O’s digest con bufale

E un po’ di Schadenfreude. All’estero, gli articoli e i post sul premio Maddox dato a Elisabeth Bik accennavano minacce legali che ha ricevuto dopo aver segnalato problemi negli articoli di Didier Raoult et al. sui miracoli dell’idrossiclorochina contro il covid.

Da ieri i media francesi parlano anche della sanzione comminata a Raoult da una Camera disciplinare regionale in seguito alle denunce, risalenti a un anno fa, di due Ordini provinciali dei medici. Forse le notizie interessano anche qui, dove l’idrossiclorochina è tuttora tele-prescritta – insieme ad altri farmaci inutili e/o dannosi – dai seguaci del Movimento Ippocrate e imitazioni.

A proposito di trial che violano i diritti umani, una specialità di Raoult… Smut Clyde legge NeuroQuantology e ci trova perle cinesi. D’altronde la rivista è nota come NeuroQuackology per il fertilizzante organico che sparge a getto continuo.

Non perché sia escluso a priori che una teoria quantistica dei campi si applichi al campo elettromagnetico dei neuroni e ai suoi fenomeni “emergenti”.

In Cina, bisogna compiacere il presidente Xi e chi meglio di presunti “neuroscienziati cognitivi” possono contribuire al suo sistema di sorveglianza e repressione del dissenso? Per esempio Fanfan Li scrive in

Research Method Innovation of College Students’ Ideological and Political Education Based on Cognitive Neuroscience

di aver identificato negli studenti i pensieri non conformi alla linea ancora prima che fossero espressi. Grazie ai

  • risultati dell’esperimento abbiamo progettato un’educazione e attività educative più efficaci […], ottimizzato la plasticità del cervello e accresciuto l’efficacia dell’educazione ideologica e politica.

Anche in Italia è d’uso fare il consulente editoriale di una rivista predona e qui troviamo:

Angelo Lavano, University Magna Graecia Catanzaro; Antonio Manzalini, Telecom Italia; Paolo Di Sia, University of Padova; Massimo Cocchi, University of Bologna (“professore a contratto a titolo gratuito” di nutrizione veterinaria in quanto esperto di “paradigmi quantistici della psicopatologia”); Dorina Lauritano, Department of Medicine and Surgery, Italy; Germano Resconi, Catholic University, Brescia; Michele Caponigro, Italy.

Complimenti.

*

Con una maggioranza 13-10, gli esperti della FDA hanno approvato il molnurapivir contro il covid, nonostante un com. stampa della Merck ne avesse ridotto l’efficacia al 30%, rispetto al 50% nel com. stampa del mese prima. E’ scontento anche Derek Lowe.

Per quelli che “gli alberi ci salveranno dalla crisi climatica”, Science titola in copertina “Forest Death“. Sottotitolo:

  • In Germania, il cambiamento climatico ha portato a infestazioni di coleotteri della corteccia che hanno distrutto le foreste di pecci [e di betulle] come quella del Parco nazionale della Baviera. I danni hanno alimentato un acceso dibattito sul futuro della gestione delle foreste.

Rimanda a “Forest fight“, una bella inchiesta di Gabriel Popkin che parte dalla ricerca di Giovanni Forzieri et al. del JRC di Ispra, il tutto in open access.

Morale: piantare alberi non basta e a volte è perfino controproducente.

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Apis mellifera che non trasmette la leishmaniosi, foto John Severns/CC

Stando all’Economist, “le api potrebbero essere l’anello mancante” nella trasmissione dei tripanosomi che causano la leishmaniosi, la malattia del sonno e il morbo di Chagas.

E’ un’ipotesi un filino diffamatoria, basata su un articolo di Evan Palmer-Young et al. sui Proc. Royal Society B.

Un po’ come le Nosema apis e ceranae, nelle arnie di tutto il mondo è presente la Chritidia mellificae, un tripanosoma che sopravvive sia al caldo dell’arnia che al pH intestinale delle api (uguale a quello dei mammiferi). La C. mellificae infetta anche pipistrelli, primati e altri mammiferi brasiliani. Palmer-Young et al. hanno pensato di allevare in vitro a vari pH e temperature la Lotmaria passim, endemica negli alveari dell’America Latina da almeno 15 anni. In parallelo allevavano due ceppi di Chritidia fasciculata, anch’essi endemici nelle zanzare per capire se avevano le stesse probabilità di “spillover” della C. mellificae.

Risposta: no! Le due specie smettevano di riprodursi rispettivamente a 33,4 e 31 °C, quindi sotto i 35-37 °C dell’arnia. Inoltre alle C. fasciculata era necessario l’ambiente più alcalino dell’intestino delle zanzare.

2 pensieri riguardo “O’s digest con bufale

  1. “piantare alberi non basta e a volte è perfino controproducente”
    Lo sa bene anche il gentil dr Mariutti, anche se continua a far finta di non saperlo 😉

    À propos: hai visto il risveglio del Semeru?

    "Mi piace"

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