Il giorno delle beffe

Ieri era la giornata mondiale dei diritti umani, della consegna del premio Nobel per la pace alla giornalista filippina Maria Ressa, e dei governanti invitati da Biden, dopo Maria Ressa, a rinnovare la democrazia – con l’aiuto degli Stati Uniti.

Andrebbe “rinnovata” non solo nei paesi troppo autocratici e corrotti per meritare un invito, ma anche negli Stati Uniti e metà dei paesi partecipanti.

L’Economist chiede “What would America fight for?” come se avesse sempre lottato per la democrazia e i diritti umani. Il Time chiama il vertice di Biden il “colmo dell’ipocrisia“. Pare un tantino esagerato, ci sono stati “colmi” peggiori (breve panoramica). Però ieri in un tribunale britannico, il governo di Biden otteneva di estradare un whistle-blower australiano e, in attesa di giudizio, di incarcerarlo in condizioni meno disumane del solito.

Julian Assange potrà ricorrere alla corte suprema, senza illusioni:

  • i tribunali britannici ritengono che gli USA abbiano un sistema legale giusto (“fair”) e indipendente.

Talmente “fair” da battere il record di innocenti condannati a morte in democrazia. Talmente indipendente che al “sistema legale” capita di falsificare le prove.

Inoltre il giudizio è scontato. Le condanne di Reality Winner e Chelsea Manning, il mandato di cattura e il processo contro Edward Snowden ricordano che in USA denunciare i crimini commessi all’estero o in patria per conto del governo è un delitto.

Fra i governanti non invitati, è vero che alcuni preferiscono far uccidere whistle-blowers, giornalisti e oppositori, e altri farli condannare con leggi ad hoc da giudici agli ordini. Nelle democrazie liberali è più difficile, salvo per le persone di seconda classe, quelle meno umane e quindi prive di diritti.

Ma Biden ha ragione. C’è un declino della democrazia, non solo del “mondo americano“. E delle libertà che promette, spesso con le parole dei padri fondatori di quella americana, e dei suoi riformatori: “l’arco dell’universo morale” è così lungo che ha smesso di piegarsi verso la giustizia.

(Pensierini occasionali. L’amica M-C, tornata in Francia da quest’estate, è “horrifiée” dall’onnipresenza di Eric Zemmour nei media e dal consenso che sembra riscuotere. E lunedì c’è l’assemblea di Action Aid, ancora in remoto… “Let’s hold the line. Together.”)

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