Pulizie domenicali

O’s digest sull’attività dei nettascienza. Anche in Italia, la rassegna Cochrane sull’utilità delle mascherine è stata travisata perfino da illustri professori che prima di opinare non leggono nemmeno le conclusioni. Per esempio:

  • Secondo la più alta evidenza scientifica c’è una piccolo se non nullo beneficio nell’usare mascherine per ridurre la trasmissione del Covid. Pare anche non vi sia differenza tra chirurgiche e FFP2.

Le conclusioni.

In questo caso, il Summary in Plain Language era fuorviante e a fuorviare oltre, grazie a un opinionista del New York Times, era stato Tom Jefferson, uno degli autori stando al quale le mascherine sono inutili. Alle domande dei nettascienza riportate in un altro editoriale del New York Times, la direttrice scientifica della Cochrane ha risposto con un comunicato stampa. Ripete che la rassegna non dice nulla sull’efficacia o meno delle mascherine contro il coronavirus e i virus influenzali.

Ora il Summary in Plain Language è in fase di correzione e la Cochrane ci ha rimesso in reputazione. A parte le credenze di Jefferson et al. sui benefici dell’immunità naturale di gregge che le mascherine vanificherebbero, ho l’impressione che il sistema statistico della Cochrane sia più adatto a valutare i risultati di trial clinici che le correlazioni e incertezze tipiche degli studi osservazionali.

Fonte Wikimedia

Fra gli editori predoni, MDPI era noto come “il fondo del barile” per via di una moltiplicazione lampo delle riviste e dei loro numeri speciali che neanche i pani e pesci… Dopo lunghe riflessioni, i ricercatori di Predatory Reports hanno pubblicato l’elenco delle sue riviste predoni. In parte, sembra che sia diverso da Cabell’s Predatory Report cui bisogna abbonarsi e viene aggiornato ogni anno insieme ai criteri di valutazione.

Il Cabell’s e Journalytics costano un occhio della testa, ma in riviste open access i bibliotecari specializzati in scienze e medicina pubblicano critiche e suggerimenti, così anche un’oca può farsi un’idea di cosa funziona e malfunziona.

Com’era successo per Omics anche dopo la condanna in USA e per Hindawi, gli acquirenti di pubblicazioni MDPI cascano dalle nuvole. Nonostante i predoni siano denunciati dalla stampa scientifica e non da vent’anni, il loro motto resta “fidarsi e mai verificare”.

Numeri molto speciali

Le “special issues” – raccolte di paper inediti su un tema specifico di una rivista su un tema specifico… – sono la meta preferita dei produttori di contraffazioni detti papermills e di chi vuol gonfiarsi il cv senza spendere troppo. Poiché rendono bene – il lavoro redazionale è svolto da chi le propone – sono preferiti anche dai predoni. Due anni fa, Wiley – dell’oligopolio presunto serio – aveva speso $298 milioni per comprare Hindawi,

Un affare a condizione di superare indenne il ridicolo e gli scandali.

Wiley non ci è riuscito. E’ stato costretto a sospendere la raccolta fondi dei numeri speciali Hindawi e in un trimestre solo ci ha rimesso un incasso di $9 milioni, scrive Retraction Watch lasciandosi sfuggire un filino di Schadenfreude.

Boycott Elsevier, cont.

Harald Walach e terapeuti alternativi altrettanto dilettanteschi erano riusciti invece a scrivere che le mascherine intossicavano i bambini su JAMA Pediatrics il 30 giugno 2021 e a vederselo ritrattare con un editoriale il 16 luglio, un record mondiale di velocità. Un anno dopo in cambio di $3.550 più IVA lo hanno riciclato su Environmental Research di Elsevier, il cui comitato editoriale era in coma e lo è tuttora.

D’altronde giovedì Nature appena pubblicato per la seconda volta la “scoperta rivoluzionaria” di un cristallo superconduttore a temperatura ambiente e pressione quasi ambiente, in un paper approvato dopo che la rivista aveva ritrattato il paper del 2021 in cui era descritto lo stesso cristallo che salverà il mondo dalla crisi energo-econo-climatica. Ed è dubbio pure il paper degli stessi autori nelle Physical Review Letters, sul quale si basano i successivi.

Scetticismo generale, ben riassunto sul manifesto da Andrea Capocci che ha letto anche le richieste di brevetto. Di mio aggiungo che gli autori sono dell’università di Rochester, celebre per la scoperta della “bubble fusion” o “cavitazione acustica” da cui derivano la fissione piezonucleare e la celebrità tutta italiana di un tecnico del CNR, di un prof di ingegneria edile al Politecnico di Torino e dell’imprenditore Andrea Rampado.

Detto questo, fra le letture gratuite, consiglio

  • su Climalteranti, una rassegna degli studi recenti su efficacia, vantaggi e svantaggi delle pratiche agricole “conservativo” che catturano la CO2 nei suoli, più didattico del solito ma raccomandato a Ong contro la fame e per la climate justice;
  • Sempre in tema di climate justice, Energy Research & Social Science e Nature Climate Change, due paper del gruppo di Wim Carton sulle emissioni dette “residue” perché non sarebbe possibile ridurle e quindi richiederebbro il dispiegamento (e il finanziamento) di tecnologia di cattura del carbonio;
  • su Science, come le api imparano a danzare dalle adulte della propria arnia, come uccelli e mammiferi, in contraddizione con l’idea prevalente che la danza sia una forma di comunicazione “codificata” dai geni e non culturale (come pensava invece Karl von Frisch che l’aveva descritta per primo);
  • Su Science bis, un paper tostissimo descrive una machinina termica a temperatura negativa, fatta con dei fotoni. Avevo una vaga idea dell’equivalenta informazione-energia, ma non riesco a visualizzarla e la recensione per dummies non è di grande aiuto. Dovresti studiare nanotermodinamica quantistica dice un giovane conoscente al II anno di fisica… A mon âge?!?

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