“Come l’influenza”

L’avvocato che per due anni sembrava un po’ ansioso “adesso è più tranquillo”. Siamo tutti o già infettati e vaccinati, ci sono delle cure, perfino una pillola da prendere a casa. Il covid è diventato come l’influenza.

In Inghilterra le nuove varianti Omicron sono addirittura meno letali. Però indossa la mascherina – i baristi e gli altri avventori anche, ad altezze variabili. Non è venuta in visita Giorgia, 5 mesi e mezzo, la figlia della cassiera, ma si è abituato e intende metterla ogni inverno quando arriva l’influenza.

Forse non è del tutto tranquillo, chiede cosa si sa dell’epatite dei bambini.

Per ora ci sono solo ipotesi. “Ma com’è possibile!” Ci sono casi dappertutto da mesi (non proprio), in Cina hanno trovato il coronavirus in un paio di settimane… Be’, c’era stata la Sars, nei bambini quell’epatite è molto rara, così s’è studiata poco, potrebbe avere tante cause diverse.

Come in altre conversazioni di queste settimane, il consenso è che “deve” essere il virus come si chiama… Adenovirus 41? Ecco. Forse, ma è in giro da una vita, perché prima i bambini non si ammalavano?

E perché c’è il covid lungo e non c’è stata la Sars lunga? chiede la barista. Al lunedì mattina il negaiol-complottista non c’è, siamo tutti d’accordo: il covid non è come l’influenza “normale”.

Continuo con gli aggiornamenti. L’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che le morti in eccesso causate dalla pandemia nel 2020-2021 sono 14,9 milioni e l’Economist 21,2 milioni (best guess; incertezza 14,7-25,1 milioni) a fine aprile.

Chi segue Eric Topol su Twitter sa già che ci sono dati confortanti, per es. sotto-varianti di Omicron provocano meno casi di covid lungo (è entusiasta del trial con un interferone in base a un com. stampa, aspetterei i dati completi) ma ci sono notizie di nuove “ondate” soprattutto nei paesi dove la percentuale di vaccinati è bassa. Aggiungo solo che i risultati dell’ultimo trial clinico con il remdesivir sono negativi.

*

Peggio dell’influenza

Altro tema di conversazione da qualche giorno, il parere del giudice Samuel Alito della Corte suprema statunitense, contrario al diritto all’aborto sancito dalla sentenza Roe vs Wade perché bisogna accrescere “la fornitura interna di neonati“.

(Anche in Italia, secondo le destre catto-fascio-nataliste.)

Margaret Atwood ne aveva scritto in un saggio di Burning Questions, di cui sabato il Guardian ha ripubblicato poche pagine. Finisce con

  • Costringere una donna a partorire contro la sua volontà per trarne profitto è schiavitù.

Storicamente era così. Nonostante i tentativi – del giudice Richard Posner in particolare – di vendere embrioni e neonati eccedenti al miglior offerente, oggi semmai il profitto è di tipo elettorale.

Fino alla guerra civile, in USA la contraccezione e l’aborto erano legali per le emigrate bianche e le indigene. Non per le schiave, tanto più se violentate dal padrone che poi vendeva i propri figli dalla pelle chiara a un prezzo molto maggiore di quello che otteneva per i figli di una schiava e del marito dalla pelle scura.

In tutta l’Unione, da prima della guerra civile l’American Medical Association non autorizzava donne e uomini afro-americani a praticare ostetricia e medicina in generale. Dopo la guerra, aveva costretto svariati college di medicina segregati a chiudere. A fine Ottocento, insieme a professori di medicina bianchi e anti-razzisti, gli afro-americani hanno creato la National Medical Association, ma molti stati del Sud hanno rifiutato di riconoscerne la certificazione per decenni.

Grafico del Commonwealth Fund, novembre 2020

Risultato: oggi la mortalità perinatale delle afro-americane è da due a tre volte quella delle donne bianche proprio negli stati che contano su una Corte suprema a maggioranza razzista per far abolire la sentenza Roe vs. Wade e le precedenti, e trasformare l’aborto in un omicidio intenzionale perfino nel caso di gravidanza ectopica (“pro-life” ma muoiano il feto la madre) e delle ragazzine stuprate dal padre o altri parenti.

Negli stessi stati – Texas, Missouri ecc. – le donne bianche hanno una mortalità da parto superiore a quella nazionale che è la peggiore dei paesi OCSE e gli stupri vengono ignorati o assolti perché la vittima se l’è cercata.

*

ADR: ho letto la risposta di Steven Pinker alla mail dell’AAAS, e il sostegno di certi evoluzionisti al suo sproloquio evidence-free e benaltrista. Per quel che vale, sono d’accordo con Gavin Schmidt.

5 pensieri riguardo ““Come l’influenza”

  1. Il link sotto a “Gavin Schmidt” rimanda allo stesso articolo del primo link. È nei commenti? Perché scorrendoli velocemente non ho visto il suo nome.

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  2. Diciamocela tutta, si è ormai deciso di trattare il covid come qualsiasi altro virus, nonostante causi ancora circa 4000 morti al mese. D’altronde cosa si poteva fare? Continuare con le regioni a colori, dopo due anni? Psicologicamente siamo tutti stanchi, è vero, ma a questo punto, rimettersi alla volontà e alla prudenza del singolo, in un Paese come il nostro, non credo ci farà uscire dal tunnel.

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    1. Non mi sembra così sbagliato. Ci sono vaccini, farmaci, misure di protezione proprio come ci sono contro i virus dell’influenza “normale”. Forse dovremmo ricordarci che a volte l’influenza non è “normale” per niente e per certe persone non lo è mai.

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