“Fin de partie”

L’Ansm, l’equivalente francese dell’Aifa, ha pubblicato l’altro ieri il rapporto finale dell’ispezione fatta in novembre all’Institut hospitalier universitaire (Ihu) diretto da Didier Raoult, la “rock star della pandemia“, l’eroe nazionale del centro d’eccellenza nazionale per le ricerche sulle malattie infettive, il “guru della clorochina” in Brasile e in Francia “degli antivax“.

Puntate precedenti (due link)

Consiste nel rapporto preliminare uscito in novembre, nelle risposte delle persone e degli enti interessati e nelle conclusioni, in tutto quasi 300 pagine – estratti da Helsinki se révolte.

Firma falsa su un falso parere del Comitato etico che contraddice il parere vero…

La fine è iniziata due anni fa dopo pubblicazioni truccate e affermazioni dissennate sul covid e la serie crescente di farmaci che dovevano curarlo. Critiche evidence-based venivano mosse da nettascienza, giornalisti e perfino da una commissione dell’Ordine dei medici di Bordeaux. Fino al 20 aprile scorso Raoult li querelava usando i fondi dell’istituto per pagare i propri avvocati.

Senza che un solo organo di controllo battesse ciglio.

L’Ansm conferma quanto scritto da Elisabeth Bik (link alle puntate precedenti in fondo al post), Leonid Schneider, lanceurs d’alerte locali, giornalisti dell’Express, Mediapart, Libération ecc. sull’autorizzazione falsificata di esperimenti clinici e quelli non dichiarati, bambini e neonati arruolati senza il consenso dei genitori e altre illegalità. Perciò ha chiesto “di nuovo” alla procura di Marsiglia di esaminare i fatti “penalmente reprensibili”, e avviato una “procedura amministrativa” con l’Ihu e l’Assistance Publique-Hôpital de Marseille (Ap-Hm, il suo rapporto/risposta è negli allegati) di cui fa parte per impedire che gli abusi si ripetano.

Il rapporto è “finale” per modo di dire. Ci sono altre indagini dell’Ams e dell’Igas e dell’Igers (ispettorati generali per affari sociali/tutela dei pazienti e per la ricerca scientifica) di cui una sulla somministrazione di farmaci non autorizzati a senzatetto e immigrati malati di tubercolosi. Non ce n’è traccia nella documentazione dell’Ihu, ma solo negli ospedali dove alcuni pazienti hanno dovuto essere ricoverati d’urgenza.

C’è anche una sezione della Corte dei conti che indaga sulle fatture gonfiate rivelate l’anno scorso da Libé.

Raoult s’è subito vantato d’esser stato riconosciuto mondo di ogni peccato, tolti un paio venialissimi e comunque lui non c’entra. Questa volta nemmeno i media sciovinisti ci sono cascati. Forse perché un comunicato dell’Ap-Hm lo aveva già smentito. O perché al rapporto sono allegate le sue risposte alle richieste di chiarimenti. Abstract: siete dei nessuno, io sono uno scienziato famoso e faccio quello che mi pare.

Nel mondo, milioni di persone hanno ricevuto l’inutile e/o dannosa “cura Raoult”. Oggi su Libé, Christian Lehmann – un medico lanceur d’alerte – parla di “fallimento tragico del governo e delle istanze sanitarie“.

I comitati per la protezione dei pazienti, il ministero della sanità, l’ordine locale dei medici e gli altri sedicenti “organi di controllo” batteranno ciglio?

Ne parla anche Leonid Schneider nei suoi short di oggi.

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