Terza dose

Somministrata all’alba delle 9.45 al Palazzo delle Scintille color panna, vicino alla Fiera. Pochi minuti in bici nella nebbia, pietosa, nasconde ancora i grattacieli di City Life, attraverso i giardinetti dove un tendone di plastica ha sostituito la giostra tradizionale.

All’ingresso un vecchio signore con il cappello da alpino che ci smista per dosi dice che si può venire anche senza appuntamento. La fila indiana scorre veloce, un po’ meno per Pfizer che per Moderna raccomandato alla sosta “anamnesi” dal medico con moglie francese, nata anche lei a Parigi. “Abbiamo i dati scientifici, protegge meglio [da Omicron], alla sua età ha meno effetti collaterali.” Avrei preferito Pfizer. “Ma Moderna è di un francese!”

Stéphane Bancel è un miliardario un tantino sbruffone, mentre Katalin Kariko… sto zitta per non rallentare le operazioni.

Tre minuti dopo la dottoressa, distaccata per un turno dal Fatebenefratelli, offre un cerotto anche se non riesco nemmeno a vedere dove ha fatto l’iniezione. Solita prescrizione: ghiaccio sul braccio se si gonfia e tachipirina in caso di febbre.

Nella sala dove ci dobbiamo fermare fino alle 10.01 stando al biglietto, un video vanta i vini di una Lombardia bucolica, quasi medievale: borghi antichi e abbazie in mezzo a laghi e fiumi turchini, boschi e vigneti verdi sotto un cielo terso senza una nuvola.

La signora seduta di fianco non ha sentito niente, invece per le dosi precedenti il braccio le si era subito indolenzito. Astra Zeneca? “Sì.” Anche a me, ma solo per la prima dose. “Farà effetto lo stesso?” Un infermiere (?) che ci tiene d’occhio vicino alla lettiga le dice di non preoccuparsi, farà effetto tra 10-15 giorni. Deve tenere la mascherina e le distanze perché con Omicron non si scherza.

Non è sicuro che si possa venire senza appuntamento. “Ma non si manda via nessuno. A quest’ora c’è poca gente, anche nel pomeriggio, e gli ultrasessantenni hanno la priorità.” Nel salone d’attesa, noi ultrasessantenni siamo una piccola minoranza.

Mini-ingorgo all’uscita: due alpini distribuiscono il “regalo di Natale”, un pacchetto di mascherine chirurgiche verdi. Solo una ragazzina lo rifiuta, indossa un modello FFP2 – se non sbaglio.

Cinquanta minuti da casello a casello compreso il caffè all’andata e il cappuccino al ritorno per smentire certi avventori del bar sotto casa: non è vero che si aspetta per ore.

4 pensieri riguardo “Terza dose

  1. Passato l’obbligo over 50 per la vaccinazione. Però ho letto una cosa strana
    le nuove norme prevedono l’obbligo di greeen pass rafforzato (che si ottiene solo con il ciclo completo di vaccinazione o con la guarigione da Covid) per tutti i lavoratori over 50, mentre si introduce l’obbligo vaccinale per i 50enni che non lavorano.

    L’obbligo di vaccinazione sarà valido fino al 15 giugno, l’obbligo di super green pass per i 50enni al lavoro scatterà dal 15 febbraio

    Cioè, se lavoro e sono il datore di me stesso, devo mostrarmi il green pass, ma non sono veramente obbligato per legge a vaccinarmi?

    Magari lo hanno solo riportato male

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