“A crazy mess”

Grazie ad alcune whistle-blower, sul British Medical Journal Paul Thacker mette in dubbio “l’integrità” del trial di fase III con il vaccino Pfizer, condotto in Texas dal Ventavia Research Group. I dubbi riguardano innanzitutto i due mesi iniziali.

Coronavirus. In Australia la ricerca sul farmaco Ivermectin, ma non è  ancora la risposta contro il virus - Open
NON approvato dalla FDA contro il contro il Sars-Cov-2, h/t Open

Dai documenti raccolti da Brook Jackson, la principale whistle-blower e all’epoca nominata da poco direttrice regionale di Ventavia, scrive Thacker,

  • l’azienda ha falsificato dati, identificato i partecipanti [niente doppio cieco], usato vaccinatori non formati a sufficienza e seguito troppo lentamente gli eventi avversi. Il personale preposto al controllo di qualità era sopraffatto dal volume dei problemi che trovava. Dopo aver segnalato più volte questi problemi a Ventavia, Brook Jackson li denunciò per mail alla Food and Drug Administration [FDA] e venne licenziata poche ore dopo.

(Aggiunta per chi ha fretta e non clicca sui link… Dopo l’articolo è più sfumato. Dei partecipanti rischiavano di essere identificabili perché su alcune fiale del vaccino era leggibile l’etichetta, gli eventi avversi erano segnalati con un giorno o due di ritardo, alcune siringhe erano smaltite nel posto sbagliato e “irregolarità” simili.)

La FDA non ne tenne conto. Altre whistle-blower confermano che all’inizio c’era una gran confusione (helter skelter)

  • “Non penso che fossero dati validi e puliti. […] It’s a crazy mess.”

Sembra che Pfizer se ne sia accorta, perché è stata informata dei “problemi” e ha fatto un’ispezione. Però senza comunicarne gli esiti alla FDA e senza escludere i volontari texani dal totale. Erano 800, forse mille, su oltre 44 mila, le percentuali cambiavano poco, ma se la FDA avesse preteso tutti i dati, avrebbe potuto rifare l’analisi.

A crazy mess, bis

Altra ritrattazione di uno studio palesemente farlocco sull’ivermectina, il vermifugo che la FDA aveva rifiutato di approvare nonostante le pressioni di Trump e del suo consulente Scott Atlas.

I quattro studi che mostravano benefici sono stati ritrattati. Gli autori di una delle due metanalisi positiva che li includeva hanno avvisato che la stavano rifacendo e che quella precedente sarebbe stata ritirata.

Un giorno Andrew Bryant et al. decideranno di fare altrettanto?

Detto questo, la FDA concede certe autorizzazioni con una disinvoltura nota da vent’anni, ma di recente sembra peggiorata. Avevo detto delle proteste dei suoi esperti quando aveva approvato un farmaco per l’Alzheimer contro il loro parere, e delle perplessità sugli anticorpi monoclonali contro il covid.

L’Agenzia europea per il farmaco (EMA), come molte altre, tende ad accodarsi alla FDA. In marzo, sugli anticorpi monoclonali dava un parere positivo e li raccomandava a certe condizioni. Poi ha chiesto ulteriori informazioni, Eli Lilly ha preferito ritirare la richiesta di autorizzazione, e ieri l’EMA ha interrotto la sua valutazione dei dati sulla qualità e, implicitamente, l’efficacia e la sicurezza del prodotto.

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Così non se ne esce…
A crazy mess, ter

“La terza dose non la faccio,” dice una conoscente all’incirca settantenne che – se non ricordo male – soffre di diabete e si era vaccinata perché il suo medico ha insistito. “Ieri in televisione una professoressa ha detto che contro la nuova variante non serve a niente.”

Un’altra cliente del fruttivendolo conferma, l’ha sentito anche a lei, era a “Di martedì”, ma non ricorda il nome della professoressa.

Torno a casa, googlo: titoloni su Il Tempo, su Libero… ma com’è possibile? Interveniva Barbara Gallavotti, biologa di formazione e da quasi trent’anni giornalista scientifica seria. Non ha detto niente del genere, infatti.

Ha riassunto bene un articolo di Nature ed è bastato alla stampa di disinformazione per fare il suo sporco lavoro.

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Da For better science

  • Smut Clyde rivela straordinari risultati in matematica e in chimica comprati da autori che più autorevoli non si può su riviste del gruppo Springer Nature, a caro prezzo perché i suddetti risultati sarebbero peer-reviewed;
  • e Leonid Schneider le accuse di David “sono una superstar” Sabatini contro le ricercatrici che ne hanno denunciato le molestie sessuali causando il suo licenziamento dall’istituto Whitehead, causando il processo per diffamazione che Sabatini intenta all’istituto.

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