Sinceramente

“Sinceramente,” scrive la Federparchi, “non sappiamo come interpretare le dichiarazioni” del ministro Cingolani alla Stampa, sulla transizione ecologica intesa come “bagno di sangue”. In particolare la frase: “Dovremo far pagare molto la CO2 con conseguenze, ad esempio, sulla bolletta energetica…”

Sinceramente l‘oca non la capiva nemmeno lei, e si chiedeva

  • se l’aumento intendeva spingerci a comprare elettricità da fonti rinnovabili e ad affossare la BigOil & Gas nazionale,
  • se, causa aggravamento della crisi climatica, avremmo pagato più di prima i danni alla salute e all’ambiente causati dalla BigOil & Gas – detti pudicamente “esternalità” dagli economisti.

Buona la seconda.

Con un decreto del 30 giugno, scrive Federparchi,

  • I fondi già stanziati per il programma “Parchi per il Clima” e nella disponibilità  del ministero del Ministero della transizione ecologica, (circa 80 milioni di €) sono stati improvvisamente dirottati nel fondo destinato al contenimento degli aumenti delle bollette energetiche.

Oh bella. Il 17 giugno, il ministero del dott. Cingolani annunciava fieramente il rifinanziamento di

  • Un Programma che assume un valore sempre più importante e che vede il Ministero per la Transizione Ecologica protagonista rispetto agli appuntamenti internazionali più rilevanti per la conservazione della natura, nella consapevolezza della necessità di continuare ad investire sulla tutela e la valorizzazione dei Parchi nazionali…

Con molto tatto, Federparchi non allude a questo comunicato e a sua volta, ha una domanda:

  • il ministro non lo sapeva che con un decreto il governo aveva fatto l’esatto contrario e che quindi la sua opinione non aveva avuto nessuna influenza?

L’oca ne ha molte altre.

Mario Draghi e Daniele Franco hanno sovvenzionato la Big Oil& Gas coi soldi del suo ministero per fargli un dispetto?

La Direzione generale per il patrimonio naturalistico del suo ministero assegna decine di milioni di nascosto?

E’ un governo o l’asilo Mariuccia?

O il 30 giugno gli era venuta un’amnesia, una botta di caldo, una voglia di annunciarci un “bagno di sangue” in un periodo troppo spensierato?

Chi legge risponda pure liberamente, l’oca lo farebbe solo in presenza della sua avvocata.

Oggi sul Fatto q. esce “Recovery, Italia maglia nera sul “green

  • stando al dossier della Camera dei deputati sulla sua valutazione rispetto agli altri dei Paesi Ue, è agli ultimi posti per percentuali di risorse destinate alle iniziative “green”.

I deputati hanno solo elencato le scelte dei 24 paesi che hanno presentato un piano Recovery. Che quello italiano fosse poco verde stando ai criteri UE, lo scriveva l’Economist il 12 giugno nell’articolo “How green is my Draghi?” che riassumeva un’analisi di Green Recovery Tracker e compiangeva il povero ministro Cingolani.

(h/t G.M. e A.S.)

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