Altra scatoletta misteriosa

Da ieri sui media escono notizie su l’E4Shield, una scatoletta di plastica con al centro un pulsante verde presentata a Mind (Milano Innovation District). Secondo La Stampa

  • È grande quanto una piastrella e agisce sul coronavirus con onde elettromagnetiche, eliminando la minaccia nei luoghi chiusi in tre minuti. Rende inattivo fino al 90 per cento il ceppo del Covid, comprese le varianti Wuhan, Delta e Omicron.

A differenza delle scatolette Quantum che non hanno bisogno di elettricità per emettere onde elettromagnetiche che uccidono anch’esse batteri, muffe e virus mentre prosciugano i muri, questa sembra meno miracolosa:

  • funziona premendo un semplice pulsante e si ricarica attaccandolo a una presa elettrica.
Versione portatile. Foto: La Repubblica

La versione portatile

  • pesa cento grammi ed è in grado di proteggere una persona per un raggio di tre metri.

Quella più potente pesa “oltre mezzo chilo, copre fino a 50 metri quadri” e a testimoniare la sua efficacia

  • sono stati il ricercatore Fabrizio Pregliasco, che ha visto lo strumento all’opera all’Istituto Ortopedico Galeazzi, e la preside Sandra Moroni, che lo ha utilizzato nell’istituto comprensivo Tommaso Grossi.

Il prof. Pregliasco e la preside hanno visto che cosa, di preciso?

Letta La Stampa, su segnalazione di radioprozac, e guardato la spiegazione della “tecnologia unica al mondo” nel video della conferenza senza capire cosa ci sia nella scatoletta, l’oca ha cercato informazioni sul sito dell’Elettronica Group, dov’ è stata inventata da un ingegnere meccanico e viene prodotta: non ce ne sono. E nemmeno sul sito di Lendlease, una ditta di investimenti immobiliari nonché “partner” dell’invenzione.

(L’oca doveva cercare meglio, nota 3)

L’oca ha quindi ripiegato sul com. stampa iniziale dell’AdnKronos, ma il signor? dott? ing? Benigni, presidente dell’Elettronica, si limita a dire che

  • sono state fondamentali le collaborazioni con il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare Celio, l’ospedale Sacco, con i laboratori Virostatics [nota 1] e soprattutto con il nostro partner Lendlease. 

Così l’oca ha cercato nelle varianti on-line

– secondo il Corrierecomunicazioni, Digital Corcom, AskaNews e altri depositi di com. stampa, la scatoletta “sconfigge il covid con le onde radio”;

– secondo il Sole-24 Ore “inattiva il Covid al chiuso” come descritto dalla signora? dott? ing? Benigni, “direttrice generale Elettronica Group”,

  • Funziona con un principio molto semplice che è quello delle onde elettromagnetiche che eccitando delle cavità la fanno esplodere. Sappiamo tutti, abbiamo visto le immagini del virus che è una cavità e con la giusta selezione della frequenza e con la giusta energia fa esplodere questa membrana del virus rendendolo inattivo fino al 90%. 
Sotto la membrana niente? Fonte Wikimedia

– secondo Repubblica, “emette onde elettromagnetiche” che “rompono” la “struttura” del virus facendolo oscillare a cicli di 30 secondi e uccidendolo in 3 minuti. L’Elettronica è

  • un’azienda specializzata in contromisure elettroniche per uso militare e cybersicurezza

e siccome

  • Uno studio su Nature nel 2015 aveva già messo in relazione frequenze e risonanze meccaniche delle particelle. In Elettronica sembrò una strada promettente visto le competenze in fatto di onde elettromagnetiche.  

Se con “particelle” intende virioni, lo studio è non è uscito su Nature, come sembra dalla presentazione (da 1:34′ in poi) dell’ing. Antonio Manna, Elettronica S.p.A, ma sull’inaffidabile Scientific Reports, la risonanza non è meccanica e il virus dell’influenza A sarebbe inattivato da microonde le cui frequenze sono quelle delle radio, dei cellulari ecc. I batteri pure (nota 2).

Se è così, perché tenerli accesi non fa esplodere virus e batteri?

Note
  1. Sul sito della casa farmaceutica si legge
  • our researchers have demonstrated how drug combinations work better than single drugs, thus inducing the first functional cure of an HIV patient, the well known Berlin patient (NEJM, 1999)

Curiosamente risulta fondata nel 2004 e la “combinazione di farmaci” (Haart) somministrata dal 1996.

Ancor più curiosamente, il paziente di Berlino e perfino i suoi medici nel paper del 1999 sul NEJM dicono che la “combinazione di farmaci” era inefficace. Per questo motivo, nonostante i rischi ha ricevuto un doppio trapianto di midollo prelevato da un donatore con una mutazione genetica che rende immune all’Hiv.

2. Di solito nei reparti infettivi e nei laboratori ad alta sicurezza, batteri e virus sono uccisi con raggi UV, ma i raggi gamma e altre lunghezze d’onda fanno lo stesso effetto. Si può degradarne le proteine di membrana con gli infrarossi, per dire.

