamenti da pellame/pelliccia e per la medicina tradizionale – finanziata e propagandata dal governo in tutto il mondo.

      Ci sono bombe a orologeria simili in tanti paesi. Devono decidere loro cosa fare, mica si possono invadere e colonizzare.

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      1. Anche per la Sars 1, gli wet market erano stati chiusi per qualche mese e poi riaperti a furor di popolo. Da quanto mi hanno riferito, (fonti bene informate), hanno ripetuto lo stesso anche per la Sars 2. Trovo estremamente sbagliato anche equiparare un allevamento di cincillà, visoni o volpi (che per me potrebbero benissimo chiudere per altri motivi) e cioè un’unica specie e fatto con tutti i crismi di controllo sanitario (vedi Danimarca, che non ci ha pensato molto a fare stamping out), all’inferno di un wet market dove migliaia di animali di generi, specie e provenienze diverse (da allevamenti e da cattura di selvatici) si trovano a convivere per giorni in condizioni di stress e sporcizia estreme. Di fatto sono come dei laboratori dove ottenere dei salti di specie (spillover).

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