Lungi da un’oca gongolare per le risposte dell’amministratore delegato dell’Enel a Matteo Salvini e seguaci nuclearisti AGW-negazionisti e iperliberisti coi dané dei contribuenti.
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Perdite di tempo
Un po’ di letture consigliate anche da altri. Da Climalteranti, Stefano Caserini valuta “dati alla mano” la probabilità che si costruiscano centrali nucleari in Italia.
La legge di Murphy
Ogni tanto segnalo un articolo un po’ preoccupante – per me, altri sono entusiasti – sullo sviluppo di vaccini che si “auto-disseminano” da pochi animali selvatici inoculati a tutti gli altri.
Contro l’ansia
A gentile richiesta, smetto di pulire i libri e di respirare polvere per leggere nuovi preprint sull’impatto di Omicron. Per quelli usciti prima di Natale, rimando al sunto di Enrico Bucci.
Cascate
Dopo un anno e mezzo per verificare che a Verkhoyansk, in Jacuzia, il 20 giugno 2020 c’erano davvero 38 °C, il record di caldo (urbano) per l’Artico è stato omologato dal WMO durante un’ondata di gelo fino a -61 °C.
O’s digest con bufale
E un po’ di Schadenfreude. All’estero, gli articoli e i post sul premio Maddox dato a Elisabeth Bik accennavano minacce legali che ha ricevuto dopo aver segnalato problemi negli articoli di Didier Raoult et al. sui miracoli dell’idrossiclorochina contro il covid.
Follow-up per conto terzi
Care massime Autorità dello Stato, il 17 giugno 2019 il prof. Nicola Scafetta dell’università Federico II di Napoli vi mandava una petizione con sotto un’ottantina di firme illustri. Finiva così:
Foreste rurali e alberi urbani
Durante le ondate di calore si va a prendere un gelato nei giardini di Porta Venezia, mica in piazza Duomo, ovvio. Ma si starebbe ancora meglio sotto gli alberi di Lubiana o Berlino – e peggio a Palermo.
Città spugne
Quando diluvia, piazza Wagner si allaga. Esonda il Seveso. Mezza Milano si ferma. Perfino quando piove governo ladro come ieri, compaiono laghi all’angolo dei marciapiedi e bisogna fare il giro dell’oca.
Dalla parte delle zebre
O’s digest su clima e affini. Il 1 gennaio 2015, usciva “The Serengeti strategy“, un’ipotesi di Michael Mann. Quando un consenso scientifico dà fastidio, scriveva, i suoi critici “lo presentano come se tutto il sapere accumulato da una disciplina dipendesse dal lavoro di un singolo scienziato“.