3. M.M. ha trovato le “specifiche di massima” sul sito di Lendlease. Aggiunti link, fonti ed eventuali titoli accademici.

Agg. 23/06: E.K.Hornbeck ha trovato la richiesta di brevetto in italiano.

11 pensieri riguardo “Altra scatoletta misteriosa

      1. Ah! Io no. Se scrivo che gli ultimi due mi servono ed il primo aspetto come minimo la comunità scientifica sono troppo parac…*? 🙂 Dopotutto lo stesso tweet di radioprozac mi pare un appello, vedo anche ForBetterScience. Pero ho confermato(1)\rilevo(2)\scoperto(3) tre elementi:

        (1) che al solito i giornali si scopiazzano le notizie a vicenda e ce ne fosse uno che inserisca i link di quello che scrive o si ponga qualche domanda. Un sollievo le poche oasi di serenità come questo sito o Valigia Blu (che quando inserisce i link non finisce più, fa pure rima); PS: non male anche il Guardian

        (2) sulla scia ‘perchè non ci pone qualche domanda’ siamo già recentemente stati scottati dal ‘ciondolo di tecnologia israeliana’\purificatore d’aria promosso da Repubblica (e mettere ‘contenuto sponsorizzato’ non allevia la sofferenza). Suppongo, me lo ricorda l’amichevole Spider-Man di quartiere (versione personale Sam Raimi), che da grande tecnologia\scoperta derivano grandi dati a disposizione. Dicono che è riproducibile. Vedo dal video ‘colleghi d’uffico’ senza mascherina con dispositivo al collo che dialogano in tranquillità. Con ignoranza pregressa e manifesta mi chiedo i primi test proof-of-concept e quelli di Virostatics cosa contemplano;

        (3) faccio schifo a cercare i brevetti. Per ora son giunto solo a questo. Se un giorno, come il buon Attivissimo (lui si è occupato di bufale 5G, magari sa la differenza), vorrà fare qualche corso a riguardo mi iscrivo.

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      2. @ M.M.

        Stando a quel brevetto, sembrerebbe che vogliano trasformare gli ascensori in forni a micro-onde.

        Tenendo conto che si tratta di un’azienda con legami col settore militare, per carita’ di patria cerchero’ di convincermi che fa tutto parte di un astuto piano di difesa territoriale, con lo scopo di cuocere le truppe di un eventuale esercito invasore dopo averle convinte a disinfettarsi da sars-cov-2 e altri patogeni.

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      3. @ E.K.Hornbeck

        Di sicuro leggo dall’articolo sul Sole24Ore “Lo specifichiamo è un aiuto oltre alle mascherine e oltre ai vaccini” (saranno pure vaccinati, non vedo mascherine dalle foto). Si cita un abbattimento del 90% della carica virale nell’aria, se la domanda è lecita o pertinente visto che lo hanno utilizzato in 2 Istituti, hanno per caso valutato sulla base di diminuzione dei contagi?
        Le certificazioni di conformità mi pare di capire dicono solo che l’apparecchio non è nocivo. Stando invece a quel brevetto che si trova anche su PatentScope, se può essere d’aiuto all’OcaS è specificata un’antenna a banda larga (UWB).

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      4. Grazie E.K.Hornbeck, altro link da aggiungere.
        Certo che fare una “ricerca in letteratura” e trovare un unico riferimento in open access sembra un po’ dilettantesco. Come diceva Ilaria Capua nel video, sistemi così si sviluppano da anni dappertutto, usciranno centinaia di paper/anno.

        hanno per caso valutato sulla base di diminuzione dei contagi?
        Sarebbe interessante, ma forse i fattori confondenti sono troppi.

        mi chiedo i primi test proof-of-concept e quelli di Virostatics cosa contemplano (M.M.)
        Come per i purificatori dell’aria, immagino. Si stima la quantità di virus/cm3 prima e dopo l’uso in ambiente controllato (temperatura, umidità, polveri, ventilazione ecc.). In UK, hanno fatto anche prove in ambulanze con e senza i dispositivi, ma erano progettati proprio per le ambulanze.

        Della Virostatics parlo solo in presenza della mia avvocata.

        “se può essere d’aiuto all’OcaS”
        semmai ai lettori per prepararli ai commenti su FaceBook previsti da Ysòl. Per l’OcaS vedi sopra…

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  1. “secondo Repubblica, “emette onde elettromagnetiche” che “rompono” la “struttura” del virus facendolo oscillare a cicli di 30 secondi e uccidendolo in 3 minuti”

    Forse non centra nulla… ma quella frase mi fa venire in mente una famosa vignetta di xkcd

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  2. Emette onde elettromagnetiche. Ora, se non sbaglio, non è che si possa emettere onde di qualsiasi frequenza e potenza senza le dovute autorizzazioni. E c’è il rischio interferenze.
    Qual è lo spettro di frequenze emesso?
    Senza autorizzazioni puoi usare solo alcune bande, in Italia credo siano 433MHz, 860MHz e quelle del WiFi, Bluetooth, bande già affollate.

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