Il giorno dopo

Nei commenti sul vol. 3 del VI rapporto Ipcc, c’è sempre il grafico SPM.7 che ho usato anch’io. Sarà che, come nel titolo scelto da Stefano Caserini, siamo “Alla ricerca di motivi di speranza“?

Vignetta di Joel Pett per USA Today, ottobre (?) 2009

E’ vero che mostra le soluzioni già esistenti per risparmiare soldi e ridurre le emissioni climalteranti invece di comprare combustibili fossili da – e vendere armi a – regimi crudeli, ma a mio avviso ci sono illustrazioni più eloquenti. Quella sopra, per dirne una.

In attesa dell’approfondimento di Carbon Briefagg. uscito! – oltre alla sintesi della sintesi di Stefano Caserini, si possono leggere gratis sul Guardian gli articoli di Fiona Harvey, Fiona Harvey bis, Damian Carrington e Fiona Harvey ter.

Ci aggiungerei l’editoriale di Norma Rangeri sul manifesto, “Tagliare il gas contro le bombe dell’ipocrisia“. Ne cito solo una frase:

  • Perché chiudere i rubinetti vorrebbe dire affrontare se non proprio un’economia di guerra, sicuramente una drastica riduzione dei consumi civili, tra l’altro persino necessaria per la salvezza del Pianeta.

Il resto esplicita quello che temevo quando ricordavo la risposta di un leader nazional-socialista francese a “Morire per Danzica?”. In realtà la riduzione dei consumi è iniziata non solo in Italia. (Se ve la sentite, Hibo Aden di Action Aid descrive le conseguenze della guerra in Ucraina nel Corno d’Africa.)

Stamattina nel discuterne a “Tutto scorre“, alcuni ascoltatori di Radiopop dicevano cose atroci, vantandosi della propria superiorità morale. Proprio come Marcel Déat.

2 pensieri riguardo “Il giorno dopo

  1. Dal mio canto, ed è solo un’opinione personale, credo che andremo sicuramente incontro a razionamenti energetici. Quello che mi preoccupa è l’insano ottimismo dei nostri politici, perché non ha proprio motivo di essere. Siamo sull’orlo di un baratro spaventoso ma sembra che nessuno se ne accorga.

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    1. Credo anch’io, Ysòl. In maggioranza sono stati così ottimisti da deridere chi chiedeva di ridurre i consumi di combustibili fossili. Sapevano da >30 anni che era necessario per il clima e l’ambiente, e non solo per evitare di finanziare i guerrafondai.

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