Senso e nonsenso sul metano

Devo sostituire l’antica cucina a gas e scopro di essere come mia madre: non voleva che l’Electricité de France gliela cambiasse, gratis, con una elettrica perché non sapeva cucinare senza fiamma. Guardo in rete quelle a induzione, mi sa che la crèpe cuoce prima di indurirsi sotto. E nel forno per la crosta del soufflé o delle endivie à la parisienne, come faccio? D’altronde giovedì scorso è uscito “Methane Global Assessment“,

il rapporto della Coalizione per il clima e l’aria pulita e dell’Unep, a cura di Drew Shindell, con il solito contorno di Sommario per decisori, infografica, mappe e punti chiave. Nel caso non bastassero a evitare fraintendimenti, Drew Shindell lo riassume per The Conversation, sotto il titolo:

(Un mese fa, l’Economist rispondeva allo stesso modo: senza limiti alle emissioni decisi dai governi, ai piccoli produttori conviene rilasciarlo in atmosfera…)

C’è una stima aggiornata delle emissioni antropiche divise per fonti – petrolio e gas 23%; carbone 12%; discariche e rifiuti (biogas) 20%; allevamenti 32%; risaie 8% – che rappresentano il 60% delle emissioni globali. Contribuisce alle malattie respiratorie perché è anche “un precursore dell’ozono in superficie, un inquinante tossico” – per esempio lo smog estivo che rende irrespirabile l’aria di Milano…

E’ già possibile ridurre le emissioni antropiche del 45%, cioè di 180 milioni di tonnellate/anno entro il 2030, e il riscaldamento globale di circa 0,3° C nel decennio successivo. Ogni anno nel mondo sarebbero evitati

255 000 decessi prematuri, 775 000 visite ospedaliere legate all’asma, 73 miliardi di ore di lavoro perse durante ondate di calore estremo e 26 milioni di tonnellate di raccolti rovinati.

Per ogni tonnellata in meno nell’aria al costo medio di $600, la collettività risparmierebbe $4.800. Forse due senatori repubblicani hanno fatto lo stesso calcolo, perché a fine aprile hanno ristabilito i limiti decisi dal governo Obama che Trump aveva abolito.

Nonostante gli sforzi di divulgazione, buona parte della stampa ha tradotto così il rapporto: ridurre le emissioni di metano è facile e redditizio, cominciano da quelle e rimandiamo a dopo il problema della CO2, magari nel frattempo si scoprirà una tecnologia economica ed efficiente per la cattura del carbonio dall’atmosfera.

Raymond Pierrehumbert lo aveva previsto nel 2014 e avvertiva che

La mitigazione degli inquinanti climatici a breve termine [metano, idrofluorocarburi, fuliggine/particelle carboniose e ozono] non ci fa guadagnare tempo per implementare controlli stringenti delle emissioni di CO2.

Infatti gli impegni per ridurre la CO2 annunciati con l’Accordo di Parigi nel 2015 portano a più 3-3,5 °C nel 2100 e i loro aggiornamenti sono lontani dal “net zero” entro il 2050. Oggi dice che aveva già smentito gli argomenti del rapporto, eppure li condivide: ritiene il taglio alle emissioni di metano “significativo e probabilmente necessario”. Forse perché nel 2014 sembrava ancora che le emissioni aumentassero di poco…

Ha pure beccato questa bufala della BBC che poi l’ha corretta.

Rimprovera all’Economist e al Guardian di proiettare “in modo fuorviante” su vent’anni il potenziale di riscaldamento globale del metano quando paragona i suoi effetti a quello della CO2. E’ successo anche alla stampa italiana. A volte lo faccio anch’io perché ci aggiungo il danno potenziale alla salute globale e non mi sembra affatto fuorviante.

D’altronde miliardi di persone cucinano con la legna e la carbonella che danneggiano molto di più la salute e l’ambiente globale…

Aggiorn. 11/05

L’International Energy Agency ha rivisto i dati e le previsioni per il “mercato delle rinnovabili“. Come ogni volta, nel 2020 la crescita ha superato quella annua stimata 6 mesi fa e nel 2022 solare ed eolico dovrebbero fornire altrettanta elettricità del metano. Articolo di Simon Evans da Carbon Brief.

Quindi stanno togliendo “mercato” al metano, no?

Nella “Global Energy Perspective” di McKinsey invece, non sostituiscono ma si aggiungono al petrolio che raggiunge il picco a fine decennio, e al gas che lo raggiunge alla fine degli anni Trenta. (Il carbone ha superato il picco nel 2014 e il suo contributo calerà del 40% entro il 2050.) Con il passaggio all’idrogeno, la domanda di metano aumenterà nei prossimi 10-15 anni e nel 2050 sarà comunque del 5% maggiore di quella attuale per soddisfare la domanda crescente di elettricità. Morale:

  • entro il 2050 le emissioni di gas serra declinano soltanto del 25% implicando una traiettoria verso +3,5°C [a fine secolo].

