Alberi e foreste

Il Guardian pubblica un’inchiesta realizzata insieme a Unearthed sui crediti carbonio comprati dalle compagnie aeree più “virtuose” in 10 progetti Redd+ gestiti da Verra, la più grande delle non profit che rilasciano certificati di conservazione delle foreste. Alcuni progetti non hanno fermato la deforestazione o il degrado, non ancora almeno.

Da quando i progetti Redd+ (p. 590) esistono, vengono contestate (rif. la bibliografia) le stime di quanta deforestazione evitano o quanta riforestazione producono e quanta CO2 assorbono. Magari Verra usa i propri modelli in modo incoerente, ma – secondo me – sarebbe irrealistico applicarli senza tener conto delle variabili locali. E queste rendono le valutazioni difficili da confrontare.

E’ molto più facile contare quanti alberi vengono piantati, ovviamente. Ma la quantità iniziale non dice nulla su quanti sopravvivono, se si integrano nell’ecosistema o gli sottraggono risorse, quanta CO2 assorbono al netto del resto della vegetazione, se gli abitanti del vicinato ne traggono benefici e altre informazioni sulla sostenibilità dell’investimento a lungo termine. (Se fosse sempre sostenibile, la Cina che “ripianta” foreste dai tempi di Mao sarebbe più verde del Giappone…)

Grafico semplificato da Giacomo Grassi

A complicare il tutto, da decenni c’è una differenza notevole tra la CO2 assorbita dalle foreste stimata con i modelli (Integrated Assessment Models) e con gli inventari nazionali delle emissioni di gas serra. Come spiega Giacomo Grassi del Joint Research Centre europeo su Climalteranti

i paesi chiamano “antropogenico” una parte dell’assorbimento di CO2 che i modelli chiamano “naturale”.

Sembra un dettaglio?

Se i dati dei modelli e dei paesi non sono confrontabili per il periodo storico, come si fa a valutare i progressi dei paesi rispetto a quanto dice la scienza, come prevede l’accordo di Parigi? La valutazione non sarebbe accurata, e gli sforzi ulteriori che i paesi devono fare sarebbero sottostimati.

Giacomo suggerisce anche la soluzione con dei disegnini per noi dummies, articolo più tecnico da Carbon Brief, paper di G. Grassi et al. su Nature Climate Science.

In open access no, eh? Spilorci!

Sempre in tema di alberi e di piante che a volte come fanno una foresta, Leonid Schneider recensisce in due puntate entusiaste i saggi di Stefano Mancuso tradotti in tedesco.

***
Letture-covid a richiesta

Sarebbe il post di domani, ma devo ancora scoprire come programmare le mie pubblicazioni… (in compenso ho riscoperto dov’è l’apice e il pedice)

Stando a una rassegna – gratis – di Nature Reviews Genetics, i test sierologici per il Sars-Cov-2 non bastano per stimare (con dei modelli, guarda caso) l’immunità raggiunta anche solo temporaneamente, la diffusione delle varianti o l’andamento dei casi di covid:

L’Islanda si è dimostrata ideale per lo studio del Covid-19 perché oltre metà dei cittadini è stata testata per gli anticorpi contro il Sars-Cov-2 e gli esiti clinici per gli individui positivi sono stati monitorati da vicino. Tuttavia nonostante test estensivi, quali metà degli islandesi infetti non sono stati rilevati…

In Spagna è andata peggio: soltanto il 9% dei positivi è stato intercettato da un test. Nonostante tutto, insieme al monitoraggio delle acque e degli ambienti, i test sierologici hanno consentito di identificare le varianti e di raccogliere

informazioni cruciali per capire la trasmissione virale, trovare risposte efficaci e pianificare per pandemie future.

Non ho trovato altro di vagamente collegabile alla querela contro Andrea Crisanti.

I vaccini degli altri 7 miliardi

L’unica novità per il vaccino Sputnik V è che la Russia ne ha mandato 150 mila dosi in India, 15 mila nelle Filippine e altrettante nello Sri Lanka. (L’angelo custode dice che sono per i politici e loro protetti, mica per la gente normale, comunque lui non si fida).

Su Nature c’è un articolo di Smriti Mallapaty sui cinque vaccini cinesi. Non si conoscono i risultati dei trial clinici, ma dai dati preliminari – purtroppo non confrontabili… – delle vaccinazioni di massa con uno della Sinovac e uno della Sinopharm in Brasile, Cile e Turchia sembrano aver un’efficacia tra il 50,7 e l’83,5%.

Penso che l’Organizzazione mondiale della Sanità potrebbe approvarli tra poco. (Agg. 06/05: sul Sinopharm ha molte riserve, sembra, rif. Reuters, Enrico Bucci; l’EMA sta valutando il Vero Cell di Sinovac.) Sono già usati in 40 paesi e mancano le alternative. Covax dovrebbe consegnare 2 miliardi di dosi entro l’anno ai paesi dell’alleanza, di cui un miliardo del Covishield indiano. Finora ha ricevuto in tutto 50 milioni di dosi e l’India ha sospeso le esportazioni.

Non ho trovato preprint sui vaccini cubani, ma un’intervista di Emiliano Rodrìguez Mega a Vicente Vérez Bencomo, il direttore dell’Istituto Finlay – più recente dell’articolo del Lancet Infectious Diseases.

Forse Bencomo è ottimista, comunque i risultati dei trial di fase 3 tre con il Soberana 2 e l’Abdala dovrebbero uscire entro giugno.

Breaking“: il governo Biden “appoggia la rinuncia alla protezione della proprietà intellettuale per i vaccini contro il covid” come promesso dal Potus all’attivista Ady Barkan durante campagna elettorale. E se la UE facesse altrettanto?

A proposito di proprietà intellettuale…

giugno - 2018 - Ocasapiens - Blog - Repubblica.it
Tenete i kleenex a portata di mano

L’avevo segnalato sul vecchio blog, ma nel caso ve lo siate persi… Da For better science, Leonid e Smut Clyde avevano vantato le straordinarie proprietà antitumorali di una miscela, brevettata, comprendente tra l’altro “la Divina commedia (fritta)”, piante inesistenti e una specie di scarafaggio. E’ la scoperta di Wen G. Jiang, professore di medicina tradizionale cinese all’università di Cardiff finanziata, l’università come la scoperta, dalla Yiling, una Big Alt. Pharma cinese.

L’università di Cardiff aveva confermato la validità delle ricerche di Wen G. Jiang e quindi di questa e altre miscele sviluppate dalla Yiling “in partnership” con l’ateneo.

Smut Clyde si è appena accorto che una cura anche il covid stando a una réclame pubblicata l’anno scorso da una rivista di Elsevier.

Adesso che Leonid è bannato da Twitter, fate passare, per favore?

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