Vaccinare il mondo

Con la pandemia, gli economisti Esther Duflo e Abhijit Banerjee hanno rinunciato ai soliti esperimenti “nella vita reale” dei paesi più poveri e disastrati. E inventato metodi un po’ diversi per confrontare l’efficacia delle misure di prevenzione del covid.

MIT economists Abhijit Banerjee and Esther Duflo and their new book, “Good Economics for Hard Times.”
Servirebbe infatti… – immagine: Bryce Vickmark, MIT

In un “working paper” del luglio scorso, descrivono i risultati ottenuti nel West Bengala, in India, con diversi modi di comunicarle, usando un nuovo sistema per tener conto delle variabili.

Volevano capire se rispetto alla comunicazione statale standard, i messaggi “light-touch” – brevi e semplici – “di una persona credibile” cambiavano i comportamenti in meglio o in peggio. Così tra il 4 e il 5 maggio 2020,

A venticinque milioni di persone è stato mandato un SMS con un clip video di 2,5 minuti di Abhijit Banerjee, nativo del West Bengala e premio Nobel 2019. Tutti i messaggi incoraggiavano a riferire sintomi [febbre, tosse] all’assistente sanitari* locale [… e] sottolineavano un comportamento di prevenzione (distanziamento o igiene) e un motivo per agire (costo per tutti o per sé stessi). Inoltre alcuni messaggi affrontavano preoccupazioni sull’ostracismo degli infettati.

Il messaggio inviato al gruppo di controllo – altri 3 milioni di persone – rimandava a video del governo sul suo canale You Tube. La differenza è stata notevole: rispetto al gruppo di controllo, per esempio, le persone che riferivano sintomi sono aumentate del 37%.

Mandare messaggi al 27% della comunità porta a grandi miglioramenti del distanziamento e dell’igiene nell’intera comunità, e aumenta anche l’uso delle mascherine, che non faceva parte della campagna.

Oggi minacciava di piovere dalle undici, ho letto altri working papers. Nel più recente valutano l’efficacia e il rapporto costi/benefici di “75 combinazioni di misure” adottate nell’Haryana, in India, per aumentare il tasso di vaccinazione pediatrica. (Il nuovo sistema di analisi si chiama “smart pooling and pruning procedure”).

Erano combinazioni fattibili prima della pandemia, ma il paper è molto attuale. Al contrario di quanto sembrano credere i governanti che distribuiscono soldi, panini, birra ai vaccinati e perfino armi, camion, viaggi, biglietti di apposite lotterie milionarie ecc., gli incentivi risultano molto meno efficaci – e molto più costosi – degli “hub” facilmente accessibili e di sms che indicano dove e quando farsi vaccinare.

Come tutti gli economisti, Duflo & Banerjee sanno che l’immunizzazione di massa è l’investimento più redditizio che un paese possa fare. Oggi sul Guardian, riassumono con un po’ di cifre il “consenso” della categoria, prima di collegare l’uscita dalla pandemia a quella dalla crisi climatica e ricordare che entrambe si basano sulla fiducia.

Non più quella dei cittadini nelle autorità sanitarie, ma dei paesi poveri nei paesi ricchi i quali hanno accaparrato il 50% dei vaccini prodotti e in produzione, e non rispettano gli impegni presi con l’Access Covid Tools Accelarator (Act) e Covax.

Il rifiuto di aiutare i paesi poveri è

un catastrofico fallimento morale, può solo rafforzare nel mondo in via di sviluppo il forte sospetto che malgrado tutto il parlare di cooperazione globale e di sorti condivise, quando arriva il momento ciascuno fa per sé.

Come Greta Thunberg, Duflo & Banerjee pensano che

Se possiamo vaccinare il mondo, possiamo sconfiggere la crisi climatica.

Descrivono i passaggi cruciali. Sono quelli del piano del Fondo monetario internazionale che sarà proposto al G7 dell’11-13 giugno, in un’amena località della Cornovaglia. Costa $50 miliardi, “un’inezia” rispetto ai vari Recovery Funds. La Banca mondiale, l’Oms, il Wto et al. sono d’accordo, e appoggiano il governo USA che “pungola” le BigPharma perché rinuncino a un po’ dei propri profitti con la minaccia di una moratoria sui brevetti.

Perfino il G20 si vergogna del divario tra i 2 miliardi di dosi promesse al l’Act-Covax e gli 80 milioni consegnati finora, ai quali si aggiungeranno 80 milioni da parte degli USA e 100 milioni da parte della UE.

Ma è tutto troppo poco e troppo lento. Il successo di questo sforzo di vaccinazione è la nostra chance di mostrare che il mondo comune e il destino condiviso non sono solo parole. Per dimostrare che esistono, cominciamo dai vaccini.

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