The hunger war

In Ucraina, un missile russo ha centrato uno dei carri merci noleggiati dalla World Central Kitchen (WKC), diretti verso una città non ancora rasa al suolo nel Donbass. Senza fare vittime, per fortuna.

Katya, la responsabile del convoglio. Foto: WCK

Tecnicamente non è un “crimine di guerra”, ma di una “operazione speciale” contro un’Ong umanitaria impegnata a sua volta in operazioni speciali. Fondata dal famoso chef José Andrés dopo il terremoto del 2010 in Haiti, attrezza e rifornisce volontari locali lungo l’intera catena logistica. E’ l’intendance, per dirla con Napoleone. Il suo staff coordina i chef, le brigades de cuisine (in francese la nomenclatura è spesso militare) e le risorse di Ong, bar, pasticcerie, mense, cuoche di strada…

Tutt* possono dare una mano.

All’inizio era finanziata da milionari che frequentavano i ristoranti di Andrés, ora da migliaia e migliaia di piccoli abbonamenti mensili. Ogni tanto “arrotonda” un po’ il numero di pasti distribuiti. Nel Bangladesh alluvionato, in due settimane saranno partiti in 1,4 milioni, e quelli arrivati a destinazione un po’ di meno per via di incidenti lungo il percorso. Comunque l’efficienza resta impressionante.

Non so come faccia, ma chapeau bas.

*

La “guerra della fame” era quella di Stalin contro la popolazione dell’Ucraina e di altre repubbliche, quella di Berlino-ovest durante il blocco del 1948-1949 (che diede origine alla Nato), poi di Putin contro i ceceni e i siriani.

Nella storia ce ne sono state altre, gli imperi coloniali ne hanno fatte dappertutto, non solo quello britannico contro gli irlandesi o i bengalesi. Ma questa è la prima guerra mondiale. Il principale alleato della Russia, secondo me, non è tanto il protezionismo o la speculazione o un altro difetto del libero mercato, ma il clima che aggrava gli eventi meteo estremi.

Come per le energie rinnovabili, è l’inerzia dei governi, mondiale anch’essa da >30 anni. (Non juvat nemmeno al mio magone, lo ripeto lo stesso…)

A Radiopop stamattina Paolo Maccazzola, il presidente della CIA-Lombardia descrive gli effetti della siccità, l’acqua razionata anche in Piemonte, la “desertificazione”, il “cuneo dell’acqua di mare” nel delta del Po…

Non vede soluzioni a breve termine e prevede che da settembre ci saranno “grossi problemi per la zootecnia”. Dal formaggiaio sotto casa, Maurizio conferma: nel Comasco, “il mais s’è fermato, è alto così [poco sopra il ginocchio], la soia seminata è andata persa”.

  • Quotidiani e telegiornali ne parlano spesso senza fare alcun collegamento con il riscaldamento globale. Non va bene,

scrive Antonio Scalari, a parte Luca Mercalli sul Fatto Q. (grazie Fulvia Bandoli per la scansione). E Angela Giuffrida sul Guardian che intervista anche Mercalli. Io parlerei anche del referendum “tradito”

*

Le nostre emissioni di CO2 – “il” cibo per le piante – rinverdiscono il pianeta nel senso delle cime andine o delle rive artiche e antartiche, ma nell’Asia centrale i deserti avanzano, scrive Giorgia Guglielmi di Nature. Si riferisce al paper in open access di Qi Hu e Zihang Han sulle Geophysical Review Letters. Dalla fine degli anni ’80, la superficie dal clima “desertico”

  • si è estesa a est ed è avanzata a nord fino a 100 km nell’Uzbekistan e il Kyrgyzstan settentrionale, nel Kazakhstan meridionale e attorno al Bacino Junggar nella Cina del nord-ovest. […] In alcune aree tra il 1990 e il 2020, la temperatura media annua superava di almeno 5 °C quella del 1960-1979.

Il riscaldamento accelera la fusione dei ghiacciai, così nel nord-ovest della Cina il clima è diventato più caldo e umido, e le nevicate sono sostituite dalle piogge anche d’inverno.

La copertina è dedicata al paper in open access di Mohamad Abbas et al. che spiega con quali mutazioni certe piante riescono a crescere e fiorire – perfino dei piccoli papaveri P. somniferum – quasi senza ossigeno a 6.400 m. di altitudine sul vulcano Azar, in Colombia.

Sempre in open access e in tema,

– il “grafo pangenomico” dei pomodori, di Sanwen Huang et al. Con algoritmi tipo quelli dei GWAS (di cui dico spesso male quando sono applicati all’intelligenza umana o al successo in affari…) hanno identificato 19 milioni di varianti in 838 genomi di pomodori, gli alleli sui quali si trovano, e per alcuni di questi le proteine che dovrebbero codificare. Uno strumento per recuperare l’eredità perduta delle specie coltivate e magari per migliorarle;

l’evoluzione dei genomi e la diversità delle patate coltivate e selvatiche di Sanwen Huang et al. (non tutti gli stessi), del genere Solanum. Uno strumento altrettanto utile. Gli autori hanno anche cercato di risolvere la “controversia” attorno alla parentela filogenetica tra le patate Petota e “le sue sezioni sorelle” Lycopersicon ed Etuberosum. Dalla presenza di rizomi “ipotizzano” che l’Etuberosum sia la sorella e l’altra che è senza un’intrusa.

*

Malascienza del venerdì

Negli short di Leonid Schneider c’è un aggiornamento

  • sul processo in Svezia contro Paolo Macchiarini, condannato l’altro ieri solo per la morte di un paziente, gli altri due sarebbero morti comunque;
  • sui paper di Alfonsina Desiderio et al. ritrattati su richiesta della Statale di Milano che ha verificato le segnalazioni su PubPeer (come Leonid aveva chiesto).

L’università di Messina farà altrettanto per i 94 paper di Francesco Squadrito e parenti? (L’altro giorno erano 108, ma comprendevano dei doppioni.) O non lo farà mai essendo il prof. Squadrito presidente del comitato etico della sua azienda ospedaliera?

O’s digest di Science domani.

2 pensieri riguardo “The hunger war

    1. Ciao Steph, tutto bene fin qui e tu?
      E grazie del thread:
      sulla falsariga di esempi del recente passato come il 2019, 2018, 2017 o persino il famigerato 2003.
      Probabile anche per un modellista di Météo France perché il Nord Africa resterà rovente, ma sulla Francia dipenderà dalle depressioni atlantiche come quella di ieri.

      Ho visto solo dei pezzi e mi è sembrato il solito copione: si invita un negaiolo e lo si imbecca (non c’è consenso sull’effetto serra delle nostre emissioni, sui benefici dei vaccini, sul costo di una centrale nucleare ecc.) quando non è abbastanza rissoso.

      "Mi piace"

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