Perdite di tempo

Un po’ di letture consigliate anche da altri. Da Climalteranti, Stefano Caserini valuta “dati alla mano” la probabilità che si costruiscano centrali nucleari in Italia.

Caorso in via di dismissione dal 1993, foto di Simone Ramella.

Accenna agli scenari internazionali, nessuno dei quali tiene conto delle previsioni di un “rinascimento del nucleare“, anche se

  • Ultimamente c’è un grande interesse per gli Small Modular Reactors (SMR), giustificato dal probabile contenimento dei costi, in particolare dalla riduzione dell’investimento iniziale, nonché dalla versatilità e riduzione dei rifiuti radioattivi prodotti.

Proprietà da dimostrare con prototipi funzionanti, meglio se entro 10 anni. Stefano ha qualche dubbio sulla buona fede dei nuclearisti locali:

Come se ci fosse tempo da perdere.

Figure
Da Gavlovic, Smith e White, “The tragedy of climate change science“, Climate & Development, 24.12.2021

S’è perso mezzo secolo.

Gli ultimi 7 anni sono stati i più caldi registrati dalla rivoluzione industriale in poi, stando a Copernicus: il 2021 è in quinta posizione nonostante la Niña che, “dopo il picco del 2020, è tornata a intensificarsi negli ultimi mesi”.

(Zeke Hausfather toglie l’ENSO dalle anomalie di Copernicus e ottiene un “segnale pulito” del tasso di riscaldamento antropico decennale: lo ferma solo il Pinatubo.)

E nonostante la Niña che dal 2020 rinfrescava il Pacifico centrale fino all’oceano Indiano,

  • The world ocean, in 2021, was the hottest ever recorded by humans, 

scrivono oggi in open access 23 ricercatori tra cui pesi massimi cinesi e americani su Advances in Atmospheric Sciences. Implicazioni nell’articolo del Guardian.

Munich Re ha stimato i danni economici causati da disastri naturali nel 2021. Ha senso dal punto di vista di una multinazionale che finanzia le assicurazioni ma non riflette la realtà: i danni più gravi sono subiti dai poveri e dai paesi poveri che non hanno soldi per assicurare raccolti, case e capanne, pozzi…

Detto questo, il 2021 è stato “l’anno più costoso per le assicurazioni insieme al 2005 e al 2011”, soprattutto per via dell’uragano Ida in USA e delle alluvioni in Germania. Conclusione:

  • Molte delle catastrofi meteorologiche coincidono con le conseguenze previste del cambiamento climatico, e rendono urgente prepararsi a perdite peggiori e a proteggere il clima.

Questa voce dei mercati finanziari verrà ascoltata? Rispetto al 2020, le emissioni di gas serra sono aumentate del 4,5% in Germania e del 6,7% in USA.

A mali estremi

stefano cosmaro segnala “The tragedy of climate change science” di Bruce Gavlovic, Timothy Smith e Iain White in open access su Climate & Development, con un’ottima sintesi:

  • Patto sociale tra scienza e società fallito, terza proposta scioccante ma forse utile.

Da rimuginare e aggiungere a Don’t look up, versione un po’ più breve su The Conversation.

Gli autori ritengono che la militanza e l’aiuto delle scienze sociali siano inutili, solo perdite di tempo. Ormai è tutto risaputo. Propongono di abolire i rapporti IPCC e di scioperare:

  • chiamiamo a una moratoria per la ricerca sui cambiamenti climatici finché i governi non saranno disposti ad assumersi le proprie responsabilità in buona fede, a mobilitare e coordinare interventi a livello locale e globale.

Così la società tornerebbe ad avere fiducia nella scienza. Provocazione? Ingenuità? Come se “la scienza” non producesse mai pattume e gli scienziati fossero tutti onesti.

I governi sono fatti di politici e i politici sono facili da influenzare perché facciano gli interessi di poche multinazionali e il contrario di quello che l’elettorato vuole. Rif. Stefano Caserini sopra, o la privatizzazione della sanità in Lombardia…

Avrei altro da ridire, ma lo ha già detto meglio Julia Steinberger.

Rif. anche il commento di M.M.

***

Anche Action Aid protesta perché c’è una sola donna nella nuova commissione per il paesaggio del Comune di Milano – comune che sta preparano gli interventi per le Olimpiadi invernali, guarda caso. In quella di prima erano 4 su 11.

E’ questione di competenza, mica solo di “diversità” o dell’uso più pedonale magari con bambini degli spazi urbani. Le associazioni che curano e aumentano il verde sono a maggioranza composte da donne, o da sole donne come le Giardiniere di Milano

(Vedrei bene la presidente Maria Castiglione guidare l’assalto al Palazzo d’inv Marino.)

5 pensieri riguardo “Perdite di tempo

  1. Tre o quattro anni fa, in un giro di commenti sul sito del prode colonnello delle FF.AA., chiedevo al “lei non sa chi sono io” del CERN se sarebbe stato disposto scommettere il proverbiale euro sull’andamento dell’OHC. Lui, scopiazzando da J Curry, sosteneva che l’attuale incremento sarebbe il risultato posticipato dell’uscita dall’ultima glaciazione, e si diceva convinto che a breve si sarebbe stabilizzato (non avendo ovviamente niente a che fare con cose tipo la CO2 o i gas serra). A oggi, vedo purtroppo che l’OHC non accenna a diminuire, e temo che anche tra un paio di decenni l’euro finirebbe comunque nelle mie tasche. Non c’è però da scherzare, perché come ripete l’avanzo di galera, prima o poi il calore che adesso viene accumulato verrà restituito…

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    1. purtroppo l’OHC non accenna a diminuire

      Tutta colpa della termodinamica,
      Pensavo che l’alt.uff. si sarebbe arreso all’evidenza, invece continua a pubblicare bufale copiate da Watts. “Confronti e ritardi tra CO2 e Temperatura: caso relativo a El Niño” è un bel concentrato.

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  2. Segnalo un refuso copia-incolla sul link di Julia Steinberger. Nel frattempo mi guarderò questo tra i contributi disponibili (vedo una slide ‘From analysis to rebellion’):

    Magari capisco dove sbaglio quando tendo a non sottovalutare il contributo delle scienze sociali sebbene personalmente sono più interessato all’ultimo articolo su Climalteranti. Lato strategie di comunicazione vengono ad esempio alla mente le Warming Stripes:
    https://www.science.smith.edu/climatelit/warming-stripes/

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    1. PS: interessato all’ultimo articolo su Climalteranti, ovvero ai dati ed alle evidenze rispetto alle stesse strategie di comunicazione e sociali. A scanso di equivoci.

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