Amnesty in Ucraina

Amnesty International è la più grande e influente delle Ong che difendono i diritti umani. Come a tutti, le succede di fare valutazioni discutibili e di dare notizie (news sul sito) ambigue e/o dal titolo fuorviante.

La notizia del 4 agosto scorso, intitolata al presente “Ukrainian fighting tactics endanger civilians”, riguardava un sopralluogo in 19 città e villaggi e il rischio potenziale che la presenza di militari ucraini in edifici quali scuole, ospedali, centri commerciali, faceva correre a chi abitava vicino, mentre c’erano “alternative”.

Per le “regole della guerra” e le “leggi internazionali” sulla protezione dei civili – convenzioni di Ginevra e appendici – rimando una sintesi delle interpretazioni attuali pubblicata dalla Croce Rossa.

Non sappiamo se l’Ucraina le ha violate o meno: da un lato dipendono da certe “condizioni” come scrive l’ICRC (esempi in nota) e dall’altro Amnesty Int. non ha pubblicato, giustamente, la documentazione inoltrata al ministero della difesa ucraino.

E invece di riflettere sulle reazioni suscitate dalla notizia, la segretaria generale ha buttato olio sul fuoco

  • Il comunicato è stato subito criticato pubblicamente da Amnesty Ucraina, da altre Ong (due link, altri a richiesta) e, a quanto ne so io, internamente da Amnesty-Francia, UK e Italia. Ieri sera, rimpiangendo il “dolore causato”, la segreteria ha pubblicato un “comunicato stampa” per precisare alcuni “punti cruciali” del “comunicato stampa” precedente.
  • Per quello che conta, penso anch’io che il segretariato di Amnesty Int. abbia sbagliato e che le sue precisazioni siano insufficienti. (Credeva davvero che entro una settimana il ministero della difesa avrebbe svolto un’indagine in 19 località e risposto al suo rapporto? Perché non ha condiviso né il testo del primo comunicato né il rapporto con Amnesty-Ucraina e di altri paesi?)
  • Il governo ucraino ha protestato soprattutto per l’equivalenza tra le 4 persone effettivamente uccise da proiettili russi, menzionate nel primo comunicato, e quelle potenzialmente messe in pericolo da una “tattica” dei militari ucraini.
  • Con poche eccezioni come il Guardian, i media che ho visto hanno descritto il comunicato come un “rapporto” che accusava il governo ucraino di usare i civili come “scudi umani”.
  • Sui social, le ambasciate russe nei paesi democratici hanno sfruttato le ambiguità del comunicato per dire che “perfino” Amnesty ammetteva che gli ucraini erano colpevoli di crimini di guerra come la Russia ripete dal 2014. “Perfino” perché dall’8 aprile scorso il regime ha tolto a 14 Ong per i diritti umani l’autorizzazione di operare in Russia.

Da quello che ho visto su Twitter, molti si sono accodati alla propaganda russa e diffamano Amnesty e le Ong umanitarie in generale. Ma anche persone di solito assennate hanno riprodotto i tweet della diplomazia russa insieme alla propaganda ucraina. Per esempio:

Non è così, secondo me.

Gli aggressori hanno bisogno di alibi da diffondere nelle democrazie e li producono senza aspettare gli “errori di comunicazione” di un’Ong. Non ne hanno bisogno nei propri paesi e in quelli occupati se possono uccidere, imprigionare o censurare chi ne denuncia i massacri o rifiuta solo di applaudirli.

La propaganda russa sfrutta quegli errori per discreditare le Ong. Ma quando la ricopiamo, noi che viviamo in una democrazia e non rischiamo niente, forse dovremmo dire che in Russia i loro volontari sono perseguitati.

Nota

Le unità di difesa territoriale sono spesso assegnate alla protezione dei civili, come appoggio ai soccorritori, per facilitare un’evacuazione, tenere aperto un corridoio umanitario ecc.

Milioni di civili ucraini sono stati mobilitati nella difesa territoriale. Dubito che siano informati sulle convenzioni di Ginevra, al posto di Amnesty sarei andata a controllare. Cmq le scuole sono chiuse da fine febbraio.

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