Rumori per nulla

Con un accenno a Shakespeare, Enrico Bucci ha smontato una settimana fa la bufala del presunto “studiopubblicato da Pfizer in cui la Big Pharma ammetterebbe di non aver dimostratol’efficacia né la sicurezza del suo vaccino contro il covid.

Il “Molto rumore per nulla” prosegue e allarma una signora che l’ha sentito a radiopop (?). Medbunker deve vedersela di nuovo con rischi inesistenti per le donne incinte. Un dirimpettaio ha fatto vaccinare la figlia anche se sua moglie “non era convinta” e adesso lei ha scoperto che su Nature – sono abbonata, no? – hanno dimostrato che causa gravi danni cardiaci,

Cadono le braccia, chi ce lo fa fare, tanto lavoro per nulla… Provo a farmi compiangere da un’amica. Non ci sta. Dovrei ammettere che il debunking mi diverte.

Solo in presenza della mia avvocata…

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A destra, la piastra sulla quale polli spennati credono di magnetizzare l’acqua…
O’s digest del venerdì

Da For better science, due Schneider Shorts sono meno deprimenti del solito:

  • Elisabeth Bik è riuscita a far ritrattare un paper vistosamente falsificato
  • dopo 22 mesi di riflessione, la Royal Society of Chemistry ammette che l’acqua magnetizzata non esiste e ritratta un paper tragicomico.

Leonid segnala che su PubPeer son saltate fuori altre immagini e bestioline torturate da Francesco Squadrito et al. con l’approvazione del comitato etico dell’università di Messina.

E sotto un suo post di dicembre c’è un aggiornamento confortante.

Cinzia Caporale, coordinatrice del Centro per l’etica e l’integrità nella ricerca del CNR, ha preso sul serio le immagini dubbie della “cigarette mob of Palermo” e gli ha scritto:

  • 1. we carried out an accurate technical analysis which showed that almost all of the allegations were well founded […]

Brava, bis, ancora…

*

In Svezia è iniziato il processo contro l’ex “star” della chirurgia Paolo Macchiarini, accusato di tre trapianti sperimentali di trachee, non autorizzati dal Karolinska, scrivono Marta Paterlini sul BMJ, vari media anglofoni e (h/t Tiziana Metitieri) Alessio Gaggioli e Giulio Gori sul Corriere fiorentino.

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Science

Il gruppo di lavoro sull’Antropocene, scelto dall’internazionale dei geologi fra i migliori stratigrafisti del quaternario, si riunirà a Berlino il 19 maggio per scegliere il “marcatore” che ci divide dall’Olocene. Paul Voosen scrive che

  • il gruppo valuterà 12 siti, uno solo dei quali servirà da “picco dorato” per l’Antropocene, un’era geologica proposta, che inizia negli anni ’50 in mezzo al fuoco dei test di bombe atomiche e i fumi dell’uso crescente di combustibili fossili.

I siti più promettenti sono torbiere e fondali di mari e laghi. Voosen sembra scommettere sui sedimenti del Mar Baltico che registrano sia il picco delle bombe che l’impennata dell’energia fossile – e perfino quella del DDT.

C’è una rassegna un po’ triste di Ralph Temmink et al. sul perché ripristinare le terre umide (stagni, paludi, lagune, dei “pozzi” di carbonio) – come previsto dalla Convenzione di Ramsar nel 1971 – mentre in media se ne prosciuga l’1% ogni anno.

Ormai resta soltanto una decina di vaquitas, le focene del golfo di California. Sembrano troppo poche per salvarle dall’estinzione perché le mutazioni deleterie tendono ad accumularsi nei discendenti di individui imparentati. Invece da un’analisi dei genomi di vaquitas vive e morte e dal confronto con quelli di altri mammiferi marini rari di loro, Jacqueline Robinson et al. stimano che

  • Se si riesce a eliminare il rischio di mortalità da cattura involontaria da parte di pescatori, la specie ha ancora una chance di non estinguersi.

Nella “perspective”, Catherine Grueber et al. confermano che analisi genomiche simili potrebbero contribuire a salvare altre specie.

Ai coralli che già patiscono il riscaldamento globale, le creme solari a base di oxybenzone (benzophenone-3; avrebbe il vantaggio di diluirsi facilmente nell’acqua, bisogna rimetterlo dopo ogni bagno…) danno l’ultima mazzata. Si sospettava da tempo, ma per i mercanti di dubbio erano solo correlazioni.

Gjorje Vuckovic et al. descrivono le (principali) cause molecolari.

Sotto i raggi ultravioletti del Sole l’oxybenzone – che di suo li filtra – si degrada in glucosidi, delle “potenti fototossine”. Si concentrano nelle alghe simbionti che ne muoiono invece di proteggere dai loro effetti non solo i coralli ma anche certe anemoni di mare.

Gli autori “suggeriscono” che l’oxybenzone e composti simili potrebbero danneggiare altre specie di cnidarie.

Nella perspective, Colleen Hansel ricorda che le barriere coralline, da “ecosistemi complessi”, dipendono dal mutualismo di abitanti diversi, tra “micro- e macro-fauna”. Quelle creme solari sembrano “azioni piccole”, ma innescano reazioni a catena “in mezzo a un oceano” che già cambia troppo in fretta.

***

Sul Sars-Cov2 “venduto ai russi” dallo Spallanzani, l’articolo di Andrea Casadio su Domani è puro complottismo. Lo Spallanzani lo ha – giustamente – depositato all’EVAg, una biobanca europea, che lo ha mandato dietro rimborso spese – è una non profit – a un commerciante russo di virus, come spiega Andrea Capocci.

Su Estense, raccomando gli articoli di Daniele Oppo la presunta “transizione energetica” dell’ENI e conseguenti danni economici e sociali. Non a caso si chiama “transizione” e non “salto”.

A mio avviso, conviene leggere il debunking di Emanuele Bianchi prima del peana in due puntate dedicato dal dottorando Michele Mandroni a The Distortions of Cheap Energy. E’ l’auto-réclame della Leigh Goehring & Adam Rozencwajg, una ditta che vende consulenze a investitori in combustibili fossili, metalli e altre risorse naturali.

2 pensieri riguardo “Rumori per nulla

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