10 pensieri riguardo “Senso e nonsenso sul metano

  1. @Sylvie

    Ormai siamo abituati ad affidarci alle rete per sostenere le nostre tesi. In un minuto ho trovato una risposta alle tue citazioni:

    Despite environmental concerns, methane is still considered to be a better alternative to other fossil fuel sources and efforts are certainly underway to make it a leading source of energy in the future.
    Joshua Yoon, “The Benefits and Downside of Methane”, 2017

    Gente pragmatica come i Tedeschi si affidano al metano russo come principale fonte di energia per il futuro prossimo.
    Non voglio dire che le tue considerazioni siano scorrette, sono limitate al downside del metano e trascurano i suoi benefits. Siamo nove miliardi in terra e per sopravvivere ci serve energia; da qualche parte dobbiamo trovarla, prima di poter contare su abbondante energia da rinnovabili o da nucleare di fissione e – speriamo – di fusione.
    Peraltro il metano è ideale nei motori a scoppio, presentando un numero di ottano di 120 -130, superiore a quello di una buona benzina che arriva al massimo a 95. E’ antidetonante di suo!

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  2. La criminale scientifica Coyaud è una falsa ambientalista. Se fosse una vera ambientalista riconoscerebbe la grandezza della fusione intermedia realizzata dal candidato al Nobel alla fisica, alla chimica ed alla Medaglia Filds alla matematica, Professor Ruggero Maria Santilli che, se applicata su vasta scala, sarebbe potenzialmente in grado di produrre energia pulita in modo da coprire quasi tutto il fabbisogno mondiale. La nostra agenzia investigativa ha infatti scoperto che la Coyaud oltre che dai criminali scientifici Weinberg e Glashow, prende tangenti anche dalle lobbies corrotte dei pannelli solari.

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    1. E’ la giornata dei LOL!
      La “Medaglia Filds” non esiste. Esiste invece una medaglia Fields per matematici al massimo quarantenni. Santilli a.k.a. Luca Petronio et al. che è nato nel 1935, ha problemi con l’aritmetica…

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  3. Sylvie

    era il compitino di uno studente

    Uno studente ben dotato; evidentemente ce ne sono ancora.
    Porto un rincalzo:

    Environmental Benefits of Biomethane
    https://www.biomethane.org.uk/environmental-benefits-of-biomethane.html

    Sylvie, sei abbastanza smaliziata per sapere che a sfidarsi a colpi di link non si va molto lontano. Per quello che sai già, il biometano va bene? L’iniziativa North Stream è positiva o rientra nella categoria downside?

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    1. Sono così smaliziata da non confondere il compito di uno studente e il comunicato della lobby del biometano con articoli scientifici – e il metano con il biometano…

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      1. @Sylvie

        LOL! Lobby del biometano? Detta così sembrano dei furbacchioni che ci vogliono mettere di mezzo. Anche MethanQuest della Rolls-Royce e DVG è una conventicola?
        Le mucche liberano sconsideratamente nell’aria il metano che producono; gli uomini lo estraggono dal suolo (o lo sintetizzano) per usarlo, cercando di disperderne il meno possibile. Se non fai questo passaggio logico, avrai sempre paura del metano anche quando ti cucini una crêpe au Grand Marnier.

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  4. Sylvie

    A Karlsruhe Frank Graf progetta di produrre e-metano utilizzando energia elettrica da fonti rinnovabili. Serve come accumulatore di energia in alternativa all’idrogeno.

    Il metano è nocivo se viene disperso in atmosfera; se viene utilizzato come vettore di energia è la risposta di medio termini al problema energetico.

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  5. @Sylvie

    entro il 2050 le emissioni di gas serra declinano soltanto del 25% implicando una traiettoria verso +3,5°C [a fine secolo].

    Bella scoperta. Il 20 marzo scorso Mario Massa mi scriveva:
    Che la transizione [verso fonti alternative di energia] vada fatta siamo, credo, tutti d’accordo, dato che la CO2 antropica certamente incide, probabilmente in modo determinante, sull’aumento di temperatura del pianeta.
    Quello che ci allarma è la speranza di effettuare questa epocale svolta semplicemente aggiungendo pannelli fotovoltaici e pale eoliche e vendendo auto elettriche a batteria (e monopattini).

    In base a queste considerazioni Mario propone di ricorrere al nucleare, pur sapendo che in Italia si dovrebbero rovesciare ben due referendum. Una sorta di missione suicida.
    Da un punto di vista chimico l’idrogeno non può essere visto come soluzione, perché “LNG [gas naturale liquido] is much more energy efficient than LH2 [idrogeno liquido] and infrastructure exist” (Frank Graf).
    Non resta che affidarsi al metano come sta facendo la Germania, in attesa che il progetto assai ragionevole di Mario diventi una realtà, magari cominciando dalla Francia, dove i Verdi non sono forti come in Germania.

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