Follow-up per conto terzi

Care massime Autorità dello Stato, il 17 giugno 2019 il prof. Nicola Scafetta dell’università Federico II di Napoli vi mandava una petizione con sotto un’ottantina di firme illustri. Finiva così:

  • suggeriamo che non si aderisca a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera con l’illusoria pretesa di governare il clima.
Modello Scafetta 2010, agiornamento di Stefano Caserini in rosso

Il clima, diceva, è sempre cambiato per cause naturali. Le attività umane hanno aggiunto in atmosfera miliardi di tonnellate di gas serra nell’atmosfera, ma non credete ai climatologi. Non sanno che effetto fanno sulle temperature, ma di sicuro è minimo.

In assenza di gas serra infatti, la temperatura media sul pianeta sarebbe di -18 °C invece di +15 °C.)

scafettaforecast082016
Modello Scafetta 2016

Il clima essendo sempre cambiato in un’alternanza di global warming e cooling dovuta ai cicli astronomici di Sole, Luna e congiunzioni Giove-Saturno, come stabilito dall’astrologo Landscheidt che si ripetono ogni 60 anni, scriveva, e la temperatura avendo smesso di aumentare, nel 2000, eravamo arrivati, scriveva, a

una sostanziale stabilità climatica.

Sembrava una contraddizione, ma due mesi dopo il prof. Scafetta pubblicava in anteprima su MeteoWeb, un prestigioso sito di bufale, un modello in cui i cicli di 60 anni s’accorciavano fino a scomparire, o forse s’allungava oltre i cent’anni.

Comunque sia, il global cooling non iniziava più nel 2000 o nel 2016, ma nel 2018:

Un anno sì e uno no, il prof. Scafetta scrive un articolo sul tema “il mio modello è perfetto, tutti gli altri fan schifo”. L’ultimo sulla rivista predona Climate, dove in cambio di 1400 franchi svizzeri più IVA ha goduto della revisione accelerata di Maria Teresa Caccamo e Salvatore Magazù dell’università di Messina.

(Sono entrambi esperti di spettroscopia e scattering dei neutroni e digiuni di scienze del clima. h/t uno dei climalteranti)

Si tratta di una rassegna degli articoli in cui il prof. Scafetta ha dimostrato la superiorità del proprio modello su alcuni di quelli che fanno parte dell’insieme “CMP6“, i quali non incorporano

  • le oscillazioni naturali del sistema climatico che sembrano associate con diversi cicli mareali solari e lunisolari a periodi di circa 9,1, 10,4, 20, 60, 115, e quasi 1000 anni.

Il prof. Scafetta è uno dei pochi scienziati che li incorpora, e scrive (p. 3) e riscrive che i cicli dell’astrologo Theodor Landscheidt sono associati ad altro che agli oroscopi.

(Precisiamo nel caso il Presidente del Consiglio forse interessato che Landscheidt stesso li associava ai cicli economici. A suo avviso, sono identici su tutto il pianeta così come lo sono i nati sotto il segno dei Pesci.)

Ciò detto, il prof. Scafetta paragona un cavolino di Bruxelles a un branco di mufloni. Il suo è modellino “semi-empirico” che prevede unicamente la temperatura globale. Quelli CMP6 sono un centinaio, enormi, ognuno con dentro decine di modelli.

Sono degli esperimenti che servono a testare ipotesi su come, insieme al clima e a scenari socio-economici, evolvono diversi ecosistemi terrestri. Molti falliscono, i risultati vengono presi con chili di sale sulle riviste scientifiche. Otto su cento scaldano troppo la sensibilità climatica all’equilibrio, è l’unico punto sul quale tutti concordano con il prof. Scafetta.

Da femminist* troviamo perfette le spiegazioni della Tebaldi e del suo branco di criticon* sulle divergenze tra i CMP6. Se son troppo lunghe, l’altro ieri Gavin Schmidt ha riassunto lo stato dell’arte.

Roba da nerd, un clima all’equilibrio esiste solo in teoria.

Sulla Terra c’è sempre qualche evento che lo turba. Una grossa eruzione vulcanica e la temperatura globale scende sotto la media ventennale per qualche anno. Balza sopra ad ogni Niño. Qui si vede bene, in ascisse c’è il disegnino dei vulcani e sotto in rosso le ondate di caldo marino portate dal Niño:

Quisquiglie. La cosa importante, care massime Autorità dello Stato, è che il prof. Scafetta ha cambiato idea di nuovo. Oscillazioni e moti celesti gli “sembrano” tuttora associate, ma i suoi

  • modelli alternativi prevedono un riscaldamento moderato per i prossimi decenni.

“Moderato” nel senso di +0,2 °C a decennio nei modelli alternativi e per ora segreti del prof. Scafetta. In Italia, il riscaldamento è già il doppio di quello globale, ben sopra i 2 °C che non bisogna raggiungere entro fine secolo.

Suggeriamo che si aderisca a politiche di riduzione urgente della immissione di anidride carbonica.

(Seguono 14.594 firme)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: