Avevo promesso un O’s digest sul tema a una nonna per la scuola. Stamattina era un po’ inquieta perché domani la pargola va al Friday4Future, c’è un’impennata di casi in Francia e in altri paesi UE.
Continua a leggere ““E il covid?””Non ci son più le stagioni
La settimana scorsa, la temperatura superava di 40 °C la media di fine estate in alcuni altipiani (attorno ai 3000 metri) dell’Antartide, e di 20-30 °C quella di fine inverno nel circolo polare artico: in Norvegia, in Groenlandia e nella Terra di Francesco Giuseppe, l’arcipelago russo nel mare di Barents.
Continua a leggere “Non ci son più le stagioni”Virginia, Lea e gli altri
Sul Foglio, Adriano Sofri chiedeva a Lea Melandri “Perché tu e io non siamo d’accordo dopo ottant’anni che abitiamo questa terra?” Che cosa significa per una femminista “l’estraneità radicale” alla guerra di cui parlava Virginia Woolf nelle Tre ghinee, e in Pensare la pace durante un raid aereo?

Lea ha risposto “con affetto” sul Riformista (e prima della guerra aveva parlato di sé alla 27esima ora).
Sono letture che danno un senso di sicurezza, trovo, di avere un mondo nel quale orientarsi. Aiutano a situarsi (“partire da sé”) e capirsi anche se come Adriano, qualcun* continuerà a ritenere giusto armare la resistenza ucraina.
C’è una differenza, radicale anch’essa, rispetto a un dibattito che spesso mira a dividere, creare nemici, svilire ogni dissenso: il loro è un confronto onesto, felice delle ragioni condivise.
Per chi ha solo quattro minuti da dedicarci, oggi sulla Stampa Loredana Lipperini lo riassume bene.
E per chi ha altri minuti, Carlo Rovelli invita a rileggere La storia di Elsa Morante, e Nello Sclavo, Michele Bollino e Valerio Nicolosi riferiscono le parole di disertori ucraini.
Quasi un O’s digest
So che l’ondata di solidarietà con le vittime della guerra in Ucraina passerà, cerco di seguirla per non farmi sommergere dalle notizie tetre, e la cerco perfino negli articoli scientifici.
Continua a leggere “Quasi un O’s digest”Fate passare, per favore?
Come per il terremoto in Centro Italia e la pandemia, insieme a un gruppo di civic hacker “rodati”, Action Aid sta mappando i bisogni delle vittime della guerra in Ucraina e gli aiuti proposti su questo sito
Continua a leggere “Fate passare, per favore?”“Scegliere le parole con cura”
Conversazione con Leonid Schneider, riesce a bloggare quasi come prima, un po’ lo invidio… Parliamo dell’attualità, delle guerre in Europa e quelle ingloriose fatte altrove dalle democrazie europee, di un post che intende scrivere sull’Ucraina.
Continua a leggere ““Scegliere le parole con cura””L’altra mobilitazione
C’è una solidarietà con i profughi ucraini “come all’inizio della pandemia,” dice R., un’ascoltatrice di radiopop incontrata davanti alla libreria Feltrinelli. “Non come l’estate scorsa, quando arrivavano i profughi afgani.”
Continua a leggere “L’altra mobilitazione”La società delle estranee
Sto rileggendo Le tre ghinee di Virginia Woolf, dicevo ieri a Leonid S., femminista a modo suo, ma è ucraino e sua moglie viene da un paese baltico sotto tiro.
Continua a leggere “La società delle estranee”Fog of war
E’ successa “una cosa ridicola” diceva ieri sera lo scrittore Paolo Nori. Nella nebbia dei sentimenti contraddittori sulla guerra in Ucraina è una cosa piccola, ma chiara.
Continua a leggere “Fog of war”L’oca si accoda

Mutatis mutandis, vale per le guerre in corso, la pandemia, l’iniqua distribuzione dei vaccini…
O per dirla più elegantemente con Antonio Guterres,
- Ho visto molti rapporti, ma nessuno come quello sul clima @IPCC_CH, un atlante della sofferenza umana & un atto d’accusa schiacciante di mancata leadership. So che dappertutto c’è gente ansiosa e arrabbiata. Lo sono anch’io. E’ tempo di trasformare la rabbia in #ClimateAction.
In conferenza stampa è stato più critico di quanto prevedeva il copione…
Andrew Dessler e il segretario generale dell’Onu si riferivano al secondo volume del Sesto rapporto Ipcc a cura del gruppo di lavoro II: “Climate Change 2022. Impatti, adattamento e vulnerabilità”, il cui embargo scadeva oggi alle 12.
In italiano a cura del Cmcc: presentazione, comunicato stampa, rilevanza per l’Europa e il Mediterraneo. In inglese: Summary for policymakers e molto di più, oltre alle >3600 pagine del rapporto.
Se siete di un’Ong internazionale o se ogni tanto leggete questo blog, nel Summary non troverete novità: sapete già che la situazione peggiora in primis per i più poveri e discriminati. E che le soluzioni esistono già.
Ieri durante l’assemblea dei 195 paesi membri dell’Unfccc, il delegato russo Oleg Anisimov ha chiesto scusa a nome di tutti i russi per l’invasione ingiustificata dell’Ucraina. La delegata ucraina Svitlana Krakovska
- ha espresso “grande ammirazione” per quanto detto dal delegato russo [e] ha aggiunto che “il cambiamento climatico indotto dall’uomo e la guerra in Ucraina hanno le stesse radici – i combustibili fossili – e la nostra dipendenza da essi”.
Sottoscrivo. Anche se le radici non sono esattamente le stesse, il nesso tra guerre, combustibili fossili e clima è innegabile. Ne parlano ciascuno a modo suo
- Leonid Schneider, For better science, ucraino russofono ebreo con passaporto tedesco (you were the first I read, Leonid, but I was too sad to blog)
- Bill McKibben, The Guardian
- Antonio Scalari, Valigia blu
- Stefano Caserini, Climalteranti – che rimanda a
- Simon Evans et al., Carbon Brief
Leonid elenca le Ong ucraine raccomandate da Timothy Snyder, uno storico di Yale, da leggere sia su Substack che su Twitter, secondo me.
Se seguite Julia Steinberger, sapete già di questo. Refrain: Jack would be proud.
