Xi, ambientalista all’estero

All’assemblea generale dell’Onu l’altro ieri, il leader supremo ha promesso che la Cina “non costruirà più centrali a carbone all’estero”. Mi sembrava un’ottima notizia. Su The Conversation avevo letto “China finances most coal plants built today” di Jeff Nesbit, e l’avevo pure citato.

Il nostro “progetto”

Sono una génocidaire anch’io. Un Hitler-Stalin-Pol Pot che lotta per la giustizia sociale e ambientale, riduce i consumi di energia e non solo, e sostiene Ong dei paesi poveri che aiutano i poveri a organizzarsi per uscire dalla miseria. Levandogli il pane di bocca:

Carbon budget & capture

Si avvicina la Cop 26 e “la scienza” cerca di farsi sentire. Tre giorni fa il British Medical Journal ha pubblicato un editoriale firmato e ripreso da oltre 220 riviste, quasi tutte bio-med. Chiede “un’azione urgente per limitare gli aumenti della temperatura globale, fermare la distruzione della biodiversità e tutelare la salute”.

Se gli inquinatori pagassero

(M’è passata un po’ l’ansia, grazie a Sudipta Kumar di Action Aid-Afghanistan. Anche se le notizie sono brutte, non averne era peggio.) Su Nature, esce un paper di Johannes Bednar, Oliver Geden, Myles Allen – dello IIASA e di Oxford – e altri economisti del clima che non conosco. Mostra bene quanto sia ingenuo credere,Continua a leggere “Se gli inquinatori pagassero”

Povera ENI

La transizione ecologica? “Confermo, potrebbe essere un bagno di sangue,” risponde l’ineffabile ministro Cingolani a La Stampa a proposito di una sua frase citata da Beppe Grillo. In confronto la crisi climatica e ambientale in corso sembrava un pranzo di gala, quindi ha provato a correggere il tiro: