Arrabbiature

Sabato sera sulla chat dei soci di Action Aid, la presidente ci ha detto quello che era successo ad Andi Nganso, un giovane medico camerunese che abbiamo eletto socio all’assemblea di Bologna, in giugno.

Succedono violenze ben peggiori, lo so. Da quando esercita però, Andi subisce quasi ogni giorno un razzismo “allo stato puro”. Non la paura dei poveri o la diffidenza verso i diversi o un rifiuto del cambiamento o altre forme di difesa di una presunta superiorità sociale. Piuttosto un odio nudo, da esibizionista, imparato da altri che poi si auto-alimenta e viene insegnato – anche di madre in figlia, come raccontava quattro anni fa in questa intervista.

Se è vero, come dice Andi e credo anch’io, che la stragrande maggioranza degli italiani non è razzista, perché deve sempre cavarsela da solo?

***

Invece di passarmi la rabbia, me ne sono venute altre.

Premessa:

Da Questão de Ciência, un sito universitario di nettascienza brasiliani.

Sotto “Proposte di riforma”, il post di venerdì sulle lunghe e difficili ritrattazioni di paper falsificati che mettono a rischio i pazienti e arricchiscono i ciarlatani, Ferruccio Ferrari scrive che gli sforzi degli scienziati onesti e i siti anti-bufale “istituzionali” non bastano:

  • Il problema non è la mancanza di fonti alla quali attingere informazioni attendibili. Il problema è che la maggior parte di noi (occasionalmente tutti) non può o non è in grado di verificare adeguatamente le cose prima finire nella trappola di qualche imbonitore. Serve un’Autorità che stronchi determinate sciocchezze prima che prendano piede. 

Fa l’esempio delle merci omeopatiche, vendute in farmacia come fossero medicinali, e dei dispostivi nano-quantici “certificati” innocui per ovvi motivi, e sui quali è ben informato

Secondo me non esiste un’Autorità così preveggente da sapere in anticipo quale sciocchezza prenderà piede. E se esistesse ne avrei paura. Invece sarei per esigere che facessero il proprio lavoro i vari Ordini e organi di repressione dei raggiri, delle frodi, degli abusi. Non possono prevenirli, ma bloccarli appena diventano pubblici questo sì.

Perché non lo fanno quasi mai?

In Francia è come “da voi”, scrivono alcune conoscenti su un’altra chat, mancano i medici di famiglia e per gli appuntamenti con specialisti ci vogliono mesi. “Però da noi c’è Doctolib,” la piattaforma nazionale dove prenotare appuntamenti dal medico più vicino. “Un covo di ciarlatani!”, ribatte M.-C.

Mi sembra improbabile. Doctolib appartiene a una delle aziende di software “autorizzate dal ministero della sanità a vendere abbonamenti e archiviazione dei dati dei pazienti soltanto ai “professionisti della salute“. Anche se le visite e le prescrizioni non sono rimborsate dalla Sécurité sociale – tipo l’omeopatia.

Ci sentiamo in privato. Scambiati i lamenti di rito sulla crisi climatica – la sua parte di Normandia ha patito parecchio – e la classe politica “horrible, vraiment horrible”, M.-C. mi spedisce nello “shitstorm” (si dice così in francese) scatenato su Twitter da nettascienza. Possi fidarmi, ne ha già controllato le credenziali.

Orribile, veramente orribile. E quante ciarlatane! (5 link, altri a richiesta)

Doctolib ha subito risposto che i non professionisti della salute sono soltanto il 3% degli iscritti, e la tempesta è andata in crescendo. Ha quindi aggiunto che avrebbe verificato le prestazioni che le venivano segnalate e poco dopo ha “sospeso” 17 non pds.

Scetticismo dei nettascienza transalpini: il 3% sono circa 9000 abbonati, figurarsi se l’azienda rinuncia a un paio di milioni/anno. Con M.-C. sospettiamo un intervento del ministero (aggiorn.: in realtà della segretaria di stato per la cittadinanza al ministero degli interni), perché oggi Doctolib ha sospeso le prenotazioni con i “profili coinvolti”.

Nel senso di segnalati da altri o ha imparato a fare come i clienti, e cerca “naturopathie”, “urinothérapie” o “chakra”?

Nel frattempo chi ha urgenza di rivolgersi a un* ciarlatan* può prenotare una visita con Médoucine (i.e. médecines douces, pratiche non previste dal Code de la santé.)

“Hai visto? L’Autorité – i.e. la HAS – c’est les tweetos, semmai apro un account per dare una mano. Tu come ti trovi?” Per ora bene, forse l’estate è un periodo tranquillo. Prima ci servirebbe una mano qui, come Autorità siamo un po’ scarsi.

Un classico

Altra coincidenza, fra i tweetos che hanno partecipato alla tempesta, c’è almeno un autore del post su Retraction Watch:

E’ l’articolo della solita American Loon e altri invasati pubblicato da una rivista della Società cinese di tossicologia, vale a dire un organo di propaganda per il Xi-Jinping-pensiero sulla medicina tradizionale, venduto da Elsevier.

Mentre scrivo, mi arriva una mail di M.-C. con in oggetto “femmes ET féministes”, un link e sotto “!!!”

Ussignùr, il metodo Aviva per contraccezione, fecondazione e menopausa. Sento che mi crescono gli incisivi a sciabola.

2 pensieri riguardo “Arrabbiature

  1. “Secondo me non esiste un’Autorità così preveggente da sapere in anticipo quale sciocchezza prenderà piede. E se esistesse ne avrei paura. Invece sarei per esigere che facessero il proprio lavoro i vari Ordini e organi di repressione dei raggiri, delle frodi, degli abusi. Non possono prevenirli, ma bloccarli appena diventano pubblici questo sì.”
    Non ho mai invocato veggenti e simili. E mi dispiace essere stato interpretato così, evidentemente mi sono espresso male. Del resto dagli esempi che facevo mi sembra che si possa intuire che non si tratta di bloccare sciocchezze in fieri, ma ben radicate e che grazie alla distrazione di chi dovrebbe vigilare hanno ancora molto piede da prendere.

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    1. Forse non mi son fatta capire io! Intendo dire che le sciocchezze sono ben radicate proprio perché l’Autorità – nelle sue varie forme – può contrastarle solo dopo che prendono piede. Anche se facesse il proprio lavoro (e lo fa raramente, cf. l’omeopatia) non ci riuscirebbe mai del tutto: pensi a chi sceglieva la “cura Simoncini” anche dopo la radiazione e la condanna.

      Nel post parlavo di un editoriale sulle ritrattazioni che arrivano troppo tardi. Secondo me, i paper pericolosi andrebbero tolti dalla rete appena dopo che i loro “errori” sono stati segnalati alle riviste – anche se nessuna Autorità poteva prevedere che in tutto il mondo migliaia di medici avrebbero prescritto un vermifugo, per dire, contro il covid.

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