Da un fou-rire all’altro

(Se sapete già tutto, saltate il resto. Buon anno.) Post per chi sta lontano da Twitter e rischia di perdersi un momento di felice ilarità collettiva: un tweet ironico in gergo giovanile e uno auto-ironico di Greta Thunberg stanno facendo ridere >250 milioni di persone insieme e per lo stesso motivo da tre giorni. Dev’essere la prima volta che succede alla nostra specie.

Tks, young lady.

I media hanno riferito e commentato a lungo il suo breve scambio con Andrew “Cobra” Tate, un famigerato bullo anglo-americano. Ex kickboxer, prosseneta milionario, è accusato di stupro e sequestro di giovani donne in diversi paesi. Oltre a stuprarle le aveva picchiate e costrette a recitare in video porno. Li metteva con profitto su YouTube e altre piattaforme che l’estate scorsa lo avevano bannato per incitamento alla violenza sessuale.

Su Twitter era stato riammesso dal nuovo padrone, suo ammiratore.

Inquisito in Gran Bretagna, nel 2017 con il fratello e collaboratore in imprese spenna-incel, tra cui la Hustler’s University per aspiranti spenna-polli, Tate si era rifugiato in Romania dove a suo dire sarebbe stato libero di stuprare e picchiare giovani donne. Da aprile invece, erano entrambi indagati per traffico di esseri umani e associazione a delinquere dal DIICOT, l’equivalente della Digos, dopo il monitoraggio deciso della convenzione europea chiamata…

Greta.

Altra marea di rimmel.

E’ stato arrestato a Bucarest ore dopo aver pubblicato il video in cui “rispondeva” a Greta Thunberg con la solita misoginia. I fan di lei attribuiscono perquisizioni e arresti a una pizza portata nella villa di lui, e da allora non smettono di esultare e di vantarne i superpoteri (di Greta, mica della pizza).

Ieri il giudice per le indagini preliminari ha prolungato di 30 giorni il fermo di 24 ore, su richiesta del DIICOT. Ora i seguaci e le seguaci di Tate (rare ma attive anche in Italia) a volte negano che sia tuttora in carcere e/o affermano che è vittima di un complotto. Ne tessono le lodi, versando al contempo fiumi di lacrime sulla sua ingiusta sorte e rivoli di bile sull’infame Greta (Thunberg, presumo). Vengono bersagliati da decine di milioni di memi e battute – alcune sboccate, i giovani d’oggi, signora mia – e rinnovati scoppi d’ilarità.

Non solo su Twitter.

Non ho più l’età, temo. Quando mi sbellico per troppo tempo mi viene una fitta intercostale, ma a chi il fisico ce l’ha auguro di finire e iniziare l’anno in mezzo alle risate.

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