Defaunazione nell’Antropocene

(Titolo rubato a questa rassegna del 2014). Su Science in open access, esce una ricerca bella e triste di Evan Fricke et al., sul declino dei mammiferi e degli uccelli che disperdono i semi delle piante fruttifere.

La civetta delle palme che “produce” il Kopi luwak, il caffé più caro del mondo. Foto: Sandeep/CC

Tanto per cominciare, smentisce gli anti-ambientalisti per i quali l’ecologia sarebbe una disciplina “descrittiva” rimasta nell’Ottocento a collezionare osservazioni come francobolli invece di tradurle in modelli e previsioni verificabili.

I collezionisti sono indispensabili. Senza di loro non esisterebbe il data-base usato dagli autori per analizzare

  • ~18.000 interazioni distinte in 406 reti locali, registrate in una data località e un dato periodo di tempo, e dati sui movimenti del dispersante… per 302 specie animali, oltre ai risultati di 2.215 esperimenti per verificare la germinazione dei semi consumati e defecati da frugivori rispetto a quella dei semi non toccati da frugivori.

Con modelli di dinamica/evoluzione della biodiversità e dell’ambiente in regime di cambiamenti climatici (per le piante, cambiano i rispettivi termoclini ), e confronti con la dispersione dei semi in località dov’erano state introdotte nuove specie animali, stimano per difetto (conservatively) che

  • la defaunazione di mammiferi e uccelli ha già ridotto del 60% globalmente la capacità delle piante di tenere il passo con i cambiamenti climatici.

Ci sono importanti differenze regionali. Nelle Ande tropicali dove l’ambiente cambia più lentamente, le piante si adattano meglio che in Europa e nel Nord America dove i cambiamenti climatici sono più veloci e molti animali fruttivori si sono estinti in passato. La riduzione arriva quasi al 90% in certi paesi del sud-est asiatico e nel Madagascar dove un maggior numero di specie fruttivore è a rischio di estinzione.

Com. stampa della Rice University.

Defaunazione ittica

Sul fondale del mare di Weddell (Antartide) a una profondità dove l’acqua è sui 2 °C, Autun Purser e altri collezionisti dell’istituto Alfred Wegener hanno scoperto oltre 240 km2 coperti da “nidi” di pesce ghiaccio di Jonah – Neopagetopsis ionah – ciascuno occupato da un adulto e da “1.735 uova (deviazione standard = 433)”.

E’ probabilmente l’allevamento più esteso al mondo, scrivono su Current Biology, e una simile concentrazione pone molte domande per rispondere alle quali serviranno ulteriori ricerche sul campo.

Nel frattempo siccome i pesci ghiaccio non rischiano di venir defaunati dalle foche, i loro predatori principali, ma da pescherecci,

Com. stampa, Nature, The Economist ecc.

Rifaunazione nell’Antropocene
Mustela nigripes, foto di Kimberly Fraser per I’US Fish and Wildlife Service

Su Science, Rachel Fritts racconta la storia di Elizabeth Ann,

  • la prima furetta dai piedi neri clonata al mondo, appartenente alla specie in maggior pericolo nel Nord America. Il suo primo compleanno è stato una pietra miliare: è uno dei primi cloni di una specie a rischio di estinzione ad aver raggiunto la maturità sessuale.

L’idea è di clonare furetti che resistono alle infezioni in quanto geneticamente più diversi tra loro dei rari sopravvissuti allo sterminio.

Altre news

In una coorte ventennale di militari americani, il gruppo coordinato da Alberto Ascherio (Harvard) ha trovato che l’infezione con il virus di Epstein-Barr è associato a un rischio del 99,5% di ammalarsi di sclerosi multipla – rispetto al 94% in assenza di EBV.

Poi studio meglio il paper, per ora mi sembra corretto anche l’esperimento in vitro. Però è solo una correlazione. L’EBV infetta milioni, forse miliardi di persone che non s’ammalano di sclerosi multipla, scrivono Robinson e Steinman nel commento, e altri ricercatori sentiti da Jocelyn Kaiser sono un po’ scettici sulla causalità implicita.

Se vi resta tempo o ve li siete persi, raccomando

  • gli Schneider Shorts del venerdì, in particolare la cannabis che non previene il covid;
  • l’articolo di Enrico Bucci sulla presunta variante Deltacron;
  • quello di Andrea Capocci sul bollettino quotidiano dei dati epidemiologici, che sarebbe da sostituire con uno settimanale;
  • nel caso votate in Italia e pensate anche voi che la nuova legge Moratti-Fontana accresca la privatizzazione della sanità lombarda, potete leggere e firmare qui l’appello al Ministero della Sanità perché la rispedisca al mittente.

Semmai poi aggiungo.

